Guida adempimenti PMI



Fatturazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi


Il DLgs. n. 127/2015 ha previsto che i soggetti passivi che, entro il 31 dicembre 2016, opteranno per la trasmissione telematica dei dati delle fatture e dei corrispettivi a partire dal 1° gennaio 2017 beneficeranno di una riduzione degli adempimenti amministrativi e contabili.

Fatturazione elettronica

L’art. 1 del DLgs. n. 127/2015 prevede alcune misure per supportare i contribuenti che decidano di optare per l’adozione della fatturazione elettronica.
A partire dal 1° luglio 2016, l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione di tutti i soggetti passivi IVA un servizio gratuito per la generazione e la trasmissione delle fatture in formato elettronico, anche tra privati. Alla web application si può accedere utilizzando le credenziali fornite agli utenti dei servizi telematici dell’Agenzia, del Sistema pubblico di identità digitale (Spid) e della Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
È previsto che, dalla stessa data, sia messo a disposizione un ulteriore servizio gratuito per specifiche categorie di soggetti da individuare con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, nonché per la conservazione delle medesime. Si tratta del servizio gratuito di generazione, trasmissione e conservazione attualmente distribuito da Unioncamere in collaborazione con l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), previsto dall’art. 4, comma 2, del D.M. 3 aprile 2013, n. 55.

A decorrere dal 1° gennaio 2017:

  • il Ministero dell’Economia e delle Finanze, attraverso l’Agenzia delle Entrate, consentirà a tutti i soggetti passivi IVA l’utilizzo gratuito del Sistema di Interscambio (SdI) ai fini della trasmissione e della ricezione delle fatture elettroniche, nonché delle relative variazioni, tra privati residenti nel territorio delle Stato secondo il formato della fattura elettronica definito “fattura PA”;
  • l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione dei contribuenti, mediante l’utilizzo di reti telematiche e anche in formato strutturato, le informazioni acquisite dall’SdI.

Riguardo alle operazioni rilevanti ai fini IVA effettuate dal 1° gennaio 2017, i soggetti passivi possano optare per l’invio telematico all’Agenzia delle Entrate di tutte le fatture emesse e ricevute, nonché delle relative variazioni, mediante l’utilizzo del Sistema di Interscambio o di altro supporto.

Al riguardo, il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 182070 del 28 ottobre 2016 ha stabilito che l’opzione per la trasmissione telematica dei dati delle fatture è esercitata esclusivamente in modalità telematica mediante apposita funzionalità presente nel sito web dell’Agenzia delle Entrate. L’opzione può essere esercitata, tramite un apposito servizio on-line presente sul sito dell’Agenzia delle Entrate, previa autenticazione con le credenziali dei servizi telematici, dal soggetto passivo IVA ovvero da un suo delegato secondo le regole dei servizi telematici dell’Agenzia.

L’opzione è esercitata entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello di inizio della trasmissione dei dati e ha effetto per l’anno solare in cui ha inizio la trasmissione dei dati e per i quattro anni solari successivi ad esso; se non revocata, l’opzione si estende di quinquennio in quinquennio. Per il primo anno di applicazione, per i contribuenti che già a partire dall’anno 2017 intendono avvalersi dell’opzione, la medesima può essere esercitata entro il 31 marzo 2017 (provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 1° dicembre 2016, n. 212804).

Per i soggetti che iniziano l’attività in corso d'anno e che intendono esercitare l’opzione sin dal primo giorno di attività, l’opzione ha effetto dall’anno solare in cui è esercitata.

La revoca dell’opzione è esercitata esclusivamente in modalità telematica, mediante apposita funzionalità presente nel sito web dell’Agenzia delle Entrate, entro il 31 dicembre dell’ultimo anno del quinquennio ed ha effetto a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo all’ultimo anno del quinquennio.

Nel corso di Telefisco 2017, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che possono esercitare l’opzione in esame tutti i soggetti passivi che emettono fatture, sia normalmente, sia in via eventuale, dietro richiesta del cliente, come avviene, ad esempio, per le operazioni poste in essere nell’ambito delle attività di commercio al minuto ed assimilate di cui all’art. 22 del D.P.R. n. 633/1972.

Al Ministro dell’Economia e delle Finanze è stato attribuito il potere di stabilire nuove modalità semplificate di controlli a distanza degli elementi acquisiti dall’Agenzia delle Entrate, basate sul riscontro tra i dati comunicati dai soggetti passivi e le transazioni effettuate, tali da ridurre gli adempimenti di tali soggetti, non ostacolare il normale svolgimento della loro attività economica ed escludere la duplicazione di attività conoscitiva. A tal fine, l’Agenzia delle Entrate utilizza i dati delle fatture, emesse e ricevute, e delle relative variazioni, acquisiti anche mediante il SdI per effettuare controlli incrociati con i dati contenuti in altre banche dati conservate dalla stessa Agenzia o da altre Amministrazioni pubbliche, in modo da favorire l’emersione spontanea delle basi imponibili ai sensi delle disposizioni che hanno introdotto una specifica forma di collaborazione tra contribuente e Agenzia delle Entrate, strumentale all’assolvimento degli obblighi tributari e all’emersione spontanea delle basi imponibili (art. 1 del D.M. 4 agosto 2016).
L’Agenzia delle Entrate:

  • mette a disposizione del contribuente ovvero del suo intermediario gli elementi e le informazioni in suo possesso riferibili allo stesso contribuente, acquisiti direttamente o pervenuti da terzi, relativi anche ai ricavi e compensi, ai redditi, al volume d’affari e al valore della produzione, nonché relativi a deduzioni/detrazioni d’imposta. Il contribuente può segnalare all’Agenzia delle Entrate eventuali elementi, fatti e circostanze dalla stessa non conosciuti,
  • provvede ad informare il contribuente, in via telematica, degli esiti dei controlli, ove rilevanti nei suoi confronti.

Allo scopo di coordinare i controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria ed escludere la duplicazione dell’attività conoscitiva, le informazioni ottenute dall’Agenzia delle Entrate a seguito della trasmissione telematica dei dati delle fatture sono messe a disposizione della Guardia di Finanza (art. 2 del D.M. 4 agosto 2016).
In caso di omissione della trasmissione dei dati delle fatture, ovvero di trasmissione di dati incompleti o inesatti da parte dei soggetti che esercitato l’opzione si applica la sanzione di cui all’art. 11, comma 1, del DLgs. n. 471/1997 (da euro 250 a euro 2.000).

Dati delle fatture emesse e ricevute oggetto di trasmissione telematica

Nel corso di Telefisco 2017 è stato chiarito che i dati delle fatture da trasmettere all’Agenzia delle Entrate ai fini della comunicazione opzionale di cui all’art. 1, comma 3, del DLgs. n. 127/2015 coincidono con quelli da trasmettere nell’ambito dell’obbligo di comunicazione stabilito dall’art. 21 del D.L. n. 78/2010 (cd. “spesometro infrannuale”).

Di conseguenza, in base al provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 182070 del 28 ottobre 2016, le informazioni da trasmettere sono relative alle:

  • fatture emesse, indipendentemente dalla loro registrazione (comprese quindi, per esempio, quelle annotate o da annotare nel registro dei corrispettivi, di cui all’art. 24 del D.P.R. n. 633/1972);
  • fatture ricevute e bollette doganali, registrate ai sensi dell’art. 25 del D.P.R. n. 633/1972, ivi comprese le fatture ricevute da soggetti che si avvalgono del regime forfetario o in regime di vantaggio;
  • note di variazione delle fatture emesse e ricevute.

Come chiarito dalla circolare n. 1/E/2017, dall’obbligo comunicativo sono esclusi i dati contenuti in altri documenti, come le schede carburante, gli scontrini e le ricevute fiscali.

 

Modalità di compilazione del file dei “Dati fattura”

I dati da inserire nella comunicazione del file “Dati fattura” sono un sottoinsieme di quelli da riportare obbligatoriamente nelle singole fatture ai sensi dell’art. 21 del D.P.R. n. 633/1972.

Le regole di compilazione della comunicazione contenute nel provvedimento n. 182070/2016 consentono al contribuente (o al suo intermediario) di individuare le informazioni da trasmettere a seconda delle peculiarità del documento emesso o ricevuto.

Dato relativo alla “natura” dell’operazione

Riguardo alle “Fatture emesse”, il dato “Natura” dell’operazione deve essere inserito nel tracciato solo nel caso in cui il cedente/prestatore non abbia indicato l’imposta in fattura in quanto ha inserito, in luogo della stessa, una specifica annotazione. Per tali operazioni non deve essere valorizzato il campo “Imposta” mentre il campo “Natura”, che corrisponde all’annotazione, è valorizzato inserendo la corretta codifica relativa alle diverse tipologie di operazioni.

Operazioni Sigla
Operazioni escluse (fatture relative alle operazioni escluse da IVA ai sensi dell’art. 15 del D.P.R. n. 633/1972) N1 – escluse ex art. 15
Operazioni non soggette (fatture relative alle operazioni non soggette a IVA, solitamente per mancanza di uno o più requisiti dell’imposta, come nel caso di una prestazione di servizi extra-UE, oppure per espressa disposizione) N2 – non soggette
Operazioni non imponibili (fatture relative alle operazioni non imponibili, come nel caso di una esportazione ovvero una cessione di beni intra-UE) N3 – non imponibile
Operazioni esenti (fatture relative alle operazioni esenti, come nel caso di una prestazione sanitaria) N4 – esente
Operazioni soggette al regime del margine/IVA non esposta in fattura (fatture relative alle operazioni per le quali si applica il regime speciale dei beni usati, come ad esempio una cessione di un’autovettura usata, o quello dell’editoria, nonché fatture emesse senza separata indicazione dell’imposta, come nel caso dalle agenzie di viaggio e turismo) N5 – regime del margine/IVA non esposta in fattura
Operazioni soggette a inversione contabile/reverse charge (fatture relative alle operazioni per le quali si applica l’inversione contabile/reverse charge, come nel caso di una cessione di rottami) N6 – inversione contabile (reverse charge)
Operazioni soggette a modalità speciali di determinazione/assolvimento dell’IVA (fatture relative alle operazioni di vendite a distanza e alle prestazioni di servizi di telecomunicazioni, di teleradiodiffusione ed elettronici) N7 – IVA assolta in altro Stato UE

Relativamente alle “Fatture ricevute”, il campo “Natura” può essere valorizzato con le medesime codifiche indicate per le fatture emesse con l’unica differenza che, nel caso in cui la fattura ricevuta riporti l’annotazione “inversione contabile (reverse charge)”, oltre a riportare nel campo “Natura” la codifica N6 vanno anche obbligatoriamente valorizzati i campi “Imposta” e “Aliquota”.

Dato relativo al “numero” del documento

Relativamente alle “Fatture emesse”, poiché l’art. 21, comma 2, lett. b) del D.P.R. n. 633/1972 dispone che ogni fattura deve riportare un numero progressivo che la identifichi in modo univoco, nella comunicazione deve essere sempre valorizzato il campo “Numero” riportando al suo interno esattamente il valore presente nel documento.

Riguardo, invece, alle “Fatture ricevute”, tenuto conto che il numero riportato nella fattura che si è ricevuta non deve essere obbligatoriamente annotato nel registro degli acquisti di cui all’art. 25 del D.P.R. n. 633/1972, il contribuente che non avesse a disposizione il dato deve, in luogo di esso, valorizzare il campo del tracciato con il valore “0”.

Dati relativi ai campi “detraibile” e “deducibile”

Uno dei dati che può essere fornito è quello relativo alla percentuale di detraibilità o, in alternativa, alla deducibilità del costo riportato in fattura. Tale dato, la cui indicazione è facoltativa, è riferito all’eventuale deducibilità o detraibilità del costo ai fini delle imposte sui redditi in capo al cessionario o committente persona fisica che non opera nell’esercizio d’impresa, arte o professione. Se, per esempio, la fattura è emessa da un’impresa edile nei confronti di un cliente privato per lavori di ristrutturazione edilizia, il 50% del costo riportato nel documento potrebbe essere portato in detrazione dei redditi del cliente: in tal caso, l’informazione - se disponibile - potrebbe essere riportata nell’apposito campo della comunicazione.

Si precisa, al riguardo, che la compilazione di uno dei due campi in oggetto esclude la compilazione dell’altro.

