Guida adempimenti PMI



Lo Stato Patrimoniale: Passivo


Passivo dello Stato Patrimoniale

passivo SP

A) Patrimonio netto: comprende il capitale sociale sottoscritto dai soci, le riserve (legale, statutaria, di rivalutazione, ecc…) gli utili e le perdite riportati a nuovo, l’utile e la perdita di esercizio.

B) Fondi per rischi ed oneri: gli accantonamenti per rischi ed oneri, qui ricompresi, sono destinati a coprire perdite e debiti di natura determinata, di esistenza certa e probabile, dei quali, tuttavia, alla chiusura dell’esercizio sono indeterminati o l’ammontare o la data di sopravvenienza (art. 2424-bis cod.civ.)

La voce B) del passivo, fondi per rischi e oneri nella sottovoce B2), accoglie la precisazione della posta del Fondo imposte con la locuzione “anche differite”.

C) Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato: questa voce rappresenta il debito maturato nei confronti dei dipendenti a titolo di indennità di fine rapporto, che sarà corrisposta al termine del contratto di lavoro.

D) Debiti: per questa voce del passivo è prevista una ulteriore classificazione in 14 voci distinte (obbligazioni, debiti verso banche, debiti verso fornitori, debiti tributari, ecc.). Per ogni voce devono essere dettagliati gli importi esigibili oltre il termine dell’esercizio successivo.

La voce D del passivo dello Stato Patrimoniale accoglie al n.3) la voce Debiti v/soci per finanziamenti.

E) Ratei e risconti: Nella voce ratei e risconti passivi devono essere iscritti rispettivamente i costi di competenza dell'esercizio esigibili in esercizi successivi e i proventi percepiti entro la chiusura dell'esercizio ma di competenza di esercizi successivi.

Se un elemento dell'attivo o del passivo ricade sotto più voci dello schema patrimoniale, nella Nota Integrativa deve annotarsi, qualora sia necessario per la comprensione del bilancio, la sua appartenenza anche a voci diverse da quella nella quale è iscritto.

Conti d’ordine

L'art. 2424, c.3 cod. civ.,prevede che in calce allo stato patrimoniale debbano risultare “le garanzie prestate direttamente o indirettamente, distinguendosi tra fidejussioni, avalli, altre garanzie personali e garanzie reali, ed indicando separatamente, per ciascun tipo, le garanzie prestate a favore di imprese controllate e collegate nonché di controllanti e di imprese sottoposte al controllo di queste ultime; devono inoltre risultare gli altri conti d'ordine”. Risultano esplicitamente menzionati i conti d'ordine attivabili col sistema dei rischi, ma la prescrizione conclusiva fa chiaramente intendere l'obbligo di indicare altri conti d'ordine, per la cui individuazione occorre seguire il principio generale sancito dall'art. 2423 cod. civ. già citato. Una esposizione chiara ed una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico conseguito, esige che lo stato patrimoniale contenga sempre i conti d'ordine relativi ai rischi, agli impegni ed ai beni di terzi.

Il nuovo OIC 19 - Debiti

Le variazioni apportate al principio contabile OIC 19 hanno comportato un riordino della tematica e un miglior coordinamento con le disposizioni degli altri principi contabili nazionali OIC. Rispetto al precedente OIC 19 (2005) l'OIC ha provveduto a:

  • con riferimento ai debiti commerciali, rivedere la disciplina dello scorporo degli interessi passivi impliciti nel costo di acquisizione di beni o prestazioni di servizi
  • fornire ulteriori indicazioni circa il contenuto delle voci D3 “debiti verso soci per finanziamenti” e D11 “debiti verso controllanti”
  • introdurre delle previsioni specifiche con riferimento al trattamento contabile delle obbligazioni indicizzate, dei debiti soggetti a condizioni sospensive e dei prestiti obbligazionari subordinati

Rispetto alla versione del principio posta in consultazione nel 2012 si rilevano le seguenti differenze:

