Guida adempimenti PMI



Registrazioni obbligatorie ai fini IVA


I documenti emessi per certificare le operazioni attive (fatture, ricevute fiscali, ecc.) e i documenti relativi a qualsiasi tipo di spesa sostenuta per l’esercizio dell’attività (es. fatture d’acquisto, buste paga dipendenti, estratti c/c bancari in cui si evidenziano gli interessi passivi, quietanze di pagamento dei premi assicurativi, ecc...) devono essere conservati dall'imprenditore, pena la non ammissibilità alla deduzione delle spese dal reddito d’impresa. Le modalità di registrazione e di conservazione variano in funzione del tipo di regime contabile scelto.

In particolare, le fatture attive e passive vanno annotate con modalità e termini prestabiliti su appositi registri IVA: registro delle fatture emesse, registro dei corrispettivi e registro degli acquisti.

L’art. 12 del D.L. n. 119/2018, convertito dalla L. n. 136/2018, in un’ottica di semplificazione, ha modificato i termini di registrazione delle fatture emesse, disponendo che – per tutte le tipologie di fattura (immediata e differita) – l’annotazione nel registro delle fatture emesse deve essere eseguita entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione. In via di eccezione, per le cessioni di beni in triangolazione, le fatture continuano a dover essere emesse entro il mese successivo a quello di consegna/spedizione dei beni, con registrazione entro il giorno 15 del mese successivo a quello di emissione del documento e con riferimento al medesimo mese.

Peraltro, dal 1° luglio 2019 è consentita l’emissione delle fatture entro 10 giorni dall’effettuazione delle operazioni, ferma restando l’esigibilità dell’imposta, di regola coincidente con il momento di effettuazione dell’operazione. Chi si avvale della possibilità di emettere la fattura in una data diversa da quella di effettuazione dell’operazione ne deve dare evidenza in fattura ( art. 9 del D.L. n. 119/2018).

Con il successivo art. 13 del D.L. n. 199/2018 è stato, invece, abrogato l’obbligo di numerazione progressiva delle fatture di acquisto, che si considera automaticamente assolto per le fatture elettroniche inviate tramite Sistema di Interscambio.

In considerazione, inoltre, della definizione dei nuovi termini per l’emissione delle fatture e dei tempi di ricezione della fattura elettronica, che potrebbe venire recapitata al cessionario/committente oltre il periodo in cui l’imposta diviene esigibile, l’art. 14 del D.L. n. 119/2018 ha modificato l’art. 1, comma 1, del D.P.R. n. 100/1998, prevedendo che, entro il giorno 16 di ciascun mese, possa essere esercitato il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai documenti di acquisto ricevuti e annotati entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione. Sono esclusi dalla disposizione i documenti relativi a operazioni effettuate nell’anno precedente.

Con la L. 383/2001 è stato soppresso l’obbligo di bollatura iniziale dei registri IVA: è sufficiente siano numerati progressivamente in ogni pagina.

Operazioni imponibili IVA e relative aliquote

L'IVA è un'imposta generale sui consumi che “colpisce” l'incremento di valore che un bene o un servizio acquista ad ogni passaggio economico, a partire dalla produzione fino ad arrivare al consumo finale del bene o del servizio.

Le condizioni che, in generale, devono essere rispettatate affinchè un'operazione sia assoggettata all’imposta sono le seguenti:

  • presupposto soggettivo: le operazioni devono essere effettuate nell'esercizio di imprese, arti e professioni (non è quindi applicabile nelle operazioni effettuate tra privati);
  • presupposto oggettivo: deve trattarsi di una cessione di beni o di una prestazione di servizi;
  • presupposto territoriale: le operazioni devono essere effettuate all'interno dello Stato italiano

Al fine della determinazione del momento impositivo dell’imposta (e quindi della sua applicazione) le operazioni si considerano effettuate:

a) per le cessioni di immobili, quando viene stipulato l'atto o al più tardi al verificarsi del trasferimento della proprietà o di altro diritto  reale del bene

b) per le cessioni dei beni mobili, quando avviene la consegna o la spedizione del bene o al più tardi quando si verifica l'effetto traslativo del diritto di proprietà

c) per i servizi, all'atto del pagamento; nel caso di pagamento anticipato l'operazione si considera già effettuata al momento del pagamento in relazione all'importo pagato

d)  in generale si considerano comunque effettuate, a prescindere da quanto sopra, le operazioni per le quali è stata emessa la fattura.

        Le operazioni passive e attive,  in base alla loro imponibilità, o meno, all'IVA possono essere così classificate:

  • Imponibili: quando soddisfano tutte le condizioni di cui sopra e quindi sono assoggettate all'imposta;
  • Fuori campo IVA: quando mancano uno o più requisiti per l’applicazione dell'imposta di cui sopra oppure quando vi è una espressa disposizione di legge. Nel primo caso l'imposta non ha i requisiti per l'applicazione del tributo; nel secondo caso, l'imposta pur avendo tutti i requisiti è esclusa dal legislatore dall'applicazione del tributo. Le operazioni fuori campo IVA (tra cui si ricordano le cessioni che hanno per oggetto denaro, le cessioni ed i conferimenti in società, ecc..) non sono, di regola, soggette alla disciplina e agli adempimenti previsti quali fatturazione e dichiarazione annuale;
  • Non imponibili: costituiscono tipico esempio di tale casistica le cessioni all'esportazione. Non sono soggette all'imposta ma devono rispettare gli altri obblighi formali e di registrazione imposti dalla normativa IVA;
  • Esenti: quando soddisfano i tre requisiti di cui sopra, ma sono escluse per espressa previsione normativa, così, ad esempio: le prestazioni mediche, odontoiatriche, le operazioni di assicurazione, ecc..., si tratta comunque di operazioni soggette ad obblighi di fatturazione e registrazione.