Dati relativi ai campi “Stabile organizzazione” e “Rappresentante fiscale”

I dati relativi alla stabile organizzazione o al rappresentante fiscale devono essere inseriti nel solo caso in cui siano presenti e, quindi, riportati in fattura. In questi casi vanno obbligatoriamente compilati i campi:

  • stabile organizzazione: Indirizzo, CAP, Comune e Nazione, oppure
  • rappresentante fiscale: IdPaese, IdCodice.

La compilazione di tutti gli altri campi è, invece, facoltativa.

Dati relativi alle importazioni

Nel caso in cui non siano presenti nella bolletta doganale i dati del cedente, si devono indicare i dati dell’Ufficio doganale presso il quale è stata emessa la bolletta.

Documento riepilogativo delle fatture di acquisto/vendita - Indicazione dei dati analitici delle singole fatture

Considerato che le informazioni da trasmettere riguardano le singole fatture emesse e ricevute, questa regola riguarda anche le fatture attive e/o passive di importo inferiore a euro 300,00, per le quali l’art. 6, commi 1 e 6, del D.P.R. n. 695/1996 prevede la facoltà di registrazione attraverso un documento riepilogativo. Di conseguenza, anche per tali tipologie di fatture, indipendentemente dalla modalità di registrazione, è obbligatorio comunicare i dati relativi ad ogni singola fattura.

Dati relativi alle operazioni soggette a inversione contabile

Ai fini della comunicazione, per le operazioni soggette ad inversione contabile, sia se intracomunitarie che interne, i dati delle relative fatture devono essere riportati una sola volta nella specifica sezione dei documenti ricevuti, valorizzando l’elemento “Natura” con il codice N6 - inversione contabile (reverse charge) e compilando sia il campo “imposta” che il campo “aliquota”.

Dati relativi ad operazioni extracomunitarie

In caso di cessione di beni a soggetto extra-UE, trattandosi di una esportazione, l’operazione è non imponibile IVA e, pertanto, va compilato il campo “Natura” con la codifica N3.

Qualora si tratti, invece, di prestazione di servizi, non soggette ad IVA per mancanza del requisito di territorialità, disciplinato dall’art. 7-ter del D.P.R. n. 633/1972 (es. servizio prestato ad un soggetto canadese), il campo “Natura” va compilato con la codifica N2.

Trasmissione telematica dei corrispettivi

L’art. 2 del DLgs. n. 127/2015 prevede che, a decorrere dal 1° gennaio 2017, i soggetti che effettuano le cessioni di beni e le prestazioni di servizi al minuto e attività assimilate, ai sensi dell’art. 22 del D.P.R. n. 633/1972, possono avvalersi della memorizzazione elettronica e della trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati dei corrispettivi giornalieri delle cessioni dei beni e delle prestazioni di servizi di cui agli artt. 2 e 3 del D.P.R. n. 633/1972.

Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 182017 del 28 ottobre 2016 dispone che l’opzione per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri è esercitata esclusivamente in modalità telematica mediante apposita funzionalità presente nel sito web dell’Agenzia delle Entrate. L’opzione può essere esercitata, tramite un apposito servizio on-line presente sul sito dell’Agenzia, previa autenticazione con le credenziali dei servizi telematici, dal soggetto passivo ovvero da un suo delegato secondo le regole dei servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

L’opzione è esercitata entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello di inizio della memorizzazione e trasmissione dei dati e ha effetto per l’anno solare in cui ha inizio la memorizzazione e trasmissione dei dati e per i quattro anni solari successivi ad esso; se non revocata, l’opzione si estende di quinquennio in quinquennio. Per il primo anno di applicazione, per i contribuenti che già a partire dall’anno 2017 intendono avvalersi dell’opzione, la medesima può essere esercitata entro il 31 marzo 2017 (provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 1° dicembre 2016, n. 212804).

Per i soggetti che iniziano l’attività in corso d’anno e che intendono esercitare l’opzione sin dal primo giorno di attività, l’opzione ha effetto dall’anno solare in cui è esercitata.

La revoca dell’opzione è esercitata esclusivamente in modalità telematica, mediante apposita funzionalità presente nel sito web dell’Agenzia delle Entrate, entro il 31 dicembre dell’ultimo anno del quinquennio ed ha effetto a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo.

Il citato provvedimento dell’Agenzia delle Entrate ha, inoltre, stabilito che gli strumenti mediante i quali effettuare la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi sono rappresentati dai “Registratori Telematici” e sono costituiti da componenti hardware e software atti a registrare, memorizzare in memorie permanenti e inalterabili, elaborare, sigillare elettronicamente e trasmettere telematicamente i dati fiscali introdotti attraverso dispositivi di input.

La memorizzazione elettronica e la trasmissione dei dati dei corrispettivi sostituiscono gli obblighi di registrazione di cui all’art. 24, comma 1, del D.P.R. n. 633/1972, nonché l’obbligo di certificazione fiscale degli stessi corrispettivi mediante scontrino o ricevuta fiscale, fermo restando che la fattura deve essere emessa in caso di richiesta da parte del cliente.
A seguito della modifica introdotta in sede di conversione del D.L. n. 193/2016, dal 1° aprile 2017 (anziché dal 1° gennaio 2017), la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi saranno, invece, obbligatorie per i soggetti passivi che effettuano cessioni di beni tramite distributori automatici. Al fine dell’assolvimento di tale obbligo, con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 30 giugno 2016 sono state definite le soluzioni che consentono di non incidere sull’attuale funzionamento degli apparecchi distributori, garantendo, allo stesso tempo, nel rispetto dei normali tempi di obsolescenza e rinnovo degli stessi, la sicurezza e l’inalterabilità dei dati dei corrispettivi acquisiti dagli operatori.
Al fine, in particolare, di garantire il passaggio al nuovo regime secondo i principi di “normali tempi di obsolescenza e rinnovo” dei distributori automatici, si rende necessaria una “fiscalizzazione graduale” delle vending machine, costituita da una soluzione “transitoria”, da utilizzare non oltre il 31 dicembre 2022 e da una soluzione “a regime” che verrà successivamente disciplinata.
Anche per i gestori dei distributori automatici, la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi sostituisce l’obbligo di certificazione fiscale degli stessi corrispettivi mediante scontrino o ricevuta fiscale.
Nei confronti dei soggetti che optano per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi e dei soggetti che effettuano cessioni di beni tramite distributori automatici, si applicano le sanzioni di cui agli artt. 6, comma 3 e 12, comma 2, del DLgs. n. 471/1997 in caso di mancata memorizzazione o di omissione della trasmissione, ovvero nel caso di memorizzazione o trasmissione incompleta o non veritiera.

