Guida adempimenti PMI



Rimborso del credito IVA infrannuale


Il credito IVA maturato in ciascuno dei primi 3 trimestri dell’anno può essere chiesto a rimborso o compensato quando sia di importo superiore a 2.582,28 euro e si verifica almeno una delle seguenti condizioni (art. 38 bis DPR 633/72):

  • si esercitano esclusivamente o prevalentemente attività che comportano l’effettuazione di operazioni soggette ad imposta con aliquote inferiori a quelle dell’imposta relativa agli acquisti e alle importazioni, tale possibilità è stata estesa anche alle operazioni in reverse charge e a quelle in regime di split payment;

  • si effettuano operazioni non imponibili per un valore superiore al 25% del volume d’affari;
  • si effettuano acquisti ed importazioni di beni ammortizzabili per un ammontare superiore ai due terzi dell’ammontare complessivo degli acquisti e delle importazioni di beni e servizi imponibili ai fini dell’imposta sul valore aggiunto. Al riguardo si precisa che tra i beni ammortizzabili non si considerano i canoni di leasing di beni strumentali; in tal caso il diritto al rimborso dell’IVA viene riconosciuto solo alla società concedente in quanto proprietaria dei beni (Ris. n. 392/E del 23/12/2007);
  • soggetti non residenti che si avvalgono di un rappresentante fiscale ovvero identificati direttamente;
  • dal 17 marzo 2012 (Legge Comunitaria n. 217 del 15 febbraio 2011) il rimborso Iva infrannuale può essere richiesto anche dai soggetti che effettuano in un trimestre solare, nei confronti di soggetti passivi non stabiliti in Italia, operazioni attive per un importo superiore al 50% di tutte le operazioni effettuate, riferite alle seguenti attività: prestazioni di lavorazione relative a beni mobili materiali; prestazioni di trasporto di beni e relative prestazioni di intermediazione; prestazioni di servizi accessori ai trasporti di beni e relative prestazioni di intermediazione; prestazioni indicate nell’art.19, c.3, lettera a-bis del Dpr n. 633/1972.

In presenza di un credito IVA maturato nel trimestre il contribuente potrà quindi:

  1. se non rientra nelle casistiche sopra descritte, portare il credito in detrazione per il periodo successivo;
  2. se rientra in almeno una delle casistiche sopra esposte:
    • chiederne il rimborso o comunicare la richiesta di compensazione presentando, entro il mese successivo al trimestre in cui è maturato il credito e per via telematica, l’apposito modello (Modello IVA TR) approvato dall’Agenzia delle Entrate
    • conseguentemente, utilizzare il credito chiesto in compensazione direttamente sui modelli di pagamento F24

Dal 2014 i crediti IVA trimestrali sono soggetti al limite di euro 700.000,00 (aumentato ad euro 1.000.000,00 per i subappaltatori in edilizia che nell’anno solare precedente hanno realizzato un volume d’affari costituito per almeno l’80% da prestazioni in subappalto sottoposte a reverse charge) solo se utilizzati in compensazione, mentre non vi sono limiti se chiesti a rimborso. 

Integrazione del Modello TR

Non si ravvisano ostacoli di tipo normativo o procedurale per consentire l’integrazione/rettifica del Modello TR entro il 30 aprile di ogni anno o, comunque, entro il diverso termine di scadenza della dichiarazione annuale al fine di integrare/modificare elementi che non incidano sulla destinazione e/o sull’ammontare del credito trimestrale, ovviamente a condizione che l’eccedenza detraibile non sia già stata rimborsata o compensata.

Nell’evenienza considerata non è neppure necessario presentare una dichiarazione IVA “sostitutiva nei termini”, in quanto gli elementi modificati non incidono sul contenuto della dichiarazione annuale.

L’integrazione/correzione degli elementi non costituisce, altresì, errore soggetto a sanzione, salvo che – con riferimento al visto di conformità – si sia proceduto ad utilizzare in compensazione il credito infrannuale in presenza di un Modello TR carente del visto. In tal caso, infatti, essendosi verificato un utilizzo improprio del credito, in violazione della previsione dell’art. 10, comma 1, lett. a), n. 7), del D.L. n. 78/2009, si applicherà la sanzione dell’art. 13, comma 4, del DLgs. n. 471/1997, ferma restando la possibilità di avvalersi dell’istituto del ravvedimento operoso (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate 14 novembre 2018, n. 82).

Rimborsi in via prioritaria

La L. 296/2006 ha previsto la possibilità di individuare, con decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, categorie di contribuenti per i quali i rimborsi annuali ed infrannuali sono eseguiti in via prioritaria entro tre mesi dalla richiesta.

Al riguardo, il D. del 18 luglio 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 23 agosto 2007, ha individuato quale categoria che può usufruire del “rimborso accelerato” quella degli operatori economici che svolgono le attività rientranti nella classificazione delle attività economiche ATECO2007 24.43.00 (produzione di zinco, piombo e stagno e semilavorati), per i quali sussistano i presupposti di cui all'art. 30 D.P.R. n. 633 del 1972.

Ricordiamo che i primi soggetti a poter beneficiare della nuova corsia preferenziale sono stati i subappaltatori che operano nel settore edile e che effettuano prevalentemente prestazioni di servizi con applicazione del meccanismo dell'inversione contabile (reverse charge). Il D. 25 maggio 2007 ha poi esteso ulteriormente l'ambito di applicazione della normativa, ai contribuenti che effettuano l'attività di recupero e preparazione per il riciclaggio di cascami e rottami metallici, individuati dal codice di classificazione delle attività economiche ATECO 38.31.10 e 38.32.10 (cosiddetti "ferrosi").

In linea di massima, per tutte le categorie di soggetti interessati al “rimborso accelerato” vale quanto previsto dal D.MEF. del 22 marzo 2007 , che prevede come i contribuenti possano usufruire del nuovo canale privilegiato nell’ottenimento dei rimborsi unicamente quando soddisfano, al momento della richiesta, tutte le seguenti condizioni:

  • esercizio dell'attività da almeno tre anni;
  • eccedenza detraibile richiesta a rimborso d'importo pari o superiore a 10.000 euro, in caso di rimborso annuale, e a 3.000 euro, in caso di rimborso trimestrale;
  • eccedenza detraibile richiesta a rimborso di importo pari o superiore al 10% dell'importo complessivo dell'imposta assolta sugli acquisti e sulle importazioni effettuati nell'anno o nel trimestre a cui si riferisce il rimborso richiesto.

I soggetti passivi che effettuano operazioni soggette a "scissione dei pagamenti" (cd. split payment) rientrano nei casi di erogazione dei rimborsi Iva in via prioritaria (art.38-bis, comma 10 DPR 633/1972), a partire dalla richiesta relativa al primo trimestre 2015 per un ammontare non superiore all'Iva applicata in regime di split payment (Decreto MEF del 23 gennaio 2015). Tuttavia per tali soggetti non è necessario il rispetto delle condizioni elencate sopra ai fini del rimborso accelerato, come previsto dal Decreto MEF del 20 febbraio 2015.

In particolare, la Circolare 15/E del 13 aprile 2015 ha chiarito che le operazioni soggette a split payment rientrano nel caso a) dell'art.30 del DPR 633/1972, ossia tra i casi di diritto al rimborso Iva in seguito a calcolo dell'aliquota media. In sostanza, il fornitore avrà diritto al rimborso Iva annuale o infrannuale (eccedenza di importo superiore a 2.582 Euro) quando l'aliquota media delle operazioni attive effettuate nel periodo di riferimento è inferiore a quella dell'Iva sugli acquisti ed importazioni. Nella fattispecie le operazioni da split payment si considerano ad aliquota 0. Di per sè, dunque, l'effettuazione delle operazioni in oggetto non costituisce un presupposto sufficiente e autonomo per la richiesta dell'Iva a rimborso. Il rimborso prioritario non può comunque eccedere l'ammontare dell'Iva applicata in rivalsa nelle operazioni da split payment effettuate nel periodo in cui si è formata l'eccedenza d'imposta detraibile e di cui viene richiesto il rimborso. E' possibile, dunque, che solo una parte dell'Iva richiesta a rimborso sia soggetta ad esecuzione prioritaria.

Codice da indicare nel modello TR

Nella sezione 3 del quadro TD del modello TR, che deve essere presentato per la richiesta del rimborso del credito IVA trimestrale o di comunicazione del suo utilizzo in compensazione “orizzontale”, nel campo “Erogazione prioritaria”, occorre indicare il codice riportato nella tabella che segue.

Le novità del Decreto Semplificazioni (DLgs 175/2014)

L'articolo 13 del decreto n° 175 del 2014 (Decreto Semplificazioni), pubblicato in data 27 novembre 2014 su Gazzetta ufficiale n° 277 in materia di rimborsi IVA  ha modificato l'articolo 38-bis del Dpr 633 del 1972.

Le modifica apportate sono le seguenti:

  • Il rimborso deve essere effettuato nel termine massimo di 3 mesi dalla presentazione della dichiarazione e non più entro 3 mesi dalla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione;
  • Per i rimborsi inferiori ai 15.000 euro (30.000 euro a seguito della modifica operata dall’art. 7-quater, comma 32, del D.L. n. 193/2016) è stato eliminato l'obbligo di presentazione delle garanzie. Si ricorda che il limite di 15.000 euro (ora 30.000,00 euro) è da intendersi riferito non alla singola richiesta, ma alla somma delle richieste di rimborso effettuate per l’intero periodo d’imposta (circolare dell’Agenzia delle Entrate 30 dicembre 2014, n. 32, § 2.1);
  • Per i rimborsi di ammontare superiore ai 15 mila euro (30.000 euro a seguito della modifica operata dall’art. 7-quater, comma 32, del D.L. n. 193/2016) non vi è l'obbligo di presentare garanzie qualora:
    • un professionista apponga il visto di conformità sulla dichiarazione o istanza di rimborso trimestrale;
    • oppure, nel caso in cui la società sia sottoposta a controllo contabile, il revisore contabile sottoscriva una dichiarazione ai sensi dell'art. 10 comma 7 del Dl 78/2009. In questo caso è anche necessario allegare una "dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà" con si attesta:
      • patrimonio netto non diminuito di oltre il 40% rispetto a quanto emerso dall’ultimo periodo d’imposta; la consistenