Guida adempimenti PMI


Il Bilancio annuale


PARAGRAFO 1

Il bilancio d'impresa

La natura del bilancio è essenzialmente informativa. Le informazioni in esso contenute possono infatti essere di utilità e di interesse per svariate e numerose categorie di persone.

Il bilancio d’esercizio è un rendiconto delle operazioni di gestione riferite a un periodo amministrativo, che di solito ha durata annuale.

Ogni impresa ha bisogno, sia per finalità interne che esterne, di rendicontare periodicamente  i risultati della propria attività.

Finalità interne: necessità di controllo, valutazione e programmazione della prorpia gestione (controllo di gestione, supporto ai piani), per le relazioni tra soci (rapporti sostanziali)

Finalità esterne:

    • obbligo di legge (ad esempio il bilancio in una forma codificata è obbligatorio per le società di capitale e cooperative, a fini fiscali per le imprese in contabilità ordinaria etc.);
    • valutazione anche giuridica dell'operato degli amministratori;
    • necessità informative commerciali (clienti, fornitori, banche).

Fermo restando questi comuni denominatori, le forme e l'articolazione dell'informativa di bilancio variano ovviamente in relazione alla dimensione e tipologia.

La finalità primaria del bilancio di esercizio (fissata dall'art 2423 comma 2 del codice civile) è che deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell'esercizio: per questo deve essere redatto con chiarezza. A tal fine lo stesso articolo dispone che se le informazioni richieste da specifiche disposizioni di legge non sono sufficienti a dare una  rappresentazione veritiera e corretta si devono fornire le informazioni complementari necessarie allo scopo.

Nella redazione del bilancio vanno tenuti presente alcuni postulati:

1

Utilità del bilancio d'esercizio per i destinatari e completezza dell'informazione

Deve essere predisposto in maniera da essere di concreta utilità per il maggior numero di destinatari, che in esso devono trovare la base comune per la composizione degli interessi contrapposti.

2

Prevalenza degli aspetti sostanziali su quelli formali

E’ necessario determinare e comprendere gli aspetti sostanziali di ognuno di tali eventi e non solo i suoi aspetti formali

3

Comprensibilità (chiarezza)

 

Deve essere analitico e corredato dalla nota integrativa che faciliti la comprensione e l'intelligibilità della schematica simbologia contabile. Ma  l'informativa fornita non deve essere eccessiva e superflua

4

Neutralità (imparzialità)

Deve fondarsi pertanto su principi contabili indipendenti ed imparziali verso tutti i destinatari, senza servire o favorire gli interessi o le esigenze di particolari gruppi.

5

Incompatibilità delle finalità del bilancio d'esercizio con l'inclusione delle valutazioni prospettiche dell’investitore

 

Non rientra tra le finalità del bilancio d'esercizio esporre valutazioni di cessione o riflettere le conclusioni dell'acquirente

6

Prudenza

Profitti non realizzati non devono essere contabilizzati, mentre tutte le perdite anche se non definitivamente realizzate devono essere riflesse in bilancio

7

Periodicità della misurazione del risultato economico e del patrimonio aziendale

Si riferisce ad un periodo amministrativo (o esercizio) e non all'intera vita aziendale.

 

8

Comparabilità

La forma di presentazione deve essere costante, i criteri di valutazione adottati devono essere mantenuti costanti, i mutamenti strutturali e gli eventi di natura straordinaria devono essere chiaramente evidenziati.

9

Omogeneità

L'omogeneità riguarda l'unità di moneta nella quale i vari componenti attivi e passivi del capitale d'impresa devono essere espressi, ossia la moneta di conto.

10

Continuità (costanza) di applicazione dei principi contabili e dei criteri di valutazione

 

La continuità di applicazione dei principi contabili, come definiti in precedenza, è una condizione essenziale della comparabilità dei bilanci.

11

Competenza

L'effetto delle operazioni e degli altri eventi deve essere rilevato contabilmente ed attribuito all'esercizio al quale tali operazioni ed eventi si riferiscono e non a quello in cui vi sono i relativi

movimenti finanziari.

12

Significatività e rilevanza dei fatti economici ai fini della loro presentazione in bilancio

 

Il bilancio d'esercizio deve esporre solo quelle informazioni che hanno un effetto significativo e rilevante sui dati di bilancio o sul processo decisionale dei destinatari.

13

Il costo come criterio base delle valutazioni di bilancio

Il costo costituisce il criterio base delle valutazioni di bilancio dell'impresa in funzionamento.

14

Conformità del complessivo procedimento di formazione del bilancio ai principi contabili

 

15

Funzione informativa e completezza della nota integrativa al bilancio e delle altre informazioni necessarie

 

 

16

Verificabilità dell'informazione

 

L'informazione patrimoniale, economica e finanziaria fornita dal bilancio deve essere

verificabile attraverso un'indipendente ricostruzione del procedimento contabile, tenendo

conto anche degli elementi soggettivi.

 

Tali principi sono comunque trasversali a tutte le imprese, quali sia la dimensione o la forma giuridica.

Infatti le finalità e i postulati del bilancio si applicano alla generalità delle imprese, e pertanto non solo a quelle destinatarie della IV Direttiva e della VII Direttiva CEE ma anche a quelle destinatarie di specifiche disposizioni di legge (p.e. banche, assicurazioni, società finanziarie ecc.).

Sono escluse le imprese che applicano i principi contabili internazionali (che ovviamente hanno però altri principi di riferimento).


PARAGRAFO 2

La struttura del bilancio

La struttura dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico è caratterizzata da una rigidità di schemi che non può essere disattesa o modificata.

Il bilancio d’esercizio è costituito da:

  • Stato Patrimoniale;
  • Conto Economico
  • Nota Integrativa (questa per le società di capitale).

La struttura dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico è caratterizzata da una tipicità di schemi che non può essere disattesa o modificata (sia dalle società di capitale, sia da quelle individuali e di persone per effetto indiretto del richiamo di cui all'art. 2217 del codice civile).

A fianco di ciascuna voce dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico deve essere indicato l’importo corrispondente relativo all’esercizio precedente, qualora non sia possibile la comparazione delle voci, quelle relative all’esercizio precedente devono essere adattate e occorre segnalarlo e commentarlo in Nota Integrativa (si veda il paragrafo della guida "La Nota Integrativa").

La legge fiscale non prevede uno schema obbligatorio di bilancio, mentre da un punto di vista civilistico esiste uno schema obbligatorio solamente per le società di capitale. La riforma del diritto societario ha integrato lo schema dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico inserendo nuove sottovoci.

Il nuovo OIC 12 - Schemi del bilancio di esercizio

In data 5 agosto 2014 è stato pubblicata la nuova edizione del principio contabile OIC 12 - Composizione e schemi del bilancio d'esercizio, le cui disposizioni si applicano a partire dai bilanci chiusi al 31 dicembre 2014.

Nella nuova edizione è stata stralciata la parte relativa al rendiconto finanziario, in quanto la tematica è stata trattata in un principio contabile dedicato (il nuovo OIC 10).

In secondo luogo, si sottolinea che l'Interpretativo n°1 "Classificazione di costi e ricavi nel conto economico" dell'OIC 12, finalizzato a determinare la base imponibile IRAP, è divenuto parte integrante del principio, prevedendo la disciplina in materia (art. 5, comma 5 del DLgs 446/1997) un richiamo generico ai principi contabili.

Il principio contiene maggiori precisazioni in merito alla suddivisione, il raggruppamento e la comparazione delle voci in stato patrimoniale e conto economico. In particolare, viene sottolineato che, nel caso in cui un elemento dell'attivo o del passivo ricada in più voci dello schema e non sia prevista una specifica classificazione, l'iscrizione va effettuata nella voce che maggiormente risponde alle esigenze conoscitive degli utilizzatori del bilancio d'esercizio.

Il nuovo principio chiarisce la definizione di attività straordinaria, i cui proventi ed oneri derivano da:

  1. eventi accidentali ed infrequenti;
  2. operazioni infrequenti estranee all'attività ordinaria della società.

Infine, il documento è corredato dalle seguenti nuove appendici:

  • C: strumenti finanziari partecipativi;
  • D: operazioni di locazione finanziaria e compravendita;
  • E: operazioni di compravendita con obbligo di retrocessione;
  • F: attività di direzione e coordinamento di società;
  • G: operazioni con parti correlate e accordi fuori bilancio.

Sono state eliminate dalla nuova versione del principio le appendici relative all'informativa per area geografica, all'analisi dei movimenti nelle voci di patrimonio netto e quella sulle parti correlate. 


PARAGRAFO 3

Lo Stato Patrimoniale: Attivo

Lo Stato Patrimoniale: Attivo

Lo Stato Patrimoniale rappresenta gli investimenti realizzati e la situazione finanziaria della società alla data di chiusura dell’esercizio. In particolare è chiamato a fornire informazioni sull’insieme dei mezzi e delle risorse finanziarie che sono a disposizione dell’azienda in uno specifico momento, rappresentando quindi la “fotografia” della situazione finanziaria-patrimoniale dell’azienda medesima. Lo stato patrimoniale si articola in due sezioni contrapposte: da un lato l’attivo, cioè gli investimenti cui l’impresa ha destinato i mezzi reperiti nello svolgimento della sua attività (impieghi), dall’altro il passivo, ovvero i mezzi di finanziamento che l’azienda si è procurata (fonti). Nello stato patrimoniale devono essere iscritte separatamente, nell’ordine indicato, le voci previste nell’art. 2424 cod.civ..

Attivo dello Stato Patrimoniale

attivo SP

 

A)Crediti verso soci: la voce è dedicata ai soli versamenti dovuti dai soci per la sottoscrizione di capitale sociale e per la copertura di perdite ed, eventualmente, di importi strettamente connessi (per es. sovrapprezzi, interessi di conguaglio). Tali crediti devono essere valutati  secondo il valore presumibile di realizzo.

B) Immobilizzazioni (con separata indicazione di quelle concesse in locazione finanziaria): vengono indicati gli elementi patrimoniali destinati ad essere utilizzati durevolmente.  Si divide a sua volta in 3 sezioni:

  • BI. Immobilizzazioni immateriali (costi di impianto e di ampliamento, costi di ricerca e sviluppo, brevetti, licenze, avviamento, ecc.);
  • BII. Immobilizzazioni materiali (terreni, fabbricati industriali, impianti e macchinari, attrezzature, mobili e arredi, ecc.);
  • BIII. Immobilizzazioni finanziarie (partecipazioni in altre imprese, titoli obbligazionari, ecc.).

Alla lettera B) dell’attivo, la voce Immobilizzazioni è seguita dalla locuzione “con separata indicazione di quelle concesse in locazione finanziaria”. Tale obbligo, però, riguarda unicamente società locatrici che redigono il bilancio secondo l’art. 2423 cod.civ.