Incentivi per l’opzione per la fatturazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi

L’opzione per la trasmissione telematica dei dati delle fatture e dei corrispettivi dà diritto al soggetto passivo di beneficiare di alcune agevolazioni, essendo previsto dall’art. 3 del DLgs. n. 127/2015:

  • l’esonero:
    • dall’obbligo della comunicazione dei dati rilevanti ai fini IVA (cd. “spesometro”), da intendere riferito – dal 1° gennaio 2017 – al nuovo obbligo di comunicazione trimestrale dei dati delle fatture emesse e ricevute;
    • dall’obbligo di comunicazione previsto ai fini del monitoraggio delle operazioni con i Paesi appartenenti alla cd. “black-list” (adempimento soppresso dal D.L. n. 193/2016);
    • dalla comunicazione dei dati relativi ai contratti stipulati dalle società di leasing e dagli operatori commerciali che svolgono attività di locazione e di noleggio (adempimento soppresso dal D.L. n. 193/2016);
    • dall’obbligo di presentazione degli elenchi riepilogativi delle prestazioni intracomunitarie di servizi ricevuti e degli acquisti effettuati (modelli INTRA 2-quater e INTRA 2-bis) (adempimento soppresso dal D.L. n. 193/2016);
  • il diritto all’erogazione dei rimborsi IVA annuali in via prioritaria, cioè entro tre mesi dalla presentazione della dichiarazione annuale, anche in assenza dei presupposti previsti per il rimborso dell’eccedenza detraibile risultante dalla dichiarazione annuale;
  • la riduzione di un anno (divenuti due a seguito della modifica introdotta dal D.L. n. 193/2016) dei termini di accertamento in materia di IVA e di imposte dirette, previsti per i contribuenti che garantiscano la tracciabilità dei pagamenti ricevuti ed effettuati, superiori a 30 euro. Affinché l’agevolazione sia applicabile, è necessario comunicare nella dichiarazione annuale delle imposte sui redditi l’esistenza dei presupposti per la riduzione dei termini di decadenza dell’accertamento, la quale opera soltanto in relazione ai redditi d’impresa o di lavoro autonomo oggetto di dichiarazione (artt. 3 e 4 del D.M. 4 agosto 2016).

Programma di assistenza per determinate categorie di soggetti passivi

A decorrere dal 1° gennaio 2017, l’art. 4 del DLgs. n. 127/2015 prevede la realizzazione, da parte dell’Agenzia delle Entrate, di un programma di assistenza, differenziato in ragione dei diversi soggetti interessati, con cui sono messi a disposizione, in via telematica, i dati necessari per effettuare le liquidazioni periodiche e la dichiarazione IVA annuale.
Al programma di assistenza sono ammesse specifiche categorie di soggetti passivi di minori dimensioni e di soggetti passivi non di minori dimensioni che intraprendono attività d’impresa, arte o professione, limitatamente al periodo di inizio attività e ai due periodi successivi.
Ai sensi dell’art. 5 del D.M. 4 agosto 2016, la riduzione degli adempimenti amministrativi e contabili è ammessa per:

  • gli esercenti arti e professioni;
  • le imprese ammesse al regime di contabilità semplificata;
  • limitatamente all’anno di inizio dell’attività e ai due anni successivi, le imprese che superano le soglie di ricavi per avvalersi della contabilità semplificata stabilite dall’art. 18 del D.P.R. n. 600/1973.

Aderendo al programma vengono meno:

  • gli obblighi di annotazione delle fatture emesse e ricevute nei registri IVA;
  • l’obbligo di apposizione del visto di conformità o di sottoscrizione alternativa;
  • l’obbligo di prestazione della garanzia per i rimborsi IVA.

Per beneficiare della riduzione dei citati adempimenti amministrativi e contabili è richiesto che i soggetti passivi:

  • effettuino la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate di tutte le fatture emesse e ricevute, anche mediante il Sistema di Interscambio, e, in caso di effettuazione delle operazioni di commercio al minuto e attività assimilate di cui all’art. 22 del D.P.R. n. 633/1972,
  • optino per la memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi.
  • Cessazione degli effetti premiali

L’art. 5 del DLgs. n. 127/2015 prevede la perdita dei benefici riconosciuti al contribuente per effetto dell’adesione al sistema di trasmissione telematica delle operazioni IVA nei casi di:

  • omesso invio telematico all’Agenzia delle Entrate delle fatture elettroniche emesse e ricevute;
  • omessa trasmissione delle relative variazioni;
  • trasmissione di dati incompleti o inesatti;
  • omesso invio dei dati dei corrispettivi.

È, tuttavia, previsto che le forme di incentivazione non decadono se il soggetto passivo provvede a regolarizzare la propria posizione trasmettendo correttamente per via telematica i le fatture e i dati dei corrispettivi entro il termine che sarà individuato con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate. In questa ipotesi, restano applicabili le sanzioni previste dagli artt. 1 e 2 del DLgs. n. 127/2015, ossia:

  • la sanzione di cui all’art. 11, comma 1, del DLgs. n. 471/1997 (da euro 258,23 a euro 2.065,83), in caso di omissione della trasmissione dei dati delle fatture, ovvero di trasmissione di dati incompleti o inesatti;
  • le sanzioni di cui agli artt. 6, comma 3 e 12, comma 2, del DLgs. n. 471/1997, in caso di mancata memorizzazione o di omissione della trasmissione, ovvero nel caso di memorizzazione o trasmissione incompleta o non veritiera.

Obbligo di fatturazione elettronica da luglio 2018 e da gennaio 2019

La Legge di Bilancio 2018 prevede, a decorrere dal 1° gennaio 2019, la fatturazione elettronica obbligatoria nell’ambito dei rapporti tra privati (B2B e B2C), eliminando contestualmente la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute (si veda la Guida dell’Agenzia delle Entrate, aggiornata al 4 ottobre 2018).

Per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato, e per le relative variazioni, in sostituzione dell’attuale regime opzionale, è prevista esclusivamente l’emissione di fatture elettroniche attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) con utilizzo del formato della “fattura PA”.

