Guida adempimenti PMI



I registri IVA obbligatori


Registro delle vendite

Il registro delle fatture emesse (art.23 del DPR 633/1972) è obbligatorio per tutti i soggetti, salvo alcune eccezioni (es. i commercianti al minuto, nel caso in cui tengano il registro dei corrispettivi).

In questo registro le fatture emesse devono essere annotate nell’ordine della loro numerazione e con riferimento alla loro data di emissione, inoltre per ciascuna fattura occorre indicare:

  • il numero progressivo;
  • la data di emissione;
  • le generalità del cliente (nome e cognome se non si tratta di società o ente), ovvero del cedente o prestatore in caso di autofatture, di cui all'art.17 del DPR 633/1972;
  • l’ammontare imponibile dell’operazione o delle operazioni;
  • l’IVA divisa per aliquote e in mancanza la norma di esclusione/esenzione.

L’obbligo di annotare le fatture emesse con riferimento alla data di emissione assume rilevanza ai fini della liquidazione periodica dell’IVA, infatti la data del documento è prevalente rispetto alla registrazione che può avvenire anche in data  successiva.

Il termine di registrazione varia in base al sistema di fatturazione adottato:

  • le fatture immediate devono essere annotate entro 15 giorni dalla data di emissione (per es. una fattura datata 25 gennaio 2015 deve essere registrata entro il 9 febbraio 2015, ma il documento rientra nella liquidazione IVA del mese di gennaio);
  • le fatture differite devono essere annotate entro il giorno 15 del mese successivo a quello di consegna dei beni. In questo caso l’IVA a debito partecipa però alla liquidazione del mese nel quale  è avvenuta la consegna dei beni (es. una fattura differita datata 12 febbraio 2015 - relativa alle consegne effettuate nel mese di gennaio - può essere registrata entro il 15 di febbraio, ma deve essere conteggiata ai fini della liquidazione IVA del mese di gennaio, mese della consegna dei beni). Per evitare errori, è consigliabile quindi emettere le fatture differite sempre entro l’ultimo giorno del mese.

L’art. 12 del D.L. n. 119/2018, modificando l’art. 23 del D.P.R. n. 633/1972, ha previsto il differimento del termine di registrazione delle fatture emesse, che dall’attuale termine di 15 giorni dalla data di emissione della fattura, passa alla registrazione entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

La novità tiene anche conto del nuovo termine per l’emissione delle fatture, previsto dall’art. 11 del D.L. n. 119/20918. Dal 1° luglio 2019, infatti, la fattura potrà essere emessa entro 10 giorni dall’effettuazione dell’operazione, nel qual caso occorrerà darne evidenza nel documento.

E' comunque valida la disposizione di carattere generale secondo cui, quando la registrazione è effettuata con sistemi informatici, è considerata regolare se avviene su supporto magnetico entro 60 giorni dall’operazione (mantenendo però l’inclusione delle fatture nella liquidazione relativa alla loro data di emissione).

 

Registro dei corrispettivi

Il registro dei corrispettivi (art.24 del DPR 633/1972) deve essere tenuto dai commercianti al minuto e dagli altri soggetti ad essi assimilati che certificano i corrispettivi con ricevute fiscali e scontrini fiscali e non emettono fattura, se non a richiesta del cliente, non oltre il momento di effettuazione dell’operazione.

Nel registro deve essere indicato l’ammontare globale dei corrispettivi relativi a tutte le operazioni effettuate in ciascun giorno (il totale degli scontrini del giorno è rilevabile dallo scontrino di chiusura giornaliera e il totale delle ricevute fiscali del giorno deve essere conteggiato rilevando i dati dalle copie dei documenti emessi) entro il giorno successivo non festivo.

Qualora il registro dei corrispettivi sia tenuto in un luogo diverso da quello di svolgimento dell’attività di vendita, i commercianti al minuto devono riportare le indicazioni previste per il registro stesso in un registro prima nota corrispettivi tenuto presso il punto o i punti vendita.

È sempre richiesta l’indicazione distinta dei seguenti dati:

  • importi imponibili (comprensivi dell’imposta e  suddivisi per aliquota applicabile);
  • importi non imponibili;
  • importi esenti.

Per completezza ricordiamo che l’art. 16 DL 185/2008 ha previsto l’abrogazione dellart. 37 DL n. 223/2006 (commi da 33 a 37-ter) che avevano previsto l’obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi per tutti i soggetti che esercitano attività commerciale al minuto, e assimilate.

L’art. 15 DPR 435/2001, inoltre, ha eliminato l’obbligo di allegare al registro dei corrispettivi gli scontrini riepilogativi giornalieri.