Le immobilizzazioni sono iscritte al costo di acquisto o di produzione computando nel primo caso anche i costi accessori e nel secondo i costi imputabili direttamente al prodotto. Per costi accessori si intendono i costi necessari per mettere in funzionamento il bene (ad esempio i costi di montaggio/smontaggio, i costi di collaudo, di installazione, di trasporto, ecc...); fra i costi di produzione interna dell’immobilizzazione rientra la quota di costi che può ragionevolmente ritenersi imputabile, relativa alle materie prime o alla manodopera, ed in ogni caso sostenuti fin al momento dal qual il bene può essere utilizzato (art. 2426. c. 1 cod.civ.).

L’immobilizzazione che, alla data di chiusura dell’esercizio, risulti durevolmente di valore inferiore a quello come sopra determinato, deve essere iscritta a tale minore valore; questo non può essere mantenuto nei successivi bilanci se sono venuti meno i motivi della rettifica. Il ripristino di valore non può trovare applicazione per alcune tipologie di immobilizzazioni, quali i costi pluriennali e l’avviamento.

Il costo delle immobilizzazioni, materiali ed immateriali, la cui utilizzazione è limitata nel tempo deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio, considerando la residua possibilità di utilizzo.

Anche per le immobilizzazioni finanziarie il criterio civilistico di imputazione in bilancio è quello del costo di acquisto, tuttavia tale valutazione deve essere analizzata in sede di redazione del bilancio ed eventualmente rettificata dandone spiegazione nella nota integrativa.

C) Attivo circolante: comprende tutti i crediti, i titoli e i beni non destinati ad essere utilizzati durevolmente dall’impresa.  Tra i crediti, voce CII) dello stato patrimoniale  sottovoce 4), dovranno essere indicati:

  • nella voce 4bis) i crediti tributari;
  • nella voce 4-ter) le imposte anticipate.

Per quanto riguarda i criteri di valutazione:

  • i crediti devono essere indicati al netto dei fondi per svalutazione e per rischi specifici e quindi al valore di realizzazione presunto;
  • i crediti e i debiti in valuta (ad eccezione delle immobilizzazioni, non monetarie), devono essere valutati al tasso di cambio a pronti in vigore alla data di chiusura dell’esercizio imputando la differenza attiva o passiva a conto economico, ed accantonando gli utili netti in apposita riserva non distribuibile. Le immobilizzazioni in valuta (non monetarie), devono essere valutate al cambio del momento dell’acquisto o a quello inferiore alla data di chiusura dell’esercizio se la riduzione è giudicata durevole;
  • le rimanenze di magazzino devono essere valutate al costo di acquisto o di produzione o, se minore, al valore di realizzazione desumibile dall’andamento di mercato. I metodi di costo adottati per i beni fungibili possono essere il FIFO (First In, First Out - rispecchia l'andamento dei prezzi di mercato, perché valuta il magazzino ai costi più recenti, presupponendo che tra le giacenze restino gli ultimi acquisti di merce effettuata), il LIFO  (Last In, First Out – determina il magazzino a costi più “remoti”, tale metodo prevede che le quantità acquistate o prodotte più recentemente siano le prime ad essere vendute od utilizzate in produzione, per cui il magazzino rimane composto dalle quantità relative agli acquisti o alle produzioni più “vecchie”), ovvero il costo medio ponderato (secondo tale ultimo metodo le quantità acquistate o prodotte non sono più singolarmente identificabili e fanno parte di un insieme in cui i beni sono ugualmente disponibili);
  • i lavori in corso su ordinazione possono essere iscritti sulla base dei corrispettivi contrattuali maturati con ragionevole certezza;
  • i titoli e le partecipazioni che non costituiscono un investimento durevole devono essere valutati al costo di acquisto o di produzione, ovvero, se minore al valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato.

D) Ratei e risconti: i ratei e risconti si riferiscono a quote di costi o di proventi comuni a due o più esercizi. Nella voce ratei e risconti attivi devono essere iscritti rispettivamente i proventi di competenza dell'esercizio esigibili in esercizi successivi, e i costi sostenuti entro la chiusura dell'esercizio ma di competenza di esercizi successivi.

Il nuovo OIC 13 - Rimanenze

Il principio contabile OIC 13 ha lo scopo di disciplinare i criteri per la rilevazione, classificazione e valutazione delle rimanenze di magazzino nonché le informazioni da presentare nella nota integrativa. Le variazioni apportate dall'Organismo italiano di contabilità (OIC) al principio contabile 13 recante disposizioni in materia di rimanenze, riguardano il riordino generale della tematica e il migliore coordinamento con le disposizioni degli altri principi contabili nazionali OIC. Rispetto alla precedente versione del principio OIC 13 (anno 2005) si è provveduto a:

  • riformulare la disciplina della capitalizzazione degli oneri finanziari con l’obiettivo di renderla di più agevole comprensione e applicazione. In analogia a quanto previsto per il principio OIC 16 “Immobilizzazioni materiali”, è riconosciuta la possibilità di capitalizzare gli oneri finanziari, sia quelli specifici che quelli generici, in proporzione alla durata del periodo di fabbricazione, se la sua durata è significativa; 
  • fornire una breve descrizione del metodo del prezzo al dettaglio 
  • chiarire il trattamento contabile dei contributi in conto esercizio relativi all’acquisto di rimanenze. Viene precisato che, ai fini della valutazione delle rimanenze, i contributi in conto esercizio ricevuti sono portati in deduzione al costo di acquisto dei materiali. In questo modo, la valutazione delle rimanenze permette di sospendere i costi effettivamente sostenuti, ossia al netto dei contributi ricevuti. Vengono forniti inoltre indicazioni sulla classificazione dei relativi importi nelle voci di conto economico.

Sono stati migliorati alcuni temi rispetto alla versione messa in consultazione nell'anno 2012:

  • definizione dei semilavorati
  • costo specifico e criteri di determinazione del costo dei beni fungibili
  • ripartizione dei costi generali fissi e dei costi generali variabili
  • produzioni congiunte e sottoprodotti

Il nuovo OIC 14 - Disponibilità liquide

In data 5 agosto 2014 è stato pubblicato il nuovo principio contabile OIC 14 - Disponibilità liquide, le cui disposizioni si applicano a partire dai bilanci chiusi al 31 dicembre 2014. La nuova edizione del principio è finalizzata a riordinare la materia e migliorare il coordinamento con gli altri OIC; in particolare, si sottolineano le seguenti novità.

In caso di cash poolingciascuna società partecipante al fondo comune classifica la propria quota di pertinenza come un debito ovvero un credito nei confronti della società gestrice. I debiti (liquidità prelevata dal fondo) o crediti (liquidità versata nel fondo) nei confronti della società gestrice sono classificati in base alle disposizioni previste dagli OIC 15  - Crediti ed OIC 19 - Debiti, in funzione del rapporto intercorrente tra le società. Nel bilancio della società gestrice la classificazione del saldo è simmetrica alle rilevazioni effettuate dalle partecipanti.

Si ricorda che, questo sistema di gestione della tesoreria è utilizzato da alcuni gruppi societari al fine di accentrare la liquidità presso un unico soggetto giuridico (la società capogruppo solitamente), che diviene la società gestrice di un conto corrente comune, da cui le altre società partecipanti prelevano e versano risorse finanziarie. 

La nuova edizione, specifica con maggiore dettaglio il regime di classificazione dei fondi vincolati: si tratta di fondi a giacenza costante prefissata, le cui movimentazioni vengono rendicontate solo periodicamente, ad esempio in sede di reintegro del fondo cassa. Per tale motivo, nel caso in cui, alla data di chiusura dell'esercizio, compaiano in bilancio delle risorse liquide effettivamente già utilizzate, occorre effettuare le relative riconcilizaioni e rettifiche contabili, patrimoniali ed economiche, al fine di dare una rappresentazione veritiera e corretta.

Il nuovo OIC 15 - Crediti

Si fornisce di seguito una sintesi di alcune delle principali modifiche apportate all’OIC 15 rispetto alla precedente versione.

Riserva di proprietà: il Principio contiene nuove disposizioni in merito alla contabilizzazione delle vendite a rate con riserva della proprietà, indicando che la rilevazione del ricavo di vendita e del relativo credito avvengano alla consegna (e non quando si ha passaggio della proprietà, individuato ex art.1523, c.c., nel pagamento dell’ultima rata), in ragione del fatto che il compratore assume i rischi sin dal momento della consegna.

Attualizzazione: la nuova versione precisa che l’attualizzazione riguarda i soli crediti commerciali. In aggiunta, l’OIC 15 specifica che gli interessi attivi siano quantificati dalla differenza tra il valore nominale e l’ammontare del corrispettivo a pronti.

Svalutazione: nella procedura di valutazione collettiva dei crediti è ammesso un processo di valutazione forfettario, al posto di quello analitico, semplificando la previgente disciplina. Tale processo si realizza per mezzo del raggruppamento di crediti di importo non significativo in classi omogenee con profili similari di rischio (per es., settore economico dei debitori, area geografica, presenza di garanzie). OIC chiarisce, tuttavia, che le formule non possono essere trasformate in comportamenti automatici; per tale motivo, tali formule devono essere verificate costantemente per capire se le rettifiche apportate sulla base della loro applicazione siano congrue o meno.

Cancellazione: con probabilità, la parte più innovativa del documento è rappresentata dalla sezione concernente la cancellazione dei crediti. È bene, anche ai nostri fini, ricordare che la Legge di Stabilità 2014 ha previsto che “gli elementi certi e precisi sussistono inoltre in caso di cancellazione dei crediti dal bilancio operata in applicazione dei princìpi contabili”. Tale disposizione comporta che la corretta applicazione delle norme tecniche in parola dell’OIC 15 determini anche la deducibilità delle perdite derivanti da operazioni di cessione dei crediti che comportano la cancellazione del credito dal bilancio. In questo contesto, il nuovo OIC 15 prevede che una società cancelli un credito dal bilancio quando:

  • i diritti contrattuali sui flussi finanziari dal credito si estinguano; oppure
  • la titolarità dei diritti contrattuali sui flussi finanziari derivanti dal credito sia trasferita e contestualmente siano trasferiti nella sostanza tutti i rischi inerenti il credito.

Il nuovo OIC 16 - Immobilizzazioni materiali

Le variazioni apportate dall'Organismo italiano di contabilità (OIC) al principio contabile 16 recante disposizioni in materia di immobilizzazioni materiali, riguardano il riordino generale della tematica e il migliore coordinamento con le disposizioni degli altri principi contabili nazionali OIC.