Sono esonerati dal predetto obbligo coloro che rientrano nel regime forfetario o che continuano ad applicare il regime fiscale di vantaggio, mentre in caso di emissione della fattura con modalità diverse da quelle descritte si applicano le sanzioni di cui all’art. 6 del DLgs. n. 471/1997. Il cessionario/committente, a sua volta, per non incorrere nella sanzione di cui all’art. 6, comma 8, del DLgs. n. 471/1997 (100% dell’imposta, con un minimo di 250 euro), deve adempiere agli obblighi documentali ivi previsti mediante il SdI.

In merito all’ambito soggettivo di applicazione della fattura elettronica, per effetto delle novità introdotte dal D.L. n. 199/2018, sono inoltre esonerati:

  • i soggetti passivi che hanno esercitato l’opzione per il regime forfetario di cui agli artt. 1 e 2 della L. 398/1991 (es. associazioni sportive dilettantistiche) e che, nel periodo d’imposta precedente, hanno conseguito dall’esercizio di attività commerciali proventi per un importo non superiore a 65.000 euro. Gli stessi soggetti, se nel periodo d’imposta precedente hanno conseguito nell’esercizio di attività commerciali proventi per un importo superiore a 65.000 euro, assicurano che la fattura sia emessa per loro conto dal cessionario/committente soggetto passivo IVA. Per i contratti di sponsorizzazione e di pubblicità di cui siano parte i soggetti in regime forfetario, gli obblighi di fatturazione e registrazione sono adempiuti dai cessionari/committente, se soggetti passivi stabiliti in Italia;
  • limitatamente al periodo d’imposta 2019, i soggetti rispetto ai quali i dati delle fatture sono inviati al Sistema Tessera Sanitaria ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata.

Con il provvedimento n. 89757 del 30 aprile 2018, l’Agenzia delle Entrate ha definito le regole tecniche per la corretta predisposizione della fattura elettronica e delle note di variazione, per la trasmissione e la ricezione dei file al SdI, i controlli che quest’ultimo effettua rispetto alle informazioni obbligatorie da riportare nella fattura, il ruolo che gli intermediari possono assumere nell’ambito del processo di fatturazione elettronica, oltre che descrivere i servizi che l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione degli operatori commerciali per supportarli nella gestione del processo stesso.

Ai sensi dell’art. 11, comma 2-bis, del D.L. n. 87/2018, i soggetti obbligati alla comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute sono esonerati dall’obbligo di annotazione delle fatture stese nei registri delle vendite e degli acquisti, di cui agli artt. 23 e 25 del D.P.R. n. 633/1972. Considerato il riferimento compiuto all’art. 1, comma 3, del DLgs. n. 127/2015, che nel testo modificato dalla Legge di Bilancio 2018 richiama l’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica in vigore dal 2019, parrebbe che le fatture elettroniche siano escluse dall’obbligo di annotazione nei registri IVA.

Fattura elettronica per le cessioni di carburanti

Il D.L. n. 79/2018 ha prorogato al 1° gennaio 2019 il termine di decorrenza dell’obbligo di fatturazione elettronica per le cessioni di carburante, fissato in via anticipata al 1° luglio 2018 dall’art. 1 della Legge di Bilancio 2018. L’art. 1, comma 2, della L. n. 96/2018, di conversione del D.L. n. 87/2018 (Decreto Dignità) dispone l’abrogazione del D.L. n. 79/2018, ma l’art. 11-bis del D.L. n. 87/2018 conferma il rinvio dall’1 luglio 2018 all’1 gennaio 2019 dell’obbligo di fatturazione elettronica per le cessioni di carburante per autotrazione effettuate presso gli impianti stradali di distribuzione.

Il rinvio si riferisce alle cessioni di carburante per autotrazione effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione da parte di soggetti passivi IVA, restando obbligatoria l’emissione della fattura elettronica già dal 1° luglio 2019 per le restanti cessioni di benzina o di gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori.

L’abolizione della scheda carburante è stata rinviata al 1° gennaio 2019, ma la deducibilità della spesa e la detrazione dell’IVA resta subordinata, dal 1° luglio 2018, all’utilizzo di mezzi di pagamenti tracciabili in sede di rifornimento.

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 8 del 30 maggio 2018, ha fornito i primi chiarimenti in merito al nuovo obbligo di emissione della fattura elettronica per le cessioni di carburanti per autotrazione. In particolare:

• non è obbligatorio inserire in fattura la targa o gli estremi del veicolo, ma è previsto, ove ritenuto utile ai fini di individuare il corretto trattamento fiscale dell’operazione, un campo facoltativo, denominato “Altri Dati Gestionali”, dove specificare la targa;

• è possibile applicare la procedura di fatturazione differita, purché le singole consegne siano accompagnate da un documento, analogico o informatico, che abbia i contenuti del documento di trasporto (data, generalità del cedente e cessionario, descrizione della natura, qualità e quantità dei beni ceduti); a tal fine, ove contenenti le informazioni necessarie, potranno essere utilizzati anche i buoni consegna emessi dalle attrezzature automatiche;

• per le fatture di importo inferiore a 300 euro emesse nel corso del mese, in luogo di ciascuna di esse può essere annotato un documento riepilogativo nel quale vanno indicati i numeri delle fatture cui si riferisce, l’ammontare complessivo imponibile delle operazioni e l’ammontare dell’imposta, distinti secondo l’aliquota applicata;

• in caso di fatturazione, contestualmente o in momenti diversi, di più operazioni di cui una o più di esse soggette ai nuovi obblighi di documentazione elettronica, l’emissione della fattura elettronica si estende anche alle altre. Se, ad esempio, un soggetto IVA acquista benzina per il proprio veicolo aziendale presso l'impianto stradale di distribuzione X e, contestualmente, vi faccia eseguire un qualche intervento (di riparazione/sostituzione parti, lavaggio, ecc.), ovvero acquisti beni/servizi di altra tipologia non legati al veicolo, la fattura che documenti cumulativamente tali operazioni dovrà necessariamente essere rilasciata in forma elettronica;

• ai fini della conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche, per chi aderirà ad un apposito accordo di servizio, tutte le fatture elettroniche emesse o ricevute dall'operatore attraverso il SdI saranno portate in conservazione a norma del D.M. 17 giugno 2014, secondo i termini e le condizioni riportati nell’accordo di servizio, utilizzando il servizio reso gratuitamente disponibile dall’Agenzia delle Entrate, in conformità alle disposizioni del D.P.C.M. 3 dicembre 2013.


