Guida adempimenti PMI



La scheda carburante


La Scheda carburante

I distributori di carburante per autotrazione sono soggetti a divieto di emissione di fattura per gli acquisti effettuati da imprese e professionisti. La scheda carburante, dunque, è il documento sostitutivo alla fattura, di cui imprenditori e professionisti devono avvalersi ai fini della detrazione dell'Iva e della deducibilità del costo ai fini delle imposte dirette. Ai sensi dell’art. 1, c. 2, DPR n. 444 del 10/11/1997, infatti, le annotazioni effettuate sulle schede carburante sono sostitutive della fattura di cui all’art. 22 DPR 633/72.

Con l’entrata in vigore della L. 23.12.2005 n. 266 (Legge Finanziaria 2006) il divieto di fatturazione per gli acquisti di carburante effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione è stato abolito per gli autotrasportatori di cose per conto terzi.

La scheda carburante, con periodicità mensile o trimestrale, deve essere istituita per ogni veicolo impiegato nell’esercizio dell’attività. È necessario inoltre che i veicoli siano intestati all’imprenditore ovvero da questi posseduti a titolo, regolarmente documentato, di leasing, noleggio, comodato e simili. 

E’ importante sottolineare che la scelta della periodicità dello stesso documento non è collegata a specifiche opzioni né al volume d’affari, infatti, l’unico scopo della cadenza trimestrale è quello di semplificare gli adempimenti a carico dei contribuenti.

Sulla scheda carburante l’imprenditore deve indicare:

  • ditta (denominazione o ragione sociale) ovvero nome e cognome
  • domicilio fiscale
  • numero di partita IVA
  • estremi di individuazione del veicolo (tipo e targa)
  • mese o trimestre di riferimento.

L’addetto all’impianto di distribuzione, dopo aver verificato la corrispondenza della scheda al veicolo da rifornire, deve indicare per ciascun rifornimento:

  • data
  • prezzo complessivo al lordo dell’IVA
  • denominazione 
  • ubicazione del distributore
  • firma e timbro di convalida.

L'imprenditore intestatario del mezzo di trasporto utilizzato nell’esercizio dell’impresa, deve inoltre indicare sulla scheda i km risultanti dal contachilometri alla fine del mese o del trimestre di riferimento.

In base a quanto stabilito dal comma 3-bis, art.1 del DL 70/2011 è prevista l'opportunità di tenere un sistema documentale alternativo alla scheda carburante, quando per il pagamento vengano utilizzate carte di credito, di debito o prepagate e ne venga conservata la relativa ricevuta, non perdendo in questo modo il beneficio della deducibilità del costo. L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 1 del 15 febbraio 2013 ha specificato che il contribuente che, per le operazioni di acquisto di carburanti per autotrazione, intenda passare dalla certificazione “cartacea” (scheda carburante) alla modalità di certificazione mediante strumenti di pagamento elettronico, può essere esentato dall’obbligo della scheda carburante anche nel corso del periodo d’imposta. L’esenzione si ammette purché, da quel momento in avanti, le operazioni di acquisto di carburante vengano documentate “esclusivamente” mediante carte di credito, di debito o prepagate. Il passaggio dalla scheda carburante al sistema elettronico è quindi ammissibile anche in corso d’anno purché quest’ultima modalità diventi l’unica utilizzata per la contabilizzazione dei rifornimenti.

Novità in vigore dal 1° luglio 2018

La legge n. 205/2017 (Legge di Bilancio 2018) ha previsto che, dal 1° luglio 2018, i soggetti passivi IVA non dovranno più tenere la scheda carburante, in quanto gli acquisti di carburante per autotrazione effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione saranno documentati obbligatoriamente mediante fattura elettronica. Con il D.L. n. 79/2018, l’abolizione della scheda carburante è stata rinviata al 1° gennaio 2019.

Dal 1° luglio 2018, però, la deducibilità del costo di acquisto di carburante per autotrazione presso gli impianti stradali di distribuzione e la detraibilità della relativa IVA dipendono dalla modalità di pagamento in concreto adottata. L’acquisto del carburante consente, infatti, la deducibilità del costo e la detraibilità dell’IVA solo se il relativo pagamento è effettuato mediante mezzi tracciabili.

L’Agenzia delle Entrate, con provvedimento n. 73203 del 4 aprile 2018, ha definito gli ulteriori mezzi di pagamento per l’acquisto di carburanti e lubrificanti che sono considerati ammessi ai fini in esame, precisando che gli stessi consentono non solo la detraibilità dell’IVA, ma anche la deducibilità della spesa.

Si considerano idonei a provare l’avvenuta effettuazione delle operazioni tutti i mezzi di pagamento esistenti diversi dal denaro contante. Si tratta non solo degli assegni, bancari e postali, circolari e non, nonché dei vaglia cambiari e postali, ma anche dei mezzi di pagamento elettronici, come l’addebito diretto, il bonifico bancario o postale e il bollettino postale, oltre alle carte di debito, di credito.

Tali modalità di pagamento “qualificato” trovano applicazione anche nelle ipotesi in cui, sulla scorta di specifici accordi, il pagamento avvenga in un momento diverso rispetto alla cessione, come accade, ad esempio, per le carte utilizzate nei contratti cd. di “netting”

Allo scopo di preservare l’operatività attuale, continuano ad essere utilizzabili le carte (ricaricabili o meno), nonché di buoni, che consentono a imprese e professionisti l’acquisto esclusivo di carburanti con la medesima aliquota IVA, quando la cessione/ricarica, documentata dalla fattura elettronica, sia regolata con gli stessi strumenti di pagamento sopra richiamati.

Dal quadro normativo sopra esposto, si desume che l’obbligo di pagamento mediante mezzi tracciabili, richiesto ai fini della deducibilità del costo e della detraibilità dell’IVA, rende inutile la tenuta della scheda carburante sino al 31 dicembre 2018. Quest’ultima può essere ancora utilizzata dagli operatori economici non interessati alla deducibilità del costo e alla detraibilità dell’imposta, ad esempio perché beneficiano del regime forfetario, oppure perché, avendo effettuato il pagamento in contanti, necessitano di un documento da annotare in contabilità.

Si ricorda, infine, che agli esercenti gli impianti di distribuzione di carburante sarà riconosciuto un credito d’imposta pari al 50% del totale delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate, a partire dal 1° luglio 2018, tramite sistemi di pagamento elettronico mediante carte di credito, emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione all’Anagrafe tributaria. Il credito d’imposta sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione “orizzontale” a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, ai fini della deducibilità del costo e della detraibilità dell’IVA, l’obbligo di pagamento mediante mezzi tracciabili non si applica agli acquisti di carburante destinato alle macchine agricole da parte di produttori agricoli che determinano il reddito su base catastale, ex art. 32 del TUIR, e che si avvalgono del regime speciale di cui all’art. 34 del D.P.R. n. 633/1972). L’esonero viene conseguentemente meno in caso di opzione per il regime di determinazione ordinaria del reddito e dell’IVA (risposta interpello Agenzia delle Entrate 27 settembre 2018, n. 13).

Stampato il 15/09/2019 alle 08.17
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