Rispetto alla versione precedente (anno 2005) l'OIC ha provveduto a:

  • chiarire alcuni aspetti applicativi degli ammortamenti. In particolare, si sono fornite alcune precisazioni in tema di ammortamento di componenti aventi vite utili diverse del cespite principale, nonché si è specificato che il processo di ammortamento va interrotto nel momento in cui il valore residuo risulti almeno pari al valore contabile del cespite;
  • eliminare la previsione secondo cui l’ammortamento andava sospeso per i cespiti non utilizzati per lungo tempo. L’ammortamento va effettuato considerando che in tale lasso temporale il bene è pur sempre soggetto ad obsolescenza tecnica ed economica;
  • riformulare la disciplina della capitalizzazione degli oneri finanziari, riconoscendo la possibilità di capitalizzare tali oneri, sia quelli specifici che quelli generici, in proporzione alla durata del periodo di fabbricazione, se significativo;
  • eliminare la previsione contenuta nell’attuale principio che permette di non scorporare il valore del terreno dai fabbricati su cui essi insistono quando il valore del terreno tenda a coincidere con il valore del fondo di ripristino/bonifica del sito, nel presupposto che la rilevazione distinta del terreno e del relativo fondo di accantonamento fornisca una migliore rappresentazione al lettore del bilancio;
  • chiarire che le immobilizzazioni materiali acquisite a titolo gratuito sono iscritte al presumibile valore di mercato al lordo dei costi accessori;
  • precisare che le svalutazioni di immobilizzazioni rivalutate transitano per il conto economico salvo eventuale diversa previsione di legge.

Il nuovo OIC 18 - Ratei e Risconti

Il principio contabile OIC 18 ha lo scopo di disciplinare i criteri per la rilevazione, classificazione e valutazione dei ratei e risconti, nonché le informazioni da presentare nella nota integrativa, ed è destinato alle società che redigono il bilancio in base alle disposizioni del codice civile.  

Le modifiche rispetto alla versione datata 2005 hanno riguardato: 

  • le condizioni per la rilevazione in bilancio dei ratei e risconti
  • criteri di valutazione dei ratei e dei risconti da iscrivere in bilancio e le poste di contoeconomico interessate dalle rettifiche di valore
  • eliminazione la richiesta di distinguere i ratei e risconti nello stato patrimoniale quando il loro ammontare è apprezzabile, in quanto tale distinzione deve essere comunque fornita in nota integrativa

Rispetto alla versione del principio posta in consultazione nel 2012 si è aggiunta la contabilizzazione del maxicanone nell’ambito delle operazioni di leasing finanziario e si sono apportati alcuni affinamenti nella struttura del documento per allinearlo al format dei documenti più recenti.

Il nuovo OIC 24 - Immobilizzazioni immateriali

Il nuovo OIC riformula la definizione di avviamento e fornisce chiarimenti in merito alla capitalizzazione di oneri pluriennali, costi di ricerca e sviluppo, corsi di addestramento del personale, acquisto di software non tutelati e altri.

Oneri pluriennalisi tratta di costi che non esauriscono la loro utilità nell'esercizio in cui sono sostenuti e comprendono i costi di impianto e ampliamento, di ricerca applicata e di sviluppo, i costi di pubblicità e simili. Sono diversi dai beni immateriali (diritti giuridicamente tutelati) e dall’avviamento. Possono essere iscritti nell’attivo dello stato patrimoniale solo se:

  • ne è dimostrata la loro utilità futura;
  • esiste una correlazione oggettiva con i relativi benefici futuri;
  • è stimabile con ragionevole certezza la loro recuperabilità (secondo il principio di prudenza).

Avviamento: si tratta della attitudine di un'azienda a produrre utili che derivino o da fattori specifici (senza valore autonomo), ovvero da incrementi di valore che il complesso dei beni aziendali acquisisce rispetto alla somma dei valori dei singoli beni, in virtù dell'organizzazione dei beni in un sistema efficiente. Può essere generato internamente o acquisito a titolo oneroso; solo nel secondo caso può essere iscritto tra le immobilizzazioni immateriali.

Corsi di addestramento e qualificazione del personalesi tratta di operazioni che si sostanziano in un investimento sugli attuali fattori produttivi e comportano un profondo cambiamento nella struttura produttiva, commerciale e amministrativa. Essi sono assimilabili ai costi di periodo e pertanto sono iscritti nel conto economico dell’esercizio in cui si sostengono. Essi possono essere capitalizzati soltanto quando assimilabili ai costi di start-up e sostenuti in relazione ad un’attività di avviamento di una nuova società o di una nuova attività.

Costi per la produzione e distribuzione di cataloghi, espositori e altri strumenti con finalità promozionali: non rientrano nelle immoblizzazioni immateriali, bensì in quelle materiali.

Brevetti, diritti di sfruttamento di opere, marchi e licenze e concessioni: se il contratto di acquisto prevede il pagamento di un corrispettivo iniziale, nonchè il pagamento di futuri corrispettivi aggiuntivi commisurati ai volumi della produzione o delle vendite, è iscrivibile tra le immobilizzazioni immateriali il solo costo pagato inizialmente. Gli ammontari, parametrati ai volumi della produzione o delle vendite, degli esercizi successivi si imputano a conto economico e non si capitalizzano tra i costi di acquisto, in quanto direttamente correlati ai ricavi dei medesimi esercizi.

Momento iniziale dell'ammortamento e definizione di valore residuo: l'ammortamento decorre dal momento in cui l'immobilizzazione è disponibile e pronta per l'uso; il valore residuo di un bene immateriale si presume pari a zero, a meno che:

  • sussista un impegno da parte di terzi ad acquistare il bene immateriale alla fine della sua vita utile;
  • sia dimostrabile l’esistenza di un mercato del bene dal quale trarre un valore oggettivo che permetta di effettuare una stima attendibile del valore realizzabile dalla alienazione dell’attività immateriale al termine della vita utile

Costi di ricerca e svilupposi tratta di costi destinati alla realizzazione interna di un progetto e sono capitalizzabili se:

  • sono relativi ad un prodotto o processo definito e sono identificabili e misurabili;
  • si riferiscono ad un progetto realizzabile, per cui la società possiede le risorse necessarie;
  • sono recuperabili dalla società

Software: i costi diretti ed indiretti connessi ai software non tutelati sono capitalizzabili.

La nuova versione dell'OIC 24 fornisce, inoltre, chiarimenti in merito al trattamento in bilancio delle svalutazioni di immobilizzazioni rivalutate e alla cancellazione dei costi per migliorie sui beni di terzi in caso di cessazione anticipata del contratto di locazione (o leasing).

Costi per la realizzazione di un sito internet

Il trattamento contabile delle spese sostenute dall'impresa per la realizzazione di un sito internet non è espressamente disciplinato dall'OIC 24; tuttavia si ritiene che la corretta contabilizzazione dipenda dalla finalità del sito:

  • sito-vetrina: ha esclusivamente la funzione di promozione dell’attività aziendale e i relativi costi sono da considerarsi spese di pubblicità e come tali da imputare a conto economico nell'esercizio di sostenimento (prassi obbligatoria a partire dai bilanci 2016);
  • sito di e-commerce: è funzionale all'effettuazione di vendite di beni e servizi e i relativi e i relativi costi di realizzo - produttivi di un'utilità futura - sono capitalizzabili in B.I.3 "Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno". L’ammortamento civilistico si effettua in base al periodo di utilizzo del sito, e se non determinabile, in 3 esercizi a partire da quello di sostenimento. L'ammortamento fiscale ai sensi dell'art.103 TUIR comma 1 si effettua in due anni;
  • sito-vetrina con e-commerce: svolge entrambe le funzioni suddette ed i relativi costi di realizzo dovranno essere proporzionalmente ripartiti tra conto economico e stato patrimoniale.

In ogni caso i costi di manutenzione e gestione del sito (costi di rinnovo del dominio, canoni di utilizzo dello spazio web) vanno imputati a conto economico nell’esercizio di sostenimento.


PARAGRAFO 4

Lo Stato Patrimoniale: Passivo

Lo Stato Patrimoniale: Passivo

Passivo dello Stato Patrimoniale

passivo SP

A) Patrimonio netto: comprende il capitale sociale sottoscritto dai soci, le riserve (legale, statutaria, di rivalutazione, ecc…) gli utili e le perdite riportati a nuovo, l’utile e la perdita di esercizio.

B) Fondi per rischi ed oneri: gli accantonamenti per rischi ed oneri, qui ricompresi, sono destinati a coprire perdite e debiti di natura determinata, di esistenza certa e probabile, dei quali, tuttavia, alla chiusura dell’esercizio sono indeterminati o l’ammontare o la data di sopravvenienza (art. 2424-bis cod.civ.)

La voce B) del passivo, fondi per rischi e oneri nella sottovoce B2), accoglie la precisazione della posta del Fondo imposte con la locuzione “anche differite”.

C) Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato: questa voce rappresenta il debito maturato nei confronti dei dipendenti a titolo di indennità di fine rapporto, che sarà corrisposta al termine del contratto di lavoro.

D) Debiti: per questa voce del passivo è prevista una ulteriore classificazione in 14 voci distinte (obbligazioni, debiti verso banche, debiti verso fornitori, debiti tributari, ecc.). Per ogni voce devono essere dettagliati gli importi esigibili oltre il termine dell’esercizio successivo.

La voce D del passivo dello Stato Patrimoniale accoglie al n.3) la voce Debiti v/soci per finanziamenti.

E) Ratei e risconti: Nella voce ratei e risconti passivi devono essere iscritti rispettivamente i costi di competenza dell'esercizio esigibili in esercizi successivi e i proventi percepiti entro la chiusura dell'esercizio ma di competenza di esercizi successivi.

Se un elemento dell'attivo o del passivo ricade sotto più voci dello schema patrimoniale, nella Nota Integrativa deve annotarsi, qualora sia necessario per la comprensione del bilancio, la sua appartenenza anche a voci diverse da quella nella quale è iscritto.

Conti d’ordine

L'art. 2424, c.3 cod. civ.,prevede che in calce allo stato patrimoniale debbano risultare “le garanzie prestate direttamente o indirettamente, distinguendosi tra fidejussioni, avalli, altre garanzie personali e garanzie reali, ed indicando separatamente, per ciascun tipo, le garanzie prestate a favore di imprese controllate e collegate nonché di controllanti e di imprese sottoposte al controllo di queste ultime; devono inoltre risultare gli altri conti d'ordine”. Risultano esplicitamente menzionati i conti d'ordine attivabili col sistema dei rischi, ma la prescrizione conclusiva fa chiaramente intendere l'obbligo di indicare altri conti d'ordine, per la cui individuazione occorre seguire il principio generale sancito dall'art. 2423 cod. civ. già citato. Una esposizione chiara ed una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico conseguito, esige che lo stato patrimoniale contenga sempre i conti d'ordine relativi ai rischi, agli impegni ed ai beni di terzi.