Dato che l’obbligo di fattura elettronica coinvolgerà esclusivamente le operazioni tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato, l’Agenzia delle Entrate, nell’ambito del videoforum del 24 maggio 2018, ha chiarito che, per le carte carburante emesse da soggetti stabiliti all’estero, privi di identificazione ai fini IVA in Italia, al momento della cessione materiale del carburante, l’esercente dell’impianto di distribuzione ubicato in Italia dovrà documentare la stessa con fattura elettronica, se il cessionario è un soggetto passivo IVA.

Con la successiva circolare n. 13 del 2 luglio 2018, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che:

• sono la tipologia di carburante ed il suo utilizzo ad imporre l'obbligo di fatturazione elettronica, così che ne sono escluse le cessioni di benzina e gasolio diversi da quelli destinati all'uso in motori per autotrazione, ossia, diversi da quelli impiegati nei veicoli (di qualunque tipologia) che circolano normalmente su strada. Saranno dunque esclusi dai nuovi obblighi, ad esempio, i rifornimenti di carburante per aeromobili ed imbarcazioni. Laddove, al momento della cessione, non vi sia certezza sull'impiego di una determinata tipologia di carburante rientrante tra quelle sopra richiamate - astrattamente idoneo ad essere utilizzato in motori tra loro diversi (si pensi al gasolio, che può essere impiegato tanto per il funzionamento del motore di un'imbarcazione/aeromobile, quanto per quello di un auto/motoveicolo) - le esigenze più volte espresse di presidio e contrasto ai fenomeni di evasione e di frode IVA impongono che la fatturazione sia elettronica;

• solo i soggetti stabiliti in Italia possono essere obbligati ad emettere fattura elettronica, mentre non è necessario che i soggetti riceventi siano stabiliti sul territorio nazionale, purché ivi identificati. In conclusione, le operazioni tra soggetti diversi - ad esempio cessioni da e verso soggetti comunitari ed extracomunitari - non rientrano nell'obbligo di fatturazione elettronica, ma, semmai, in quello di trasmissione telematica all'Agenzia delle entrate dei dati delle relative fatture. Al riguardo, va ricordato che l’art. 14 del D.L. n. 119/2018, in corso di conversione, allo scopo di allineare l’art. 1, comma 3, del DLgs. n. 127/2015 al provvedimento di autorizzazione di cui alla decisione n. 2018/593/UE, modifica la norma in modo che l’obbligo di fatturazione elettronica sia circoscritto alle operazioni tra soggetti stabiliti nel territorio dello Stato.

• l’obbligo di fatturazione elettronica si applica alle fatture emesse a partire dall’1 luglio 2018 (prorogato all’1gennaio 2019 per le cessioni di carburanti presso gli impianti stradali di distribuzione), con la conseguenza che, in caso di fatturazione differita, occorre comunque avere riguardo a tale data e non a quella, anteriore, di effettuazione dell’operazione;

• la benzina e il gasolio destinati ad essere utilizzati per veicoli agricoli di varia tipologia (tra cui i trattori agricoli e forestali, nonché, in generale, le macchine individuate nell'articolo 57 del Codice della strada) sono esclusi dall’obbligo di fatturazione elettronica. Quanto alla deducibilità del costo d'acquisto ed alla detraibilità della relativa IVA, valgono le disposizioni di ordine generale dettate per tutti i carburanti e, quindi, l'obbligo di procedere al pagamento utilizzando gli strumenti tracciabili;

• inviato tempestivamente al SdI il file della fattura, in assenza di un suo scarto - che comporta comunque la possibilità di un nuovo inoltro nei 5 giorni successivi - i tempi di elaborazione (ossia consegna/messa a disposizione del cessionario/committente) diventano marginali, assumendo rilievo, ai fini dell'emissione della fattura immediata, la sola data di formazione e contestuale invio al SdI, riportata nel campo “Data” della sezione “Dati Generali” del file. Tuttavia, in fase di prima applicazione delle nuove disposizioni, considerato anche il necessario adeguamento tecnologico richiesto alla platea di soggetti coinvolti e le connesse difficoltà organizzative, il file fattura, se inviato con un minimo ritardo, comunque tale da non pregiudicare la corretta liquidazione dell'imposta, costituisce violazione non punibile ex art. 6 co. 5-bis del DLgs. 472/97;

• la fattura elettronica, relativa al file scartato dal SdI, deve essere preferibilmente emessa (ossia nuovamente inviata tramite SdI entro 5 giorni dalla notifica di scarto) con la data ed il numero del documento originario. Qualora l'emissione del documento con medesimo numero e data non sia possibile, ferma la necessità di procedere alla corretta liquidazione dell'imposta in ragione dell'operazione effettuata, occorre, alternativamente:

- emettere una fattura con nuovo numero e data (coerenti con gli ulteriori documenti emessi nel tempo trascorso dal primo inoltro tramite SdI), per la quale risulti un collegamento alla precedente fattura scartata da Sdi e successivamente stornata con variazione contabile interna onde rendere comunque evidente la tempestività della fattura stessa rispetto all'operazione che documenta;

- emettere una fattura con una specifica numerazione che, nel rispetto della sua progressività, faccia emergere che si tratta di un documento rettificativo del precedente, variamente viziato e scartato dal SdI. Si pensi a numerazioni quali "1/R" o "1/S" volte ad identificare le fatture, inserite in un apposito registro sezionale, emesse in data successiva in luogo della n. 1 (nell'esempio fatto) prima scartata dal SdI;

• l'insieme delle norme dettate in tema di fatturazione elettronica non ha inciso sugli obblighi di registrazione delle fatture emesse e ricevute. Vista la natura del documento elettronico transitato tramite SdI - di per sé non modificabile e, quindi, non integrabile - la numerazione della fattura o qualsiasi altra integrazione della stessa può essere effettuata, ad esempio, predisponendo un altro documento, da allegare al file della fattura, contenente sia i dati necessari per l'integrazione sia gli estremi della stessa;

• ciascun operatore, conformemente alla propria organizzazione aziendale, può portare in conservazione sostitutiva anche copie informatiche delle fatture elettroniche in uno dei formati (ad esempio "PDF", "JPG" o "TXT") contemplati dal DPCM 3.12.2013, considerati idonei a fini della conservazione;

• la conservazione delle fatture tramite il sevizio gratuito messo a disposizione dall'Agenzia delle Entrate non è limitato ad una tipologia di destinatario delle fatture (soggetto passivo d'imposta, consumatore o altro), ma riguarda le fatture elettroniche in generale e, dunque, anche quelle emesse nei confronti della PA e transitate tramite SdI.