  • è stata rivista la definizione di debito specificando che i debiti sono passività di natura determinata ed esistenza certa, che rappresentano obbligazioni a pagare ammontari determinati di solito ad una data stabilita
  • si è precisato che nel caso in cui la società violi una clausola contrattuale prevista per un debito a lungo termine entro la data di riferimento del bilancio, con la conseguenza che il debito diventa immediatamente esigibile, essa classifica il debito come esigibile entro l’esercizio, a meno che tra la data di chiusura dell’esercizio e prima della data di formazione del bilancio, non intervengano nuovi accordi contrattuali che legittimano la classificazione come debiti a lungo termine
  • nel caso di scorporo di interessi passivi impliciti inclusi nel costo d’acquisto del bene o del servizio, si è previsto che quando non è possibile determinare il prezzo di mercato a breve termine del bene/servizio e qualora si può fondatamente presumere l’esistenza di una congrua componente finanziaria nel prezzo negoziato a regolamento differito, tale valore è ottenuto attualizzato il debito ad un tasso di interesse per finanziamenti con dilazione e caratteristiche similari
  • è stata eliminata la parte riguardante i debiti per associazione in partecipazione.

I nuovi OIC 20 e 21 - Titoli di debito e Partecipazioni e azioni proprie

I due Principi entrano in vigore a partire dai bilanci chiusi al 30 dicembre 2014, anche se le imprese a propria discrezione ne possono fare uso prima.

Classificazione e cambiamento di destinazione: L’OIC con i nuovi Principi specifica che ai fini della classificazione conta la prospettiva o meno di un titolo in un dato portafoglio (management intent). I nuovi OIC 20 e OIC 21 prevedono che il titolo che cambia di destinazione sia valutato a tale data con il vecchio criterio e da quel momento in avanti con il nuovo criterio. In sostanza, un titolo che passa dal circolante all’immobilizzato deve essere valutato alla data di cambiamento di destinazione al minore tra costo e valore desumibile dall’andamento del mercato e in seguito (ossia da quel momento in avanti) al costo storico, considerando le eventuali svalutazioni dovute a perdite durevoli di valore.

Plusvalenze e minusvalenze - spese di cessione e imputazione del plus-minus valore: in ossequio al divieto di compensazione, non è più previsto di computare le spese di cessione, all’operazione di dismissione dei titoli; tali oneri sono imputati in conto economico in relazione alla loro natura, così come previsto in linea generale dal codice civile e dal documento interpretativo n.1 dell’OIC 12. Sempre in funzione dell'imputazione delle componenti economiche connesse ai titoli immobilizzati, vale la pena evidenziare - come fatto da OIC nella sua introduzione al nuovo OIC 21 - che è stata confermata la previsione per la quale le plusvalenze e minusvalenze derivanti da dismissioni sono classificate nell’area ordinaria - C16) Altri proventi finanziari o C17) Interessi e altri oneri finanziari - o nell’area straordinaria -E20 Proventi o E21 Oneri - in base a quanto disposto in termini generali dall’OIC 29 nella sezione dedicata agli “eventi e operazioni straordinarie”.

Valutazione secondo i metodi propri delle rimanenze: il metodo del costo specifico resta il criterio di valutazione di riferimento dei titoli immobilizzati. Tuttavia, le nuove versioni di OIC 20 e 21, estendono l’utilizzo dei metodi di valutazione delle determinazione del costo delle rimanenze (lifo, fifo e costo medio ponderato) anche a titoli e partecipazioni immobilizzati.

La svalutazione delle partecipazioni: l’OIC 21 specifica adesso che nella verifica di determinazione dell’esistenza di una perdita durevole di valore di una partecipazione immobilizzata, le imprese comparano il valore contabile con il valore recuperabile, laddove quest’ultimo è “determinato in base ai benefici futuri che si prevede affluiranno all’economia della partecipante”.