Il nuovo OIC 19 - Debiti

Le variazioni apportate al principio contabile OIC 19 hanno comportato un riordino della tematica e un miglior coordinamento con le disposizioni degli altri principi contabili nazionali OIC. Rispetto al precedente OIC 19 (2005) l'OIC ha provveduto a:

  • con riferimento ai debiti commerciali, rivedere la disciplina dello scorporo degli interessi passivi impliciti nel costo di acquisizione di beni o prestazioni di servizi
  • fornire ulteriori indicazioni circa il contenuto delle voci D3 “debiti verso soci per finanziamenti” e D11 “debiti verso controllanti”
  • introdurre delle previsioni specifiche con riferimento al trattamento contabile delle obbligazioni indicizzate, dei debiti soggetti a condizioni sospensive e dei prestiti obbligazionari subordinati

Rispetto alla versione del principio posta in consultazione nel 2012 si rilevano le seguenti differenze:

  • è stata rivista la definizione di debito specificando che i debiti sono passività di natura determinata ed esistenza certa, che rappresentano obbligazioni a pagare ammontari determinati di solito ad una data stabilita
  • si è precisato che nel caso in cui la società violi una clausola contrattuale prevista per un debito a lungo termine entro la data di riferimento del bilancio, con la conseguenza che il debito diventa immediatamente esigibile, essa classifica il debito come esigibile entro l’esercizio, a meno che tra la data di chiusura dell’esercizio e prima della data di formazione del bilancio, non intervengano nuovi accordi contrattuali che legittimano la classificazione come debiti a lungo termine
  • nel caso di scorporo di interessi passivi impliciti inclusi nel costo d’acquisto del bene o del servizio, si è previsto che quando non è possibile determinare il prezzo di mercato a breve termine del bene/servizio e qualora si può fondatamente presumere l’esistenza di una congrua componente finanziaria nel prezzo negoziato a regolamento differito, tale valore è ottenuto attualizzato il debito ad un tasso di interesse per finanziamenti con dilazione e caratteristiche similari
  • è stata eliminata la parte riguardante i debiti per associazione in partecipazione.

I nuovi OIC 20 e 21 - Titoli di debito e Partecipazioni e azioni proprie

I due Principi entrano in vigore a partire dai bilanci chiusi al 30 dicembre 2014, anche se le imprese a propria discrezione ne possono fare uso prima.

Classificazione e cambiamento di destinazione: L’OIC con i nuovi Principi specifica che ai fini della classificazione conta la prospettiva o meno di un titolo in un dato portafoglio (management intent). I nuovi OIC 20 e OIC 21 prevedono che il titolo che cambia di destinazione sia valutato a tale data con il vecchio criterio e da quel momento in avanti con il nuovo criterio. In sostanza, un titolo che passa dal circolante all’immobilizzato deve essere valutato alla data di cambiamento di destinazione al minore tra costo e valore desumibile dall’andamento del mercato e in seguito (ossia da quel momento in avanti) al costo storico, considerando le eventuali svalutazioni dovute a perdite durevoli di valore.

Plusvalenze e minusvalenze - spese di cessione e imputazione del plus-minus valore: in ossequio al divieto di compensazione, non è più previsto di computare le spese di cessione, all’operazione di dismissione dei titoli; tali oneri sono imputati in conto economico in relazione alla loro natura, così come previsto in linea generale dal codice civile e dal documento interpretativo n.1 dell’OIC 12. Sempre in funzione dell'imputazione delle componenti economiche connesse ai titoli immobilizzati, vale la pena evidenziare - come fatto da OIC nella sua introduzione al nuovo OIC 21 - che è stata confermata la previsione per la quale le plusvalenze e minusvalenze derivanti da dismissioni sono classificate nell’area ordinaria - C16) Altri proventi finanziari o C17) Interessi e altri oneri finanziari - o nell’area straordinaria -E20 Proventi o E21 Oneri - in base a quanto disposto in termini generali dall’OIC 29 nella sezione dedicata agli “eventi e operazioni straordinarie”.

Valutazione secondo i metodi propri delle rimanenze: il metodo del costo specifico resta il criterio di valutazione di riferimento dei titoli immobilizzati. Tuttavia, le nuove versioni di OIC 20 e 21, estendono l’utilizzo dei metodi di valutazione delle determinazione del costo delle rimanenze (lifo, fifo e costo medio ponderato) anche a titoli e partecipazioni immobilizzati.

La svalutazione delle partecipazioni: l’OIC 21 specifica adesso che nella verifica di determinazione dell’esistenza di una perdita durevole di valore di una partecipazione immobilizzata, le imprese comparano il valore contabile con il valore recuperabile, laddove quest’ultimo è “determinato in base ai benefici futuri che si prevede affluiranno all’economia della partecipante”.

Il nuovo OIC 22 - Conti d'ordine

L’OIC ha elaborato una nuova edizione dell’OIC 22, allo scopo di renderne più agevole la lettura e l’utilizzo. Le variazioni apportate hanno comportato un riordino generale della tematica e un miglior coordinamento con le disposizioni degli altri principi contabili nazionali OIC. L'OIC rispetto alla versione precedente ha dunque provveduto a: 

  • fornire le definizioni di garanzie prestate e ricevute, impegni, beni di terzi presso la società, beni della società presso terzi oltre che di garanzia personale e garanzia reale
  • precisare che non si procede alla rappresentazione nei conti d’ordine in calce allo stato patrimoniale - per evitare duplicazioni che nuocerebbero alla chiarezza - di quegli accadimenti che siano già stati oggetto di rilevazione nello stato patrimoniale, nel conto economico e/o nella nota integrativa. È il caso ad esempio dei beni della società presso terzi
  • riformulare la disciplina degli impegni con particolare riguardo agli impegni da non riportare in calce allo stato patrimoniale. In particolare, si è precisato che, al fine di favorire la chiarezza e l’intellegibilità degli importi riportati in calce allo stato patrimoniale, sono iscritti nei conti d’ordine gli impegni che per loro natura e ammontare possono incidere in modo rilevante sulla situazione patrimoniale e finanziaria della società, e quindi la cui conoscenza sia utile per valutare tale situazione

Il nuovo OIC 28 - Patrimonio netto

Rispetto al precedente OIC 28 nella versione del 30 maggio 2005, l'OIC ha provveduto a:

  • razionalizzare l’esemplificazione fatta in tema di riserve di patrimonio netto iscrivibili nella voce AVII “altre riserve”
  • precisare che i “Versamenti in conto futuro aumento di capitale” sono iscritti nel patrimonio netto solo a condizione che non siano restituibili
  • sistematizzare in un unico punto il tema della rilevazione iniziale delle riserve in modo da fornirne una disciplina organica
  • precisare che la rinuncia di un qualunque credito da parte del socio - che si concretizza in un atto formale effettuato esplicitamente nella prospettiva del rafforzamento patrimoniale della società - è trattata contabilmente alla stregua di un apporto di patrimonio. Pertanto, in tal caso la rinuncia dei soci al diritto alla restituzione trasforma il debito della società in una posta di patrimonio netto avente natura di riserva di capitale.

Il nuovo OIC 31 - Fondi per rischi e oneri e Trattamento di Fine Rapporto

Le indicazioni contenute nell’OIC 31 sostituiscono quelle contenute nel precedente principio contabile OIC 19 (versione del 2005), denominato “I fondi per rischi e oneri. Il trattamento di fine rapporto. I debiti.” Rispetto al precedente OIC 19 (nella parte relativa ai Fondi e al TFR) sono state apportate modifiche per: 

  • chiarire che gli accantonamenti ai fondi rischi e oneri sono iscritti fra le voci dell’attività gestionale a cui si riferisce l’operazione (caratteristica, accessoria, finanziaria o straordinaria), dovendo prevalere il criterio della classificazione “per natura” dei costi.
    • gli accantonamenti per rischi e oneri relativi all’attività caratteristica e accessoria sono iscritti prioritariamente fra le voci della classe B del conto economico, diverse dalla voce B12 e dalla B13
    • gli accantonamenti per rischi e oneri relativi all’attività finanziaria o straordinaria sono iscritti rispettivamente fra le voci della classe C ed E del conto economico
  • ampliare la disciplina dei requisiti per poter procedere all’iscrizione di un fondo con l’obiettivo di renderne più agevole comprensione
  • eliminare l’indicazione che ammette l’attualizzazione dei fondi per oneri al fine di tener conto del fenomeno inflattivo
  • introdurre nuove disposizioni in merito alla rilevazione dei fondi per resi su prodotti, alla rilevazione dei fondi recupero ambientale e all’utilizzo dei fondi e al trattamento dei fondi eccedenti

PARAGRAFO 5

Il Conto Economico

Il Conto Economico

La struttura del conto economico prevede invece la forma scalare in sezione unica.

Cattura5

A) Valore della produzione: questa voce è così suddivisa:

  • ricavi delle vendite e delle prestazioni (al netto di resi, sconti ed abbuoni): si comprendono qui i corrispettivi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi che costituiscono l’attività caratteristica e tipica dell’impresa e i ricavi di carattere accessorio all’attività principale;
  • variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati, prodotti finiti;
  • variazioni dei lavori in corso su ordinazione;
  • incrementi di immobilizzazioni per lavori interni;
  • altri ricavi e proventi con separata indicazione dei contributi in conto esercizio: questa voce accoglie i proventi non riconducibili all’attività caratteristica dell’impresa (per es. contributi in conto esercizio, proventi immobiliari non rientranti nell’attività tipica aziendale, plusvalenze derivanti dalla vendita di cespiti sostituiti per il normale deperimento economico-tecnico subito).

B) Costi della produzione: i  costi di produzione sono suddivisi a seconda della loro natura:

  • materie prime, sussidiarie, di consumo e merci: si indicano in questa voce gli acquisti di beni fisici;
  • servizi: es. consulenze, spese di manutenzione, royalties, assicurazioni, spese telefoniche;
  • spese per godimento di beni di terzi: es. affitti, canoni di leasing;
  • spese per il personale: salari e stipendi, oneri sociali, trattamento di fine rapporto maturato nell’esercizio, trattamento di quiescenza, altri costi per il personale;
  • ammortamenti (di immobilizzazioni) e svalutazioni (di immobilizzazioni e di crediti): la disciplina civilistica dell’ammortamento dei cespiti materiali prevede che il piano d’ammortamento debba essere effettuato in relazione alla residua vita utile del bene, con sistematicità e sulla base di un programma pluriennale;
  • variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci;
  • accantonamenti per rischi;
  • altri accantonamenti;
  • oneri diversi di gestione: es. spese amministrative, commerciali.