Semplificazioni per l’avvio della fatturazione elettronica

Con l’obiettivo di non differire ulteriormente l’entrata in vigore della fatturazione elettronica, prevista per l’1 gennaio 2019, e di ridurre gli effetti negativi dei possibili ritardi nell’adeguamento dei sistemi informatici, l’art. 10 del D.L. n. 119/2018, in corso di conversione, attenua, per il primo semestre 2019, i soli effetti sanzionatori laddove la fattura elettronica sia emessa, seppure tardivamente. In sede di conversione del D.L. n. 119/2018, è stato previsto che, per i contribuenti che effettuano la liquidazione periodica IVA con cadenza mensile, l’attenuazione del regime sanzionatorio si applica fino al 30 settembre 2019.

Non si applica alcuna sanzione al contribuente che emette fattura elettronica oltre il termine normativamente previsto, ma comunque nei termini per far concorrere l’imposta ivi indicata alla liquidazione periodica. Le sanzioni sono, invece, contestabili, seppure ridotte al 20%, quando la fattura emessa tardivamente partecipa alla liquidazione del mese o trimestre successivo.

Le attenuazioni si applicano anche con riguardo al cessionario/committente che abbia erroneamente detratto l’imposta o non abbia proceduto alla regolarizzazione. In particolare, laddove il cliente abbia detratto l’imposta in assenza di una fattura elettronica, lo stesso sarà indenne dalle sanzioni se il documento è emesso anche avvalendosi della regolarizzazione di cui all’art. 6, comma 8, del DLgs n. 471/1997 entro i termini della propria liquidazione periodica. Sarà, invece, soggetto alle sanzioni, seppure in misura ridotta, se la regolarizzazione avviene entro i termini della liquidazione periodica successiva.

Resta, in ogni caso, possibile avvalersi del ravvedimento operoso.

Trasmissione telematica dei corrispettivi delle cessioni di carburanti per motori

Dal 1° luglio 2018 si applica il nuovo obbligo di memorizzazione elettronica e di trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi delle cessioni di benzina e gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori da parte dei soggetti che agiscono in veste di “privati consumatori”.

Il provvedimento congiunto dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli n. 106701 del 28 maggio 2018 ha stabilito che tale adempimento è limitato, in fase di prima applicazione, alle cessioni effettuate da soggetti che gestiscono impianti di distribuzione stradale ad elevata automazione, in cui il rifornimento avviene unicamente in modalità self service prepagato muniti di sistemi automatizzati di telerilevazione dei dati di impianto, di terminali per il pagamento tramite accettatori di banconote e moneta elettronica (bancomat, carte di credito, prepagate, ecc.) e di sistemi informatici per la gestione in remoto dei dati di carico e di scarico delle quantità di carburante. Per tutte le ulteriori categorie di soggetti che effettuano cessioni di carburanti, l’adempimento sarà progressivamente esteso sino al termine del 1° gennaio 2020.

Fattura elettronica per le prestazioni rese da subappaltatori e subcontraenti nell’ambito degli appalti pubblici

L’art. 1, comma 917, della Legge di Bilancio 2018 ha anticipato al 1° luglio 2018 anche gli obblighi di fatturazione elettronica delle prestazioni, rese da soggetti subappaltatori e subcontraenti della filiera delle imprese operanti nel quadro di un contratto di appalto con un’Amministrazione pubblica (si veda il documento della Fondazione nazionale commercialisti del 27 settembre 2018).

In quest’ultimo ambito, in attesa di un successivo documento di prassi che esamini compiutamente le specifiche problematiche del settore, il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 89757/2018 ha chiarito che il nuovo obbligo si applica ai soli rapporti (appalti e/o altri contratti) “diretti” tra il soggetto titolare del contratto e la Pubblica amministrazione, nonché tra il primo e coloro di cui egli si avvale, con esclusione degli ulteriori passaggi successivi.

Sulla fattura elettronica deve essere indicato obbligatoriamente il Codice Identificativo Gara (CIG) e del Codice Unitario Progetto (CUP).

Con la circolare 13/2018, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che:

• il nuovo obbligo di fatturazione elettronica si applica nei soli confronti dei soggetti subappaltatori e subcontraenti per i quali l'appaltatore ha provveduto alle comunicazioni prescritte dalla legge. Fermo l'obbligo di indicare in fattura, ove prescritti, il codice identificativo di gara (CIG) ed il codice unico di progetto (CUP) per la tracciabilità diretta dei flussi finanziari, nell'ambito degli appalti vi è obbligo di emettere fattura elettronica via SdI solo in capo a coloro che operano nei confronti della stazione appaltante pubblica ovvero a chi, nell'esecuzione del contratto di appalto, è titolare di contratti di subappalto propriamente detto (ossia esegue direttamente una parte dello stesso) o riveste la qualifica di subcontraente (vale a dire colui che per vincolo contrattuale esegue un'attività nei confronti dell'appaltatore e in quanto tale viene comunicato alla stazione appaltante con obbligo di CIG e/o CUP). Sono, invece, esclusi dal nuovo obbligo di fatturazione tutti coloro che cedono beni ad un cliente senza essere direttamente coinvolti nell'appalto principale con comunicazioni verso la stazione appaltante ovvero con l'imposizione di CIG e/o CUP (si pensi, in ipotesi, a chi fornisce beni all'appaltatore senza sapere quale utilizzo egli ne farà, utilizzandone magari alcuni per l'appalto pubblico, altri in una fornitura privata);

• l'obbligo di fatturazione elettronica non si estende ai rapporti in cui, a monte della filiera contrattuale, vi sia un soggetto che non rientra tra quelli da qualificarsi come PA;

• l’obbligo di fatturazione elettronica in capo al consorzio (legato alla qualificazione soggettiva del committente PA) non si estende ai rapporti consorzio-consorziati. È peraltro da escludersi che l'obbligo di fatturazione elettronica sorga nei rapporti interni laddove il consorzio non sia il diretto referente della PA, ma si inserisca nella filiera dei subappalti.

