Guida adempimenti PMI



La relazione sulla gestione


Il bilancio dell'esercizio è - per le società di capitale - corredato da una relazione sulla gestione redatta dagli amministratori (art. 2428 cod.civ.), in cui viene riepilogata la situazione della società e l’andamento della gestione nei vari settori di attività in cui ha operato, anche attraverso società controllate, con particolare riferimento ai  costi, ai ricavi e agli investimenti (solo nel caso di bilancio abbreviato ex art 2435 bis cod.civ. la relazione può essere evitata includendo alcune informazioni nella nota integrativa).

Nella relazione sulla gestione si devono descrivere:

  • le attività di ricerca e sviluppo;
  • i rapporti con imprese controllate, collegate, controllanti e imprese sottoposte al controllo di queste ultime;
  • il numero ed il valore nominale delle azioni proprie e di società controllanti possedute (anche tramite società fiduciarie o per interposta persona) con l’indicazione della parte di capitale corrispondente, nonché il numero e il valore nominale sia delle azioni proprie che di società controllanti acquistate o alienate nell’esercizio, indicando la quota capitale oggetto di transazione, i corrispettivi pattuiti e delle motivazioni che hanno indotto alla transazione;
  • i fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio;
  • l’evoluzione prevedibile della gestione;
  • l’elenco delle sedi secondarie della società.

Il D.Lgs 32/2007 ha poi introdotto, con decorrenza gli esercizi aventi inizio dalla data successiva a quella di entrata in vigore del decreto (il 15 aprile 2007, e quindi, per i soggetti con l’esercizio coincidente con l’anno solare, la novità vale a decorrere dal Bilancio 2008) alcune novità che devono essere inserite nella relazione.

La relazione sulla gestione assume una funzione fondamentale di supporto ed accompagnamento all’informativa di bilancio in senso stretto pur non facendoneparte da un punto di vista civilistico.
Per certi versi la relazione sulla gestione supplisce ai limiti informativi del bilancio soprattutto quando questo viene predisposto nel rispetto dei requisiti civilistici senza però apportare tutte le integrazioni di informativa previste dai corretti Principi contabili.

In termini pratici le novità introdotte riguardano 

Analisi fedele, equilibrata ed esauriente

Tale analisi richiede di fornire un quadro completo della vita societaria mediante “un’analisi fedele, equilibrata ed esauriente della situazione e dell’andamento della stessa”. Viene pertanto posto l’accento sul concetto di “analisi”, ossia sulla necessità di dotare di “sistematicità” il documento che viene prodotto.

Questo obiettivo può essere ottenuto inserendo nel testo una serie di indicatori ritenuti significativi per la specifica realtà aziendale, che permettano di confrontare l’andamento dell’esercizio in esame con almeno due o tre esercizi precedenti, ed eventualmente con quello medio di settore. L’analisi deve tener conto dei vari mercati in cui opera l’impresa o delle varie linee di prodotto o dei servizi da essi offerti. Ogni documento deve essere predisposto con attenzione a quella che è la realtà aziendale, e alle peculiarità che ogni impresa presenta, in base al prudente apprezzamento; inoltre gli amministratori dovranno presentare dati ed informazioni coerenti ed equilibrati in relazione all’entità ed alla complessità aziendale.

Rischi e incertezze cui la società è esposta

I rischi sono connaturati all’attività imprenditoriale e sono correlati agli obiettivi aziendali. L’attività di valutazione dei rischi permette di identificare quelli che dovranno essere evitati o eliminati e quelli che, invece, dovranno essere “gestiti” dall’azienda (in quanto collegati ad opportunità da sfruttare).

Tale definizione raggruppa vari fattori causali di rischio che possono essere ricondotti, tra le altre, alle seguenti categorie:

  • Mercato: rischio legato all’andamento non prevedibile delle variabili macroeconomiche (concorrenza in termini di prezzi, mutamento della domanda, dei cambi o degli interessi).
  • Paese: rischio che variazioni nella normativa nazionale, internazionale o nel contesto politico sociale in cui l’impresa opera diminuiscano i vantaggi competitivi dell’impresa.
  • Rischio di eventi naturali dannosi quali terremoti o inondazioni.
  • Tecnologia: fattori legati alla tecnologia comprendono problemi relativi ai sistemi informativi, errori di programmazione nelle applicazioni, interruzioni nella struttura di rete fino a includere eventuali blocchi dei sistemi di informazione in genere.

Indicatori di risultato finanziari e non  finanziari 

Gli indicatori di risultato sono misure quantitative delle prestazioni aziendali, in grado di segnalare sinteticamente lo “stato di forma” dell’azienda in generale, o anche solo di un singolo processo o attività. Essi riflettono i fattori critici di successo di una società e misurano  progressi relativi ad uno o più obiettivi.

Lo scopo fondamentale che deve perseguire il redattore della relazione sulla gestione è quello di fornire informazioni tali da permettere a tutti i destinatari della informativa di bilancio di farsi un’idea chiara sull’andamento della società Gli indicatori finanziari hanno la caratteristica di essere sufficientemente standardizzati, essendo tratti da documenti di bilancio a schema “rigido”.

Gli indicatori finanziari di risultato si suddividono in:

  • indicatori economici (ROI, ROE, ROS, etc.);
  • indicatori patrimoniali o di solidità ( indice di copertura delle immobilizzazioni, indice di autonomia patrimoniale, etc.);
  • indicatori di liquidità (indice di liquidità primaria, posizione finanziaria netta, etc.).

L’analisi degli indicatori non finanziari si basa invece sulla comparazione delle prestazioni attuali dell’impresa rispetto ai principali fattori critici di successo (come qualità dei prodotti o dei processi, tempi di risposta al mercato, efficienza, etc.). Inoltre, essi servono a misurare lo stato delle risorse dell’impresa (ad esempio, in termini di ricambio dei dipendenti, livello di ricerca e sviluppo, etc.). Monitorando l’evoluzione dell’impresa rispetto a questi fattori è possibile contribuire a spiegare la creazione di valore economico.

Contrariamente agli indicatori finanziari, per i quali esistono determinati parametri standardizzati, gli indicatori non finanziari sono poco standardizzabili, considerato che i fattori critici di successo possono variare anche sensibilmente da impresa a impresa. Essi, pertanto, devono essere scelti con riferimento alle caratteristiche dell’impresa, al tipo di business etc.

Stampato il 15/09/2019 alle 07.31
http://guide.directio.it/guide-interattive/guida-adempimenti-pmi/indice/adempimenti-annuali/14-bilancio-annuale/14_07-relazione-gestione.aspx