C) Proventi e oneri finanziari: questa classe di componenti economiche include i proventi derivanti dalla gestione degli investimenti finanziari, sia temporanei che duraturi (per es. dividendi da partecipazioni, interessi attivi bancari), nonché gli oneri finanziari (per es. interessi passivi bancari, interessi passivi su mutui, interessi passivi su prestiti obbligazionari); essa è suddivisa in quattro voci:

  • proventi da partecipazioni con separata indicazione di quelli relativi ad imprese controllate e collegate;
  • altri proventi finanziari;
  • interessi ed altri oneri finanziari;
  • utili e perdite su cambi (sottovoce 17-bis del conto economico), include sia le differenze di cambio realizzate  sia quelle da valutazione a fine esercizio.

D) Rettifiche di valore di attività finanziarie:

  • rivalutazioni di partecipazioni, di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni e titoli diversi dalle partecipazioni iscritti nell’attivo circolante: il termine rivalutazioni si riferisce solo ai ripristini di valore delle attività finanziarie quando sono venuti meno i motivi di una precedente svalutazione;
  • svalutazioni di partecipazioni, di immobilizzazioni finanziarie diverse dalle partecipazioni, di titoli iscritti nel circolante diversi dalle partecipazioni.

E) Proventi e oneri straordinari: questa voce comprende i proventi e gli oneri non imputabili ed estranei alla gestione ordinaria (per es. le plusvalenze o le minusvalenze derivanti dalla cessione di rami aziendali o di immobili civili non strumentali).

Risultato prima delle imposte

Il risultato lordo d’esercizio è ottenuto dalla differenza fra i ricavi e i costi dell’esercizio e  rappresenta il risultato civilistico prima del conteggio delle imposte correnti, differite e anticipate, determinate sulla base delle disposizioni in materia fiscale e imputate al conto economico .

Utile (perdita) d’esercizio

Il risultato netto d’esercizio è ottenuto dalla differenza fra i ricavi e i costi dell’esercizio, comprensivi delle imposte e  rappresenta l’ultima voce del conto economico civilistico.

Il risultato civilistico costituisce anche il punto di partenza per la determinazione del reddito d’impresa, cioè del reddito fiscale sul quale calcolare le imposte dovute.

Il reddito fiscale è infatti determinato apportando al risultato netto d’esercizio le variazioni in aumento e in diminuzione conseguenti all’applicazione dei criteri stabiliti dalle disposizioni fiscali contenute nel TUIR (Testo Unico Imposte sui Redditi).

Il nuovo OIC 9 - Perdite durevoli

Il nuovo principio contabile 9 propone il modello basato sull’attualizzazione dei flussi di cassa come paradigma concettuale di riferimento per la determinazione del valore recuperabile delle immobilizzazioni materiali e immateriali, secondo un approccio di universale accettazione e adottato dagli organismi contabili internazionali più autorevoli. Nella definizione puntuale della regola contabile, tuttavia, si è modulata l’applicazione del modello sulla base delle dimensioni della società, così da consentire ai soggetti di piccole dimensioni di evitare il sostenimento di oneri sproporzionati rispetto ai benefici che deriverebbero dall’adozione di tecniche complesse.

In questo senso va letta la previsione di consentire alle società di minori dimensioni di utilizzare l’approccio semplificato basato sulla capacità di ammortamento. 

Rispetto alla versione posta in consultazione nel 2013 le principali modifiche apportate sono le seguenti:

  • la definizione di valore equo è stata coordinata con quella contenuta nell’IFRS 13 Fair Value Measurement;
  • è stata meglio specificata la definizione di capacità di ammortamento;
  • gli indicatori di perdita previsti per l’approccio semplificato sono stati resi omogenei rispetto a quelli previsti per l’approccio di riferimento.

Il nuovo OIC 25 - Imposte sui redditi

L'OIC ha effettuato una rielaborazione del principio contabile 25 avente ad oggetto le imposte sui redditi. 

Rispetto al precedente principio (nella versione del 30 maggio 2005) l'OIC ha provveduto a:

  • eliminare i riferimenti al disinquinamento fiscale
  • disciplinare in modo organico la rilevazione della fiscalità differita derivante da:
    • i) operazioni che hanno effetto sul conto economico
    • ii) operazioni che non hanno effetto sul conto economico (ad esempio, operazioni straordinarie, rivalutazione di attività, riserve in sospensione di imposta)
  • inserire una parte dedicata alla fiscalità differita che emerge nei casi in cui il valore contabile di una partecipazione in società controllate, società collegate o in joint venture differisca dal valore fiscale
  • aggiornare la disciplina delle perdite fiscali riportabili a nuovo in base alle recenti modifiche legislative
  • precisare, con riguardo al calcolo delle imposte differite e anticipate, che l’aliquota fiscale applicabile per il loro calcolo è quella in vigore nell’esercizio nel quale le differenze temporanee si riverseranno, previste dalla normativa fiscale vigente alla data di riferimento del bilancio
  • chiarire in modo esplicito, con riguardo alla fiscalità differita da operazioni che non hanno effetto sul conto economico, che non si procede alla rilevazione delle imposte differite e anticipate nel caso di: a) rilevazione iniziale dell’avviamento e b) rilevazione iniziale di un’attività o di una passività in un’operazione che non influenza direttamente né il risultato civilistico né il reddito imponibile e non è un’operazione straordinaria. Si introducono, inoltre, chiarimenti in merito allo stanziamento della fiscalità differita in caso di operazioni straordinarie
  • disciplinare il caso dell’affrancamento dei maggiori valori contabili delle attività e dell’avviamento che derivano da un’operazione straordinaria, quando la decisione di avvalersi dell’affrancamento è presa con riferimento all’esercizio in cui avviene l’operazione straordinaria 
  • in tema di rivalutazione di attività, disciplinare il trattamento contabile dell’imposta sostitutiva da pagare per il riallineamento dei valori civilistici e fiscali

PARAGRAFO 6

La Nota Integrativa

La Nota Integrativa, parte integrante del bilancio d’esercizio, fornisce le informazioni esplicative e complementari ai dati sintetici e quantitativi contenuti nello stato patrimoniale e nel conto economico.

La Nota Integrativa, parte integrante del bilancio d’esercizio, fornisce le informazioni esplicative e complementari ai dati sintetici e quantitativi contenuti nello stato patrimoniale e nel conto economico.

La Nota integrativa ha la funzione di far sì che i valori siano comprensibili approfondendo elementi della gestione non individuabili nei meri valori numerici, di soddisfare l’obbligo di informare i terzi che leggono il bilancio sui motivi del ricorso a deroghe generali o specifiche, nonché di concorrere alla rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, finanziaria ed economica. In altri termini consente di redigere un bilancio con chiarezza, dando compimento ad uno dei principi fondamentali in materia di bilancio, sancito dallart. 2423 cod.civ,

La Nota Integrativa, ai sensi dell’art. 2427 cod.civ., deve indicare:

1) i criteri applicati nelle valutazioni delle voci di bilancio, nelle rettifiche di valore e nella conversione dei valori non espressi all’origine in moneta avente corso legale nello Stato

2) i movimenti delle immobilizzazioni specificando per ogni voce: il costo di acquisto, le acquisizioni e alienazioni dell’esercizio, gli ammortamenti, le svalutazioni o rivalutazioni precedenti e dell’esercizio, gli eventuali spostamenti da una voce all’altra

3)  la composizione, le ragioni dell’iscrizione e i criteri di ammortamento dei costi d’impianto e di ampliamento, di ricerca, sviluppo e pubblicità; la misura e le motivazioni delle riduzioni di valore applicate alle immobilizzazioni immateriali di durata indeterminata, facendo esplicito riferimento :

  • al loro concorso alla futura produzione di risultati economici;
  • alla loro prevedibile durata utile;
  • al loro valore di mercato, se determinabile, segnalando anche le differenze rispetto a quelle operate negli esercizi precedenti, e la loro influenza sui risultati economici dell’esercizio e sugli indicatori di redditività di cui sia stata data comunicazione.

4) le variazioni intervenute nelle altre voci dell’Attivo e del Passivo e, in particolare alle voci del patrimonio netto, ai fondi e al TFR, le utilizzazioni e gli accantonamenti

5) l’elenco delle partecipazioni in società collegate e controllate (anche se possedute tramite società fiduciarie o per interposta persona), indicando per ciascuna società partecipata: denominazione, sede, capitale, patrimonio netto, utile o  perdita dell’ultimo esercizio, quota posseduta,  valore attribuito in bilancio o corrispondente credito

6)  l’ammontare dei crediti e dei debiti con durata residua superiore ai 5 anni e dei debiti con garanzia reale sui beni della società con specifica indicazione della natura delle garanzie e con apposita ripartizione secondo le aree geografiche, nonché:

  • eventuali effetti significativi delle variazioni nei cambi valutari verificatesi successivamente alla chiusura dell’esercizio;
  • l'ammontare dei crediti e debiti derivanti da operazioni  che prevedono l’obbligo per l’acquirente di retrocessione a termine.

7) ratei e risconti attivi e passivi, altri fondi e altre riserve: la loro composizione qualora l’ammontare sia apprezzabile, e, per le voci di patrimonio netto, un prospetto analitico, con specificazione della loro origine, possibilità di utilizzazione e distribuibilità, nonché degli utilizzi avvenuti nei precedenti esercizi

8)    l’ammontare degli oneri finanziari imputati nei valori iscritti nell’Attivo dello Stato Patrimoniale, distintamente per ogni voce

9)  gli impegni: l’indicazione di quelli non risultanti dallo Stato Patrimoniale e le notizie sui conti d’ordine utili per valutare la situazione patrimoniale, specificando se gli impegni sono relativi a società del gruppo

10)   la ripartizione, se significativa, dei ricavi per categorie di attività e per aree geografiche

11)   l’ammontare dei proventi da partecipazioni diversi dai dividendi (per es.: diritti d’opzione)

12)   la suddivisione degli oneri finanziari relativi a prestiti obbligazionari, a debiti verso banche e altri

13)   la suddivisione di proventi ed oneri straordinari, se di ammontare apprezzabile

14)   in un apposito prospetto è necessario indicare: la descrizione delle differenze temporanee che hanno comportato la rilevazione di imposte differite ed anticipate,  l’aliquota applicata e variazione rispetto l’esercizio precedente, gli importi imputati al conto economico, gli importi imputati al patrimonio netto, le voci escluse dal computo e relative motivazioni, le imposte anticipate relative a perdite fiscali iscritte e non iscritte  in bilancio, con relative motivazioni

15)   il numero medio dei dipendenti ripartito per categoria

16)   l’ammontare dei compensi spettanti cumulativamente agli amministratori e ai sindaci

17)   il numero e il valore nominale delle azioni della società per distinte categorie e il numero e valore nominale delle azioni sottoscritte nell’esercizio

18)   l’indicazione del numero e dei diritti che attribuiscono distintamente le azioni di godimento, le obbligazioni convertibili e i titoli o valori simili emessi dalla società

19)   il numero e le caratteristiche degli altri strumenti finanziari emessi dalla società, con l’indicazione dei diritti patrimoniali e partecipativi che conferiscono e delle principali caratteristiche delle operazioni relative; vanno inoltre evidenziati i finanziamenti effettuati dai soci alla società, ripartiti per scadenze e con la separata indicazione di quelli con clausola di postergazione rispetto agli altri creditori

20)   il valore e la tipologia dei beni e dei rapporti giuridici compresi in ciascun patrimonio destinato ad uno specifico affare, ivi inclusi quelli apportati dai terzi, i criteri adottati per la imputazione degli elementi comuni di costo e di ricavo, nonché il corrispondente regime di responsabilità

21)   l’indicazione della destinazione dei proventi scaturiti da finanziamenti destinati ad uno specifico affare (art. 2447-decies cod.civ.)