Comunicazione delle operazioni transfrontaliere

Sempre dal 2019, è previsto l’obbligo di trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi alle cessioni di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti in Italia, salvo quelle per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche.

La trasmissione telematica è effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso, ovvero a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione.

Per l’omissione o l’errata trasmissione dei dati delle operazioni transfrontaliere si applica la sanzione amministrativa di 2 euro per ciascuna fattura, comunque entro il limite massimo di 1.000 euro per ciascun trimestre. La sanzione è ridotta alla metà, entro il limite massimo di 500 euro, se la trasmissione è effettuata entro i quindici giorni successivi alla scadenza, ovvero se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati ed è previsto il divieto di applicazione dell’istituto del “cumulo giuridico”.

Incentivi per la tracciabilità dei pagamenti

Per incentivare la tracciabilità dei pagamenti saranno ridotti di due anni i termini di decadenza per gli accertamenti a favore dei soggetti che garantiscono, nei modi che saranno stabiliti con un decreto ministeriale, la tracciabilità dei pagamenti ricevuti ed effettuati relativi ad operazioni di ammontare superiore a 500 euro.

Da tale agevolazione, sono esclusi i soggetti che esercitano il commercio al minuto e attività assimilate, a meno che abbiano esercitato l’opzione per la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi.

Sempre a decorrere dal 1° gennaio 2019, a favore dei soggetti passivi dell’IVA, esercenti arti e professioni e delle imprese ammesse al regime di contabilità semplificata, è prevista la riduzione degli adempimenti amministrativi e contabili.

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione:

  • gli elementi informativi necessari per la predisposizione dei prospetti di liquidazione periodica dell’IVA;
  • una bozza di dichiarazione annuale dell’IVA e di dichiarazione dei redditi, con i relativi prospetti riepilogativi dei calcoli effettuati;
  • le bozze dei modelli F24 di versamento recanti gli ammontari delle imposte da versare, compensare o richiedere a rimborso.

Per i soggetti che si avvalgono degli elementi messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate viene meno l’obbligo di tenuta dei registri delle fatture emesse e degli acquisti.

Trasmissione telematica dei corrispettivi dal 2019

Dal 1° gennaio 2020, l’art. 17 del D.L. n. 119/2012 prevede l’obbligo di memorizzazione elettronica e di trasmissione telematica dei corrispettivi, in sostituzione sia della registrazione dei corrispettivi di cui all’art. 24 del D.P.R. n. 633/1972, sia della certificazione dei corrispettivi mediante rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale. Resterà, tuttavia, fermo l’obbligo di emissione della fattura se richiesta dal cliente non oltre il momento di effettua-zione dell’operazione.

Ai fini della memorizzazione elettronica e della trasmissione telematica dei corrispettivi, potranno essere utilizzati i “Registratori Telematici” di cui al provv. Agenzia delle Entrate 28 ottobre 2016, n. 182017, per il cui approntamento sarà riconosciuto un credito d’imposta, per gli anni 2019 e 2020, pari al 50% della spesa sostenuta, per un massimo di 250 euro in caso di acquisto e di 50 euro in caso di adattamento, per ogni strumento. Il co-tributo è anticipato dal fornitore sotto forma di sconto sul prezzo pratica ed è a questi rimborsato sotto forma di credito d’imposta di pari importo, da utilizzare in compensazione “orizzontale”, ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. n. 241/1997.

La decorrenza dell’obbligo di memorizzazione elettronica e di trasmissione telematica dei corrispettivi è anticipata al 1° luglio 2019 per i soggetti con volume d’affari superiore a 400.000 euro.

Con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, potranno essere individuate determinate zone in riferimento alle quali le operazioni di commercio al minuto e quelle ad esse assimilate saranno documentate mediante scontrino o ricevuta fiscale, in deroga all’obbligo di memorizzazione elettronica e di trasmissione telematica dei corrispettivi.
Per le cessioni di farmaci, inoltre, l’obbligo in esame potrà essere adempiuto attraverso il Sistema tessera sanitaria, nel qual caso i dati trasmessi potranno essere utilizzati solo dalle Pubbliche amministrazioni per finalità istituzionali, secondo i termini e le modalità stabilite con decreto ministeriale.

Sempre con effetto dal 1° gennaio 2020, sarà modificato il programma di assistenza on line predisposto dall’Agenzia delle entrate a favore di tutti i soggetti passivi IVA residenti e stabiliti in Italia, al fine di tenere conto dell’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica e di trasmissione telematica dei corrispettivi.
Opererà, in particolare, l’esonero dell’obbligo di tenuta dei registri delle fatture emesse e degli acquisti, fatta salva la tenuta del registro cronologico degli incassi per i contribuenti in contabilità semplificata. Resterà, inoltre, obbligatoria la tenuta dei registri IVA per i soggetti che esercitano l’opzione di cui all’art. 18, comma 5, dello stesso D.P.R. n. 600/1973, cioè della facoltà di imputare i costi e i ricavi secondo il criterio delle registrazioni ai fini IVA.

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’interpello n. 118, pubblicata il 19 dicembre 2018, ha chiarito che, per le imprese operanti nel settore della GDO, il sistema di trasmissione telematica dei corrispettivi previsto dalla L. n. 311/2014 non potrà più essere utilizzato dal 1° gennaio 2019. Da tale data, infatti, anche le imprese della grande distribuzione, se vorranno evitare il rilascio della ricevuta o dello scontrino fiscale, dovranno optare per il sistema di trasmissione telematica dei corrispettivi di cui all’art. 2 del DLgs. n. 127/2015, avvalendosi dei soli strumenti tecnologici previsti dal provvedimento n. 182017 del del 28 ottobre 2016.

Il predetto sistema di invio telematico dei corrispettivi sarà, tuttavia, obbligatorio:

  • a partire dal 1° gennaio 2020, per tutti i soggetti che effettuano le operazioni di cui all’art. 22 del D.P.R. n. 633/1972, vale a dire per la generalità dei commercianti al minuto e soggetti ad essi equiparati;
  • in via anticipata, dal 1° luglio 2019, per i soggetti con volume d’affari superiore ad 400.000,00 euro.
Stampato il 15/09/2019 alle 07.58
http://guide.directio.it/guide-interattive/guida-adempimenti-pmi/indice/adempimenti-periodici/08-gestione-adempimenti-fiscali/08_03-fattura-elettronica-pa.aspx