Il nuovo OIC 22 - Conti d'ordine

L’OIC ha elaborato una nuova edizione dell’OIC 22, allo scopo di renderne più agevole la lettura e l’utilizzo. Le variazioni apportate hanno comportato un riordino generale della tematica e un miglior coordinamento con le disposizioni degli altri principi contabili nazionali OIC. L'OIC rispetto alla versione precedente ha dunque provveduto a: 

  • fornire le definizioni di garanzie prestate e ricevute, impegni, beni di terzi presso la società, beni della società presso terzi oltre che di garanzia personale e garanzia reale
  • precisare che non si procede alla rappresentazione nei conti d’ordine in calce allo stato patrimoniale - per evitare duplicazioni che nuocerebbero alla chiarezza - di quegli accadimenti che siano già stati oggetto di rilevazione nello stato patrimoniale, nel conto economico e/o nella nota integrativa. È il caso ad esempio dei beni della società presso terzi
  • riformulare la disciplina degli impegni con particolare riguardo agli impegni da non riportare in calce allo stato patrimoniale. In particolare, si è precisato che, al fine di favorire la chiarezza e l’intellegibilità degli importi riportati in calce allo stato patrimoniale, sono iscritti nei conti d’ordine gli impegni che per loro natura e ammontare possono incidere in modo rilevante sulla situazione patrimoniale e finanziaria della società, e quindi la cui conoscenza sia utile per valutare tale situazione

Il nuovo OIC 28 - Patrimonio netto

Rispetto al precedente OIC 28 nella versione del 30 maggio 2005, l'OIC ha provveduto a:

  • razionalizzare l’esemplificazione fatta in tema di riserve di patrimonio netto iscrivibili nella voce AVII “altre riserve”
  • precisare che i “Versamenti in conto futuro aumento di capitale” sono iscritti nel patrimonio netto solo a condizione che non siano restituibili
  • sistematizzare in un unico punto il tema della rilevazione iniziale delle riserve in modo da fornirne una disciplina organica
  • precisare che la rinuncia di un qualunque credito da parte del socio - che si concretizza in un atto formale effettuato esplicitamente nella prospettiva del rafforzamento patrimoniale della società - è trattata contabilmente alla stregua di un apporto di patrimonio. Pertanto, in tal caso la rinuncia dei soci al diritto alla restituzione trasforma il debito della società in una posta di patrimonio netto avente natura di riserva di capitale.

Il nuovo OIC 31 - Fondi per rischi e oneri e Trattamento di Fine Rapporto

Le indicazioni contenute nell’OIC 31 sostituiscono quelle contenute nel precedente principio contabile OIC 19 (versione del 2005), denominato “I fondi per rischi e oneri. Il trattamento di fine rapporto. I debiti.” Rispetto al precedente OIC 19 (nella parte relativa ai Fondi e al TFR) sono state apportate modifiche per: 

  • chiarire che gli accantonamenti ai fondi rischi e oneri sono iscritti fra le voci dell’attività gestionale a cui si riferisce l’operazione (caratteristica, accessoria, finanziaria o straordinaria), dovendo prevalere il criterio della classificazione “per natura” dei costi.
    • gli accantonamenti per rischi e oneri relativi all’attività caratteristica e accessoria sono iscritti prioritariamente fra le voci della classe B del conto economico, diverse dalla voce B12 e dalla B13
    • gli accantonamenti per rischi e oneri relativi all’attività finanziaria o straordinaria sono iscritti rispettivamente fra le voci della classe C ed E del conto economico
  • ampliare la disciplina dei requisiti per poter procedere all’iscrizione di un fondo con l’obiettivo di renderne più agevole comprensione
  • eliminare l’indicazione che ammette l’attualizzazione dei fondi per oneri al fine di tener conto del fenomeno inflattivo
  • introdurre nuove disposizioni in merito alla rilevazione dei fondi per resi su prodotti, alla rilevazione dei fondi recupero ambientale e all’utilizzo dei fondi e al trattamento dei fondi eccedenti
Stampato il 14/11/2019 alle 22.11
http://guide.directio.it/guide-interattive/guida-adempimenti-pmi/indice/adempimenti-annuali/14-bilancio-annuale/14_04-stato-patrimoniale-passivo.aspx