22)   le operazioni di locazione finanziaria, che comportano il trasferimento al locatario della parte prevalente dei rischi e dei benefici inerenti ai beni che ne costituiscono oggetto. Su un apposito prospetto deve risultare:

  • il valore attuale dei canoni a scadere;
  • l’onere finanziario effettivo;
  • il valore dei beni in locazione, come se fossero iscritti nelle immobilizzazioni;
  • gli ammortamenti, rettifiche e riprese di valore.

Il D.Lgs. 173/2008 ha poi introdotto due nuove informative da fornire in Nota Integrativa dei bilanci relativi agli esercizi aventi inizio da data successiva a quella del 21 novembre 2008, e cioè le informazioni riguardanti:

22-bis)    le   operazioni   realizzate   con   parti   correlate,  precisando l'importo, la  natura  del  rapporto  e ogni altra informazione necessaria per la comprensione  del    bilancio  relativa  a tali operazioni, qualora le stesse siano rilevanti  e  non  siano state concluse a normali condizioni di mercato;

22-ter)    la  natura  e l'obiettivo economico di accordi non risultanti dallo stato patrimoniale,   con   indicazione   del   loro   effetto   patrimoniale, finanziario ed  economico,  a  condizione  che  i  rischi e i benefici da essi derivanti siano  significativi  e  l'indicazione  degli  stessi sia necessaria per valutare   la   situazione  patrimoniale  e  finanziaria  e  il  risultato economico della società.

In base a quanto definito dal principio internazionale IAS 24, una parte è correlata a un’entità se:

  • direttamente o indirettamente, attraverso uno o più intermediari, questa:

- controlla l’entità, ne è controllata, oppure è soggetta al controllo congiunto (ivi incluse le entità controllanti, le controllate e le  consociate);

-  detiene una partecipazione nell’entità tale da poter esercitare un’influenza notevole su quest’ultima;

-  controlla congiuntamente l’entità.

  • la parte è un dirigente con responsabilità strategiche;
  • la parte è uno stretto familiare dei precedenti;
  • la parte è una società collegata, o è una joint-venture della partecipante;
  • la parte è un’entità controllata, controllata congiuntamente o sottoposta ad influenza notevole.

Si può cogliere una definizione di operazione con parti correlate dalla lettura dello stesso principio internazionale IAS 24, ossia un trasferimento di risorse, servizi o obbligazioni tra parti correlate indipendentemente dal fatto che sia stato pattuito un corrispettivo. Esempi possono essere (sempre nel presupposto che siano significative e non concluse a normali condizioni di mercato): gli acquisti o le vendite di beni o di servizi, la prestazione od ottenimento di servizi,le operazioni di leasing, le clausole di garanzia o pegno, l’estinzione di passività di una parte per conto della controparte, ecc...

Tra gli esempi di accordi non risultanti dallo stato patrimoniale, ma che possono avere un’influenza sul processo decisionale, possono considerarsi: gli accordi combinati di vendita e di riacquisto, le disposizioni in merito al deposito delle merci, le disposizioni di leasing operativo, le intestazioni patrimoniali tramite società fiduciarie e trust, ecc..

Il successivo articolo 2427-bis cod.civ., prevede l’indicazione in nota integrativa di alcune informazioni relative al fair value (dizione tradotta nelle dottrina comunitaria in “valore equo”; i principi internazionali IAS/IFRS definiscono il fair value come “il corrispettivo al quale un’attività può essere scambiata, o una passività estinta, tra parti consapevoli e disponibili, in una transazione tra terzi indipendenti..”. Si tratta quindi, in sostanza, di una valutazione fatta a valori di mercato) degli strumenti finanziari derivati. In particolare occorre indicare, per ogni categoria di strumenti finanziari derivati:

  • il loro fair value;
  • la natura e l’entità del loro ammontare.

Tra gli strumenti finanziari vengono ricompresi anche quelli collegati a merci che conferiscono alle parti contraenti il diritto di liquidazione per contanti o mediante altri strumenti finanziari derivati, ad eccezione del caso in cui il contratto sia stato stipulato per garantire esigenze di utilizzo delle merci e tale esigenza sia presente già al momento della conclusione del contratto.

Inoltre, per le immobilizzazioni finanziarie, ad esclusione delle partecipazioni in società controllate o collegate e delle joint venture, iscritte ad un valore superiore al loro fair value, occorre evidenziare:

  • il loro valore contabile e il fair value
  • le motivazioni che hanno indotto a non ridurre il valore contabile rispetto al fair value.

La nota integrativa in formato XBRL

La nota integrativa in formato XBRL (acronimo in lingua inglese di eXtensible Business Reporting Language, ovvero un linguaggio di contrassegno estensibile, derivato dalla tecnologia XML), falcoltativa per l'anno 2014 e obbligatoria a partire dai bilanci chiusi al 31 dicembre 2014 o successivamente ma depositati a partire dal 3 marzo 2015, nasce per garantire la più ampia condivisione e partecipazione all’elaborazione degli standard in ambito economico finanziario. 

La nuova tassonomia del bilancio d'esercizio, disponibile dal 17 novembre 2014, integra la codifica precedente (conto economico e stato patrimoniale) con la codifica XBRL della nota integrativa, ma si limita ad esprimere in XBRL le informazioni minime previste dal codice civile e suscettibili di esposizione tabellare, con campi testuali liberi non strutturati che precedono e seguono ogni tabella.

Si specifica che nel caso in cui il prospetto contabile e/o la nota integrativa in formato XBRL non consentano di rappresentare in modo chiaro, corretto e veritiero (art.2423 c.c.) la particolare situazione aziendale, la società è tenuta a depositare prospetto contabile e nota integrativa anche in formato PDF/A. Il doppio deposito è, comunque, obbligatorio solo nel caso di differenze sostanziali (e non puramente formali) tra il bilancio approvato in assemblea e quello in formato XBRL.

In risposta ai dubbi sorti in merito alla data in questione, XBRL Italia ha precisato che l'obbligo relativo all'utilizzo della nuova tassonomia ricade sui bilanci chiusi al 31 dicembre 2014 o successivamente, purchè approvati a partire dal 3 marzo 2015. Su suggerimento del CNDCEC, infatti, poter considerare la data di partenza delle nuove disposizioni come quella di approvazione del bilancio e non quella di deposito dello stesso evita difficoltà per le imprese. I bilanci con la nota integrativa classica (non XBRL) dovranno, dunque, essere accettati da Unioncamere ed Infocamere per tutti i bilanci approvati entro il 2 marzo 2015 (da depositare entro il 1 aprile 2015).

L’Agenzia per l’Italia Digitale, inoltre, nell’ambito delle sue funzioni e nel rispetto di quanto previsto dal DPCM 10 dicembre 2008, affianca gli organismi di standardizzazione, quali XBRL Italia, contribuendo alla promozione e alla realizzazione di una comunicazione economico finanziaria digitale sempre più efficiente ed in grado di rispondere alle esigenze degli utenti.

Infine, si ricorda che i soggetti non obbligati all'utilizzo della tassonomia XBRL sono: le società quotate in mercati regolamentati, le società, anche non quotate, che redigono il bilancio di esercizio in conformità ai principi contabili internazionali, le società esercenti attività di assicurazione e riassicurazione, banche e altri istituti finanziari, le società controllate da società aventi uno dei precedenti requisiti, nonché le società incluse nel bilancio consolidato delle stesse.


PARAGRAFO 7

La relazione sulla gestione

Il bilancio deve essere corredato da una relazione sulla gestione redatta dagli amministratori (art. 2428 cod.civ.), in cui viene riepilogata la situazione della società e l’andamento della gestione nei vari settori di attività in cui ha operato, anche attraverso società controllate, con particolare riferimento ai costi, ai ricavi e agli investimenti.

Il bilancio dell'esercizio è - per le società di capitale - corredato da una relazione sulla gestione redatta dagli amministratori (art. 2428 cod.civ.), in cui viene riepilogata la situazione della società e l’andamento della gestione nei vari settori di attività in cui ha operato, anche attraverso società controllate, con particolare riferimento ai  costi, ai ricavi e agli investimenti (solo nel caso di bilancio abbreviato ex art 2435 bis cod.civ. la relazione può essere evitata includendo alcune informazioni nella nota integrativa).

Nella relazione sulla gestione si devono descrivere:

  • le attività di ricerca e sviluppo;
  • i rapporti con imprese controllate, collegate, controllanti e imprese sottoposte al controllo di queste ultime;
  • il numero ed il valore nominale delle azioni proprie e di società controllanti possedute (anche tramite società fiduciarie o per interposta persona) con l’indicazione della parte di capitale corrispondente, nonché il numero e il valore nominale sia delle azioni proprie che di società controllanti acquistate o alienate nell’esercizio, indicando la quota capitale oggetto di transazione, i corrispettivi pattuiti e delle motivazioni che hanno indotto alla transazione;
  • i fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio;
  • l’evoluzione prevedibile della gestione;
  • l’elenco delle sedi secondarie della società.

Il D.Lgs 32/2007 ha poi introdotto, con decorrenza gli esercizi aventi inizio dalla data successiva a quella di entrata in vigore del decreto (il 15 aprile 2007, e quindi, per i soggetti con l’esercizio coincidente con l’anno solare, la novità vale a decorrere dal Bilancio 2008) alcune novità che devono essere inserite nella relazione.

La relazione sulla gestione assume una funzione fondamentale di supporto ed accompagnamento all’informativa di bilancio in senso stretto pur non facendoneparte da un punto di vista civilistico.
Per certi versi la relazione sulla gestione supplisce ai limiti informativi del bilancio soprattutto quando questo viene predisposto nel rispetto dei requisiti civilistici senza però apportare tutte le integrazioni di informativa previste dai corretti Principi contabili.