 

Registro degli acquisti

Sul registro degli acquisti (art.25 del DPR 633/1972) vanno annotate, dopo averle numerate progressivamente (per anno solare), le fatture e le bollette doganali ricevute relative ai beni e ai servizi acquistati o importati nell’esercizio dell’impresa. L’art. 13 del D.L. n. 119/2018 ha abolito l’obbligo di numerazione progressiva delle fatture d’acquisto. 

Secondo la disciplina anteriore alle modifiche introdotte dal D.L. n. 50/2017, l'annotazione doveva avvenire anteriormente alla liquidazione periodica, ovvero alla dichiarazione annuale, nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta.

L’imprenditore, dunque, una volta ricevuta la fattura di acquisto, poteva liberamente decidere in quale mese effettuare la registrazione del documento per poi portarsi in detrazione l’imposta nella corrispondente liquidazione periodica IVA (è ovvio che è interesse dell’imprenditore registrare con tempestività le fatture d’acquisto per poter usufruire della detrazione dell’IVA).

Era inoltre previsto che, il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati nasce nel momento in cui l’imposta diviene esigibile e termina alla data di presentazione della dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione è sorto.

Il D.L. n. 50/2017 ha modificato i termini entro cui è possibile detrarre l’IVA, stabilendo che, per le fatture e le bollette doganali emesse dal 1° gennaio 2017, la detrazione può essere esercitata, al più tardi, con la dichiarazione annuale relativa all’anno in cui il diritto è sorto, restando fermo che la detrazione deve essere esercitata alle condizioni esistenti al momento in cui il diritto è sorto. Correlativamente, è stato previsto che le fatture d’acquisto devono essere annotate anteriormente alla liquidazione periodica nella quale è esercitato il diritto alla detrazione e, comunque, entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno.

Come chiarito dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 1 del 2018, l’applicazione dei principi unionali determina, in sede di coordinamento degli artt. 19 e 25 del D.P.R. n. 633/1972, come riformulati dal D.L. n. 50/2017, che il dies a quo dell’esercizio della detrazione coincide con il momento in cui, in capo al cessionario/committente, si verifica la duplice condizione dell’avvenuta esigibilità dell’imposta e del possesso della fattura redatta conformemente alle disposizioni di cui all’art. 21 del D.P.R. n. 633/1972. È da tale momento che il cessionario/committente può operare, previa registrazione della fattura, la detrazione dell’imposta, purché entro la data di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui si sono verificati entrambi i menzionati presupposti e con riferimento al medesimo anno.

Da ultimo, in considerazione della definizione dei nuovi termini per l’emissione delle fatture e dei tempi di ricezione della fattura elettronica, che potrebbe venire recapitata al cessionario/committente oltre il periodo in cui l’imposta diviene esigibile, l’art. 14 del D.L. n. 119/2018 ha modificato l’art. 1, comma 1, del D.P.R. n. 100/1998, prevedendo che, che entro il giorno 16 di ciascun mese, possa essere esercitato il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai documenti di acquisto ricevuti e annotati entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione. Sono esclusi dalla disposizione i documenti relativi a operazioni effettuate nell’anno precedente.

Sul registro degli acquisti, per ciascun documento, occorre indicare:

  • la data della fattura;
  • il numero progressivo attribuito (obbligo abolito dall’art. 13 del D.L. n. 119/2018);
  • le generalità del fornitore;
  • l’ammontare dell’operazione, distinguendo gli importi imponibili soggetti ad aliquote Iva diverse ovvero non imponibili o esenti;
  • l’IVA secondo l’aliquota applicabile, ovvero il titolo di inapplicabilità e la relativa norma.

 

Divieto di stampa dei registri IVA tenuti con modalità elettroniche

La tenuta dei registri delle fatture emesse e degli acquisti con sistemi elettronici è, in ogni caso, considerata regolare in difetto di trascrizione su supporti cartacei, nei termini di legge, se in sede di accesso, ispezione o verifica gli stessi risultano aggiornati sui predetti sistemi elettronici e vengono stampati a seguito della richiesta avanzata dagli organi procedenti ed in loro presenza (art. 7, comma 4-quater, del D.L. n. 357/1994, introdotto in sede di conversione del D.L. n. 147/2017 nella L. n. 172/2017).

In pratica, in deroga alla previsione dell’art. 7, comma 4-ter, del D.L. n. 357/1994, i registri IVA delle fatture emesse e degli acquisti possono essere tenuti con sistemi elettronici senza che sia necessaria la relativa stampa nei tre mesi successivi al termine di presentazione della dichiarazione dei redditi. Resta tuttavia necessario, in caso di accesso, ispezione o verifica, che gli stessi siano aggiornati e che sia possibile procedere alla relativa stampa su richiesta degli organi procedenti ed in loro presenza.

Stampato il 15/09/2019 alle 08.02
http://guide.directio.it/guide-interattive/guida-adempimenti-pmi/indice/adempimenti-periodici/08-gestione-adempimenti-fiscali/08_07-i-registri-iva-obbligatori.aspx