Guida adempimenti PMI



Le diverse tipologie di fatture ed il DDT


Fattura immediata

La fattura deve essere emessa al momento di effettuazione dell’operazione, ossia:

  • all'atto della consegna o spedizione per i beni mobili;
  • al momento della stipulazione dell'atto notarile per i beni immobili;
  • al momento del pagamento del corrispettivo per le prestazioni di servizi

La fattura si considera emessa all’atto della consegna o spedizione al cliente ovvero all’atto della sua trasmissione elettronica (non assume alcuna rilevanza il momento di compilazione del documento).

Fattura differita

La fattura differita può essere emessa, in alternativa a quella immediata, con riferimento alle cessioni di beni mobili la cui consegna risulti da un documento di trasporto o da altro documento idoneo a identificare i soggetti tra i quali è effettuata l’operazione.

In tal caso, la fattura differita è emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello della consegna spedizione e consente quindi di raggruppare in un’unica fattura tutte le consegne fatte allo stesso cliente nel corso dello stesso mese solare.

La fattura differita deve contenere, oltre agli elementi indicati in precedenza, anche la data e il numero dei documenti di trasporto a cui si riferisce.

Se anteriormente all’emissione dei documenti di trasporto, il cedente/prestatore riceve il pagamento parziale o totale del corrispettivo, egli deve emettere la relativa fattura immediata nel giorno in cui è avvenuto il pagamento. Se il pagamento ha luogo contestualmente o successivamente all’emissione del documento di trasporto, resta la facoltà per il cedente di emettere fattura differita.

A seguito delle modifiche introdotte dalla L. n. 228/2012 (Legge di Stabilità 2013), la fattura può essere emessa anche per le prestazioni di servizi, individuabili attraverso idonea documentazione, effettuate nello stesso mese nei confronti del medesimo soggetto. Anche in tal caso, la fattura differita deve essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni.

In riferimento al requisito dell’idonea documentazione, si fa presente che il legislatore nazionale, al pari di quello comunitario, non impone specifici obblighi documentali rilevanti ai fini fiscali, per cui il contribuente, al fine di rendere individuabile la prestazione di servizio, può utilizzare la documentazione commerciale prodotta e conservata, peculiare del tipo di attività svolta. Da tale documentazione deve potersi individuare con certezza la prestazione eseguita, la data di effettuazione e le parti contraenti. Può trattarsi, ad esempio, oltre che del documento attestante l'avvenuto incasso del corrispettivo, del contratto, della nota di consegna lavori, della lettera d'incarico, della relazione professionale, purché risultino in modo chiaro e puntuale i richiamati elementi.
L’emissione di un’unica fattura riepilogativa deve ritenersi consentita anche in presenza di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nel corso dello stesso mese solare nei confronti del medesimo cessionario/committente (circolare dell’Agenzia delle Entrate 24 giugno 2016, n. 18, Parte I, § 1).

Fattura accompagnatoria

La fattura accompagnatoria deve riportare sia gli elementi della fattura che le informazioni sul trasporto dei beni venduti; pertanto, come il DDT, accompagna la merce durante il viaggio.

Fattura semplificata

Dal 1° gennaio 2013 è entrato in vigore il nuovo testo dell’art 21 bis del DPR 633/72 IVA che introduce la fattura semplificata, che potrà essere emessa per:

  • le operazioni di ammontare complessivo non superiore a € 100;
  • le note di variazione ex art. 26, DPR n. 633/72 (per le quali non scatta il limite dell'importo massimo di euro 100)

La fattura semplificata deve contenere (almeno) i seguenti dati:

  1. data di emissione;
  2. numero progressivo che la identifichi in modo univoco (vedi nuove regole di numerazione commentate prima);
  3. ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cedente o prestatore, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti; in alternativa, in caso di soggetto stabilito in Italia può essere indicato il codice fiscale o il numero di partita IVA, ovvero, in caso di soggetto passivo UE, numero di identificazione IVA attribuito dallo Stato di stabilimento;
  4. numero di partita IVA del cedente o prestatore;
  5. dati identificativi del cessionario/committente, descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi;
  6. descrizione dei beni o dei servizi ceduti, senza necessità di indicare natura e qualità;
  7. ammontare del corrispettivo complessivo e dell’imposta incorporata oppure i dati che permettono di calcolarla;
  8. per le fatture emesse ai sensi dell'art. 26 DPR 633/72, il riferimento alla fattura rettificata e le indicazioni specifiche che vengono modificate.

La fattura semplificata non può essere emessa per le seguenti tipologie di operazioni:

  • cessioni intracomunitarie di cui all'art. 41 DL 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla L. 29 ottobre 1993, n. 427;
  • operazioni di cui all'art. 21, c. 6-bis, lettera a), ovvero cessioni di beni / prestazioni di servizi diverse da quelle di cui all'art. 10, c. 1, nn. da 1 a 4 e numero 9, effettuate da un soggetto passivo italiano ad un soggetto passivo UE, per le quali l'IVA non va applicata in Italia ex artt. da 7 a 7-septies).