In termini pratici le novità introdotte riguardano 

Analisi fedele, equilibrata ed esauriente

Tale analisi richiede di fornire un quadro completo della vita societaria mediante “un’analisi fedele, equilibrata ed esauriente della situazione e dell’andamento della stessa”. Viene pertanto posto l’accento sul concetto di “analisi”, ossia sulla necessità di dotare di “sistematicità” il documento che viene prodotto.

Questo obiettivo può essere ottenuto inserendo nel testo una serie di indicatori ritenuti significativi per la specifica realtà aziendale, che permettano di confrontare l’andamento dell’esercizio in esame con almeno due o tre esercizi precedenti, ed eventualmente con quello medio di settore. L’analisi deve tener conto dei vari mercati in cui opera l’impresa o delle varie linee di prodotto o dei servizi da essi offerti. Ogni documento deve essere predisposto con attenzione a quella che è la realtà aziendale, e alle peculiarità che ogni impresa presenta, in base al prudente apprezzamento; inoltre gli amministratori dovranno presentare dati ed informazioni coerenti ed equilibrati in relazione all’entità ed alla complessità aziendale.

Rischi e incertezze cui la società è esposta

I rischi sono connaturati all’attività imprenditoriale e sono correlati agli obiettivi aziendali. L’attività di valutazione dei rischi permette di identificare quelli che dovranno essere evitati o eliminati e quelli che, invece, dovranno essere “gestiti” dall’azienda (in quanto collegati ad opportunità da sfruttare).

Tale definizione raggruppa vari fattori causali di rischio che possono essere ricondotti, tra le altre, alle seguenti categorie:

  • Mercato: rischio legato all’andamento non prevedibile delle variabili macroeconomiche (concorrenza in termini di prezzi, mutamento della domanda, dei cambi o degli interessi).
  • Paese: rischio che variazioni nella normativa nazionale, internazionale o nel contesto politico sociale in cui l’impresa opera diminuiscano i vantaggi competitivi dell’impresa.
  • Rischio di eventi naturali dannosi quali terremoti o inondazioni.
  • Tecnologia: fattori legati alla tecnologia comprendono problemi relativi ai sistemi informativi, errori di programmazione nelle applicazioni, interruzioni nella struttura di rete fino a includere eventuali blocchi dei sistemi di informazione in genere.

Indicatori di risultato finanziari e non  finanziari 

Gli indicatori di risultato sono misure quantitative delle prestazioni aziendali, in grado di segnalare sinteticamente lo “stato di forma” dell’azienda in generale, o anche solo di un singolo processo o attività. Essi riflettono i fattori critici di successo di una società e misurano  progressi relativi ad uno o più obiettivi.

Lo scopo fondamentale che deve perseguire il redattore della relazione sulla gestione è quello di fornire informazioni tali da permettere a tutti i destinatari della informativa di bilancio di farsi un’idea chiara sull’andamento della società Gli indicatori finanziari hanno la caratteristica di essere sufficientemente standardizzati, essendo tratti da documenti di bilancio a schema “rigido”.

Gli indicatori finanziari di risultato si suddividono in:

  • indicatori economici (ROI, ROE, ROS, etc.);
  • indicatori patrimoniali o di solidità ( indice di copertura delle immobilizzazioni, indice di autonomia patrimoniale, etc.);
  • indicatori di liquidità (indice di liquidità primaria, posizione finanziaria netta, etc.).

L’analisi degli indicatori non finanziari si basa invece sulla comparazione delle prestazioni attuali dell’impresa rispetto ai principali fattori critici di successo (come qualità dei prodotti o dei processi, tempi di risposta al mercato, efficienza, etc.). Inoltre, essi servono a misurare lo stato delle risorse dell’impresa (ad esempio, in termini di ricambio dei dipendenti, livello di ricerca e sviluppo, etc.). Monitorando l’evoluzione dell’impresa rispetto a questi fattori è possibile contribuire a spiegare la creazione di valore economico.

Contrariamente agli indicatori finanziari, per i quali esistono determinati parametri standardizzati, gli indicatori non finanziari sono poco standardizzabili, considerato che i fattori critici di successo possono variare anche sensibilmente da impresa a impresa. Essi, pertanto, devono essere scelti con riferimento alle caratteristiche dell’impresa, al tipo di business etc.


PARAGRAFO 8

I Principi contabili

Le norme del Codice Civile, pur delineando i principi generali e dettando le regole di base, non possono però ovviamente esaurire completamente l’enorme casistica e le problematiche che possono essere racchiuse nei Bilanci, che per forza di cose sono dei documenti sintetici che riepilogano la situazione patrimoniale ed economica delle imprese.

Le norme del Codice Civile, pur delineando i principi generali e dettando le regole di base, non possono però ovviamente esaurire completamente l’enorme casistica e le problematiche che possono essere racchiuse nei Bilanci, che per forza di cose sono dei documenti sintetici che riepilogano la situazione patrimoniale ed economica delle imprese.

In sostanza la funzione dei principi contabili è duplice.
La prima è quella di interpretare in chiave tecnica le norme di legge in materia di bilancio. La legge fissa alcuni principi generali sulla formazione del bilancio e rinvia implicitamente a regole tecniche, cioè ai principi contabili, per specificazioni ed interpretazioni di tipo applicativo.
La seconda funzione è integrativa laddove le norme di legge risultano insufficienti.
Pertanto le funzioni di cui sopra consistono nel fornire:

  • i principi di dettaglio che consentano di definire i termini adottati dal legislatore;
  • i criteri, i metodi e le procedure di applicazione per fattispecie previste o non previste dalla legge;
  • i criteri da adottare nei casi definiti «eccezionali» dall'art. 2423 del codice civile;
  • gli elementi ed i dati (informazioni complementari), da includere nella nota integrativa, necessari per assicurare una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico dell'esercizio nel rispetto dei postulati del bilancio. Nelle informazioni complementari rientrano anche, ove ciò sia appropriato, gli effetti sulla situazione patrimoniale-finanziaria, sul patrimonio netto e sul risultato d'esercizio che derivano da una diversa contabilizzazione. La necessità di fornire l'informativa complementare si può manifestare in varie fattispecie. 

In sostanza, quindi, i principi contabili, rappresentano un insieme di  regole tecnico-ragionieristiche, che rappresentano la matrice del bilancio da cui il legislatore ricava alcuni criteri che ritiene fondamentali e che introduce nella legge. Il concetto di fondo è che la legge può solamente statuire i principi basilari, ma necessita di integrazioni e interpretazioni sulla base di quei principi da cui ha preso origine.

In Italia l'Organismo Italiano di Contabilità (fondazione costituita dalle organizzazioni rappresentative delle principali categorie di soggetti privati interessate alla materia) provvede a:
– emanare i principi contabili per la redazione dei bilanci per i quali non è prevista l’applicazione dei principi contabili internazionali (settore privato, pubblico e non profit);
– partecipare all’attività di elaborazione dei principi contabili internazionali, fornendo supporto tecnico agli organismi internazionali competenti e coordinando i propri lavori con le attività degli altri standard setter europei;
– coadiuvare il legislatore nell’emanazione della normativa in materia contabile e connessa;
– promuovere la cultura contabile.

Il nuovo OIC 29 - Cambiamenti di principi contabili e stime, correzione di errori, fatti intervenuti dopo la chiusura dell'esercizio

La fondazione OIC ha pubblicato il nuovo principio contabile OIC 29 - Cambiamenti di principi contabili, cambiamenti di stime contabili, correzione di errori, eventi ed operazioni straordinarie, fatti intervenuti dopo la chiusura dell'esercizio, da applicarsi ai bilanci chiusi al 31 dicembre 2014.

La nuova edizione presenta alcune novità in merito alla determinazione degli effetti connessi al cambiamento di un principio contabile, limitando l'applicazione del metodo prospettico ai seguenti casi:

  • non è ragionevolmente possibile calcolare gli effetti pregressi dell'applicazione del nuovo principio;
  • calcolare gli effetti pregressi è eccessivamente oneroso

Si ricorda che, il metodo prospettico si ha quando il nuovo principio si applica solo a fatti ed operazioni avvenute a partire dall'esercizio in cui avviene il cambiamento, mentre il metodo retroattivo prevede che gli effetti del cambiamento siano rilevati anche in riferimento agli esercizi precedenti con relativo impatto in stato patrimoniale ed in conto economico, indicazione in nota integrativa, al lordo e al netto dell'incidenza fiscale.

Per quanto riguarda la rilevazione degli errori, il nuovo principio elimina la distinzione tra errori determinanti ed errori non determinanti.

Il testo precisa che, si considera errore la mancata o impropria applicazione di un principio contabile se, nel momento in cui viene commesso, le informazioni necessarie alla corretta applicazione erano disponibili. La correzione degli errori si effettua imputando la differenza riscontrata alla voce E) "Proventi ed oneri straordinari" di conto economico, creando la sottovoce "componenti di reddito relativi ad esercizi precedenti".

Rispetto alla precedente edizione del principio contabile, si pone maggior attenzione alla trattazione degli eventi successivi alla data di bilancio, al fine di dare una descrizione più esaustiva degli eventi che possono comportare problemi di continuità aziendale.

 


PARAGRAFO 9

Il bilancio abbreviato

L’art. 2435-bis cod.civ. disciplina la casistica per cui alle società è concessa la possibilità di redigere il cosiddetto “Bilancio abbreviato”, un bilancio cioè semplificato, nel quale è consentito omettere una serie di informazioni invece obbligatorie negli altri casi.

Lart. 2435-bis cod.civ. disciplina la casistica per cui alle società è concessa la possibilità di redigere il cosiddetto “Bilancio abbreviato”, un bilancio cioè semplificato, nel quale è consentito omettere una serie di informazioni invece obbligatorie negli altri casi. In particolare tale disciplina è stata modificata: prima dalle disposizioni del D.Lgs. 7 novembre 2006 n. 285 emanato in attuazione della Direttiva Comunitaria 13 maggio 2003 n. 38 (L. 62/2005 “Comunitaria 2004”), che rivede le disposizioni della IV° Direttiva CE e successivamente dal D.Lgs. 173/2008. Oggetto delle modifiche introdotte dal citato decreto, che incidono direttamente sulle disposizioni del codice civile, è l’innalzamento dei valori di riferimento per la redazione del bilancio in forma abbreviata.

Possono quindi ora redigere il bilancio in forma abbreviata, le società che non hanno emesso titoli in mercati regolamentati, quando nel primo esercizio di attività o, successivamente, per due esercizi consecutivi non superino almeno due dei seguenti limiti:

  • totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 4.400.000,00 euro (è la sommatoria delle voci contrassegnate dalle lettere A,B,C e D dello schema previsto dall’art.2424 cod.civ.)
  • ricavi delle vendite e delle prestazioni: 8.800.000,00 euro (corrisponde alla voce A1 dello schema del conto economico dell’art. 2425 cod.civ.)
  • dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 50 unità (si calcola facendo la media giornaliera dei lavoratori occupati, iscritti a libro paga ed effettivamente operanti).

I nuovi limiti si applicano ai bilanci relativi agli esercizi aventi inizio da data successiva a quello dell’entrata in vigore del D.Lgs 173/2008 e quindi, per le società con esercizio sociale coincidente con l’anno solare, a decorrere dal bilancio 2009.

Qualora il primo esercizio sociale abbia durata inferiore ai 12 mesi, i valori di cui sopra non devono essere ragguagliati ad anno.

La tabella sottostante riepiloga come sono variati i limiti per la predisposizione del Bilancio abbreviato negli ultimi anni.

Bilancio abbreviato_1

Il bilancio abbreviato, rispetto a quello ordinario, prevede delle semplificazioni nella redazione dello Stato Patrimoniale, del Conto Economico e della Nota Integrativa, nonché il possibile esonero dalla relazione sulla gestione.

Lo schema semplificato dello stato patrimoniale comprende solo le voci contrassegnate da lettere maiuscole e da numeri romani, con alcune separate indicazioni o raggruppamenti:

  • le voci A (Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti, con separata indicazione della parte già richiamata) e D (Ratei e risconti, con separata indicazione del disaggio su prestiti) dell’attivo possono essere comprese nella voce CII (Crediti);
  • dalle voci BI e BII dell'attivo devono essere detratti in forma esplicita gli ammortamenti e le svalutazioni;
  • la voce E (Ratei e risconti) del passivo può essere compresa nella voce D (debiti);
  • nelle voci CII ( crediti) dell'attivo e D (debiti) del passivo devono essere separatamente indicati i crediti e i debiti esigibili oltre l'esercizio successivo.

Lo schema del Conto Economico può essere redatto raggruppando alcune voci previste dall’art. 2425 cod.civ.:

  • la voce A2 (variazioni delle rimanenze dei prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti) e A3 ( variazioni dei lavori in corso su ordinazione);
  • la voce B9(c) (trattamento di fine rapporto), B9(d) (trattamento di quiescenza e simili), B9(e) (altri costi)
  • la voce B10 (a) (ammortamento delle immobilizzazioni immateriali), B10 (b) (ammortamento delle immobilizzazioni materiali), B10 (c) (altre svalutazioni delle immobilizzazioni);
  • la voce C16 (b) (proventi finanziari da titoli iscritti nelle immobilizzazioni che non costituiscono partecipazioni), C16 (c) (proventi finanziari da titoli iscritti nell’attivo circolante che non costituiscono partecipazioni);
  • la voce D18(a) (rivalutazioni di partecipazioni), D18 (b) (rivalutazioni di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni), D18 (c) (rivalutazione di titoli iscritti nell’attivo circolante che non costituiscono partecipazioni);
  • la voce D19(a) (svalutazione di partecipazioni), D19 (b) (svalutazione di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni), D19 (c) (svalutazioni di titoli iscritti nell’attivo circolante che non costituiscono partecipazioni).

Inoltre, nella stesura del conto economico non è richiesta:

  • nella voce E20 la separata indicazione delle plusvalenze;
  • nella voce E21 la separata indicazione delle minusvalenze e delle imposte relative agli esercizi precedenti.

La Nota Integrativa potrà contenere le sole informazioni riportate ai punti 1), 4), 5), 6), 8), 11), 18), 19), 20), 21), 22) dello schema di conto economico redatto secondo le disposizioni del citato art. 2425 cc. Inoltre le indicazioni richieste al numero 6) dell’art.2427 cod.civ. sono riferite all’importo globale dei debiti iscritti in bilancio.

Le società possono limitare l'informativa richiesta ai sensi dell'art. 2427,c.1, n. 22-bis cod.civ,, alle operazioni realizzate direttamente o indirettamente con  i loro maggiori azionisti ed a quelle con i membri degli organi di amministrazione e controllo, nonché limitare alla natura e all'obiettivo economico le informazioni  richieste ai sensi dell'art. 2427, c.1, n. 22-ter    

Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata sono esonerate dalla relazione sulla gestione se forniscono in nota integrativa le informazioni riguardanti, le azioni proprie e le azioni di società controllanti (punto 3° e 4° dell’art.2428 cod. civ.).


PARAGRAFO 10

L’approvazione e il deposito del bilancio

L’atto costitutivo deve determinare il termine entro cui provvedere all’approvazione del bilancio, che dovrà comunque essere effettuata entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale.

L’atto costitutivo deve determinare il termine entro cui provvedere all’approvazione del bilancio, che dovrà comunque essere effettuata entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale. Tale termine potrà essere differito di altri 60 giorni (e quindi arrivare a 180 giorni), ma unicamente in due casi tassativamente definiti:

  • quando cioè la società deve provvedere anche alla stesura del Bilancio consolidato
  • quando particolari esigenze relative alla struttura e all’oggetto della società lo richiedono.

In quest’ultima ipotesi gli amministratori, dovranno indicare nella relazione sulla gestione ovvero in nota integrativa qualora la relazione possa non essere redatta (art. 2435 bis cod.civ.), le ragioni della dilazione.

Copia del bilancio di esercizio corredata dalla copia degli atti comprovanti la decisione dei soci (verbale di assemblea, consenso espresso per iscritto, consultazione scritta) che ha approvato il bilancio, e di regola, anche delle relazioni redatte dall’organo amministrativo e dagli organi di controllo se esistenti, deve essere depositata entro 30 giorni dall’approvazione a cura degli amministratori presso il competente registro imprese. Gli effetti della pubblicità legale nel registro delle imprese sono quelli della pubblicità dichiarativa (art. 2448 cod.civ.): il bilancio d’esercizio se non depositato,  non può essere opposto ai terzi da chi è obbligato a richiedere il deposito, a meno che questi non provi che i terzi ne abbiano avuto conoscenza.

La domanda di deposito dei bilanci e degli altri documenti previsti dall’art. 2435 cod.civ. deve essere eseguita per via telematica o su supporto informatico all’ufficio del registro delle imprese, dove potrà essere consultato da chiunque ne faccia richiesta. La Finanziaria 2004, ha introdotto la possibilità, per alcune tipologie di professionisti (quali ad esempio dottori commercialisti, periti commerciali iscritti nell'albo) muniti di firma digitale, di presentare al registro delle imprese, la domanda di deposito dei bilanci e degli altri documenti previsti dall'art.2435 cod.civ.. Con comunicato del Ministero dello Sviluppo Economico pubblicato in G.U. il 27 febbraio 2009, si è dato il via al deposito del bilancio delle società su formato elettronico elaborabile XBRL (acronimo di eXtensible Business Reporting Language), ovvero un formato che permette di personalizzare le informazioni economico-finanziarie contenute in un documento. Lo standard XBRL consente pertanto di poter effettuare analisi, trasformazioni e archiviazioni automatiche, consentendo una più efficiente diffusione delle informazioni finanziarie ed economiche. L’adozione di questo formato, reso obbligatorio a partire dai bilanci aventi data di chiusura successiva al 16/02/2009, non muta la procedura di deposito che continua ad attuarsi con le consuete fasi procedimentali (predisposizione della pratica, apposizione della firma digitale, e successivo invio all’ufficio del Registro delle Imprese di competenza).

Infine, con la circolare n. 3668/C del 27 febbraio 2014, il MISE comunica che la modulistica, basata sulle nuove istruzioni per l'iscrizione e il deposito degli atti nel registro imprese e REA, secondo le specifiche tecniche approvate con decreto il 18 ottobre 2013, riporta le seguenti novità: 

  • utilizzo prodotti informatici basati sulle nuove specifiche tecniche
  • modelli S1 riquadro 4 e S2 riquadro 9: aggiornati secondo le regole dell’iscrizione nella sezione speciale delle società tra professionisti
  • modello S1 riquadro 31: devono utilizzarlo le società cooperative e società di mutuo soccorso per l’iscrizione nel registro,
  • modello S2 riquadro 31: devono utilizzarlo le società cooperative per eventuali modifiche.
  • modelli S1 e S2 riquadro 32: valido per le c.d. start up innovative, per l’iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese 
  • modello S2 riquadro 30: contratto telematico.

Dunque a partire dal 1° aprile 2014 gli uffici del Registro delle imprese non potranno accettare le pratiche compilate attraverso i programmi informatici basati sulle precedenti specifiche tecniche.

L’obbligo di deposito del bilancio nasce dall’esigenza di adempiere ai doveri di informativache le società di capitali hanno nei confronti dei terzi. Il bilancio delle società di capitali, infatti, ha la funzione di informare i soci, i creditori ed in genere tutti coloro che hanno rapporti con l’impresa sulle condizioni economiche, patrimoniali e finanziarie di essa.


PARAGRAFO 13

L'inventario

Tutti gli imprenditori commerciali, siano essi persone fisiche o società, devono redigere l’inventario all’inizio dell’esercizio dell’impresa e successivamente ogni anno dovrà essere redatto e sottoscritto entro tre mesi dalla presentazione della dichiarazione dei redditi.

Tutti gli imprenditori commerciali, siano essi persone fisiche o società, devono redigere l’inventario all’inizio dell’esercizio dell’impresa e successivamente ogni anno dovrà essere redatto e sottoscritto entro tre mesi dalla presentazione della dichiarazione dei redditi.

Esso deve contenere l’indicazione e la valutazione delle attività e delle passività relative all’impresa, nonché, per il solo imprenditore individuale, anche delle attività e delle passività estranee alla medesima (art. 2217 cod.civ.).

Tale estensione è stata posta poiché l’imprenditore individuale risponde degli obblighi assunti nei confronti di terzi anche con il patrimonio personale e non soltanto con quello investito nell’impresa.

L'inventario si chiude con lo stato patrimoniale e il conto economico, il quale deve dimostrare con evidenza e verità gli utili conseguiti e le perdite subite. Nelle valutazioni di bilancio, l'imprenditore deve attenersi a quanto disposto dall'art.2423 cod.civ. all'art.2435 bis cod.civ.. La redazione dell’inventario iniziale consente la determinazione del capitale netto iniziale. I criteri di valutazione in sede di inventario iniziale sono riconducibili alle principali ipotesi di formazione del capitale:

  • apporto di denaro liquido: il patrimonio iniziale sarà costituito dalla liquidità di cui l’imprenditore ha dotato l’impresa;
  • apporto  di crediti: il patrimonio iniziale sarà costituito dal valore di presunto realizzo dei crediti;
  • apporto di beni in natura: il patrimonio iniziale sarà costituito dal valore di mercato dei singoli beni.

Stampato il 15/09/2019 alle 08.27
http://guide.directio.it/guide-interattive/guida-adempimenti-pmi/indice/adempimenti-annuali/14-bilancio-annuale.aspx