L’articolo 40, comma 1-ter del decreto legge 6 luglio 2011 n. 98 (come da ultimo modificato dall’art. 11, comma 1, lett. a) del decreto legge 28 giugno 2013, n. 76) ha disposto l’aumento dell’aliquota Iva ordinaria dal 21 al 22% a decorrere dal 1° ottobre 2013, cui si affiancano due aliquote ridotte (4% 10%).

Le aliquote del 4%, 5% e del 10% sono, di regola, aliquote applicabili solo in presenza delle condizioni poste dalle varie norme, in funzione della tipologia del bene o del servizioe/ o dei requisiti del sessionario/committente. L’applicazione di queste aliquote deve pertanto essere formalmente richiesta (dall’acquirente o committente) sotto la sua responsabilità, o comunque riscontrabile e fondata su situazioni legislative oggettive.

In estrema sintesi riportiamo un breve e parziale elenco delle operazioni di beni e servizi imponibili a cui è possibile applicare l’aliquota IVA ridotta:

  • aliquota 4%: costruzioni di fabbricati non di lusso aventi le caratteristiche della legge Tupini, in cui i committenti siano imprese di costruzione, comprese le cooperative edilizie e consorzi; costruzione di interi fabbricati nei confronti di committenti con i requisiti "prima casa" purchè si tratti di edifici aventi le caratteristiche della legge Tupini; realizzazione di opere direttamente finalizzate al superamento o alla eliminazione delle barriere architettoniche; acquisto di apparecchi di ortopedia, protesi, etc;
  • aliquota 5% (prestazioni socio-sanitarie, assistenziali ed educative rese dalle cooperative sociali e loro consorzi in favore di “soggetti svantaggiati”, ossia di anziani ed inabili adulti, tossicodipendenti e malati di AIDS, handicappati psicofisici, minori, anche coinvolti in situazioni di disadattamento e di devianza, persone migranti, senza fissa dimora, richiedenti asilo, persone detenute, donne vittime di tratta a scopo sessuale e lavorativo);
  • aliquota 10%: acquisto di energia elettrica ad uso domestico; energia elettrica e gas per uso di imprese estrattive, agricole e manifatturiere; costruzione di case di abitazione non di lusso verso committenti che non godono dei requisiti "prima casa"; somministrazione di alimenti e bevande, etc.

Con specifico riguardo all’aliquota del 5%, si ricorda che la stessa è stata introdotta dall’art. 1, comma 960, della L. n. 208/2015 (Legge di Stabilità 2016) per le prestazioni socio-sanitarie, assistenziali ed educative, di cui ai n. 18), 19), 20), 21) e 27-ter) dell’art. 10, comma 1, del D.P.R. n. 633/1972, rese da cooperative sociali e loro consorzi in favore di specifiche categorie di soggetti, sia direttamente che in esecuzione di contratti di appalto, convenzioni e concessioni.

A seguito delle novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2016:

  • le prestazioni socio-sanitarie, assistenziali ed educative rese dalle cooperative sociali, sia direttamente che in esecuzione di contratti di appalto o di convenzioni in genere, sono imponibili ad IVA, seppure con l’aliquota ridotta del 5%;
  • le prestazioni socio-sanitarie, assistenziali ed educative, se effettuate da cooperative “generiche” divenute ONLUS “di fatto” previa iscrizione nell’apposita Anagrafe , oppure dagli altri soggetti elencati nel n. 27-ter) dell’art. 10, comma 1, del D.P.R. n. 633/1972, continuano ad essere esenti dal tributo se rese direttamente in favore dei “soggetti svantaggiati”; qualora tali prestazioni siano, invece, rese sulla base di appalti o convenzioni con soggetti terzi sono soggette all’aliquota IVA ordinaria (22%);
  • le prestazioni socio-sanitarie, assistenziali ed educative rese da cooperative non sociali (e che non sono diventate ONLUS “di fatto”), o da altri soggetti non rientranti tra quelli elencati nel n. 27-ter) dell’art. 10, comma 1, del D.P.R. n. 633/1972, continuano ad essere soggette all’aliquota IVA ordinaria (22%), se fornite direttamente ai “soggetti svantaggiati” oppure in virtù di contratti di appalto o di convenzioni in genere con soggetti terzi.

Ai sensi dell’art. 1, comma 963, della Legge di Stabilità 2016, la nuova aliquota IVA del 5% si applica alle operazioni effettuate sulla base di contratti stipulati, rinnovati o prorogati successivamente al 1° gennaio 2016. Atteso, quindi, che le modifiche all'attuale sistema si applicano relativamente ai contratti stipulati dopo il 31 dicembre 2015, per le operazioni compiute in base a contratti stipulati entro tale data e ancora in essere, le cooperative sociali e loro consorzi continuano ad applicare l’aliquota IVA del 4% o il regime di esenzione, in base all’opzione già effettuata ai sensi della normativa allora vigente. La nuova disciplina si applica anche con riferimento ai rinnovi, sia espressi che taciti, nonché alle proroghe che intervengono successivamente alla predetta data del 31 dicembre 2015, anche se riferiti a contratti conclusi tra le parti prima di tale data; a tal fine, per individuare, sotto il profilo temporale, la disciplina applicabile, si fa riferimento alla data della stipula, del rinnovo o della proroga dei contratti in argomento, che avvengono, generalmente, a conclusione delle procedure di affidamento esperite e a seguito dell’adozione delle relative delibere da parte dell’ente concedente (circolare dell’Agenzia delle Entrate 15 luglio 2016, n. 31, § 4).

Stampato il 24/04/2019 alle 19.46
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