La fattura, anche nella modalità semplificata, può essere emessa tramite gli apparecchi misuratori fiscali.

Sull’ambito applicativo della fattura semplificata è intervenuta l’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 18/2014, chiarendo che:

• l’indicazione nella fattura semplificata della ditta, denominazione o ragione sociale del cessionario/committente anche nel caso in cui sia conosciuto o conoscibile il numero di partita IVA non preclude l’esercizio del diritto alla detrazione, laddove esistente;
• nel caso in cui il cessionario/committente sia identificato con il solo numero di partita IVA o con il codice fiscale, l’obbligo di registrazione della fattura semplificata da parte dell’emittente è correttamente assolto con l’indicazione dei predetti dati, in luogo della ditta, denominazione o ragione sociale, prescritti dall’art. 23 del D.P.R. n. 633/1972. Per il resto, dovranno essere rispettate tutte le altre modalità di registrazione delle fatture attive, quali, l’indicazione, per ciascuna fattura, dell’ammontare dell’imponibile e dell’imposta, distinti secondo l’aliquota applicata;
• la fattura rettificativa può essere emessa in modalità semplificata, a prescindere dall’importo certificato, nel caso sia delle variazioni in aumento dell’imponibile o dell’imposta, sia delle relative variazioni in diminuzione. La facoltà di avvalersi della fattura semplificata non è subordinata neppure al “formato” della fattura oggetto di rettifica, per cui è possibile rettificare con fattura semplificata una fattura ordinaria e viceversa;
• la fattura semplificata può essere emessa in sostituzione della fattura-ricevuta fiscale, in quanto l’emissione della fattura semplificata, oltre a rendere non necessaria l’emissione dello scontrino e della ricevuta fiscale, è sostitutiva della fattura-ricevuta fiscale. Pertanto, qualora per un’operazione per la quale è prescritto il rilascio di scontrino fiscale, ricevuta o fattura-ricevuta fiscale sia emessa, in sostituzione di questi, fattura ordinaria o fattura semplificata, il contribuente non è tenuto ad ulteriori adempimenti di certificazione. Peraltro, la funzione sostitutiva della fattura (ordinaria o semplificata) deve ritenersi riferibile non solo alle ipotesi di fattura immediata, ma anche alle ipotesi di fatturazione differita e riepilogativa.

Documento di trasporto (D.D.T.)

Il DPR 472/96 ha introdotto il cosiddetto Documento di Trasporto (DDT) in sostituzione della precedente Bolla di Accompagnamento; il DDT certifica il trasferimento di merci dal cedente (venditore) al cessionario (acquirente).

I beni viaggianti non devono quindi più essere scortati obbligatoriamente da un documento durante il trasporto.

Non occorre emettere il documento di trasporto, cosiddetto DDT, per le consegne di beni ceduti con fatturazione immediata. L’obbligo di emissione permane, invece, nel caso in cui si voglia utilizzare la fatturazione differita; esso non deve necessariamente accompagnare i beni ceduti, ma può anche essere spedito o inviato per corriere o per fax. Il DDT è inoltre utilizzabile per la movimentazione dei beni a titolo non traslativo della proprietà (in lavorazione, deposito, comodato, ecc.).

Il DDT deve essere emesso in almeno 2 copie, in forma libera, e deve contenere:

1) la data di effettuazione dell'operazione (consegna o spedizione)

2) le generalità del cedente, del cessionario nonché dell'eventuale impresa incaricata del trasporto;

3) la descrizione della natura, qualità e quantità dei beni ceduti.

E' il caso di far presente che oltre ai citati elementi occorre anche numerare progressivamente il DDT dato che ai fini dell'emissione della fattura differita, è necessario che in quest'ultima vi sia l'indicazione della data e del numero dei documenti di trasporto o di consegna.

Qualora il trasporto dei beni richieda la presenza di più vettori nell'ambito dell'intera tratta, il contribuente deve utilizzare i documenti di trasporto indicando almeno le generalità del primo incaricato del trasporto.

Ricordiamo infine che in base a quanto previsto dall'art. 53,  c. 1 e 3 del D.P.R. n. 633 del 1972 in tema di superamento della presunzione di acquisto, la consegna dei beni dati "…. in lavorazione, deposito o comodato o in dipendenza di contratti estimatori o di contratti d'opera, appalto, trasporto, mandato, commissione o altro titolo non traslativo della proprietà…” può risultare, oltre che dal libro giornale o da altro libro tenuto a norma del codice civile in conformità dell'art. 39 dello stesso decreto, anche da altro documento conservato a norma dello stesso articolo. A tal fine il DDT deve contenere l'espressa indicazione della causale non traslativa del trasporto (deposito, lavorazione, passaggi interni etc.) con l'obbligo di conservazione sia da parte dell'emittente che del soggetto destinatario dei beni.

 

Stampato il 22/07/2019 alle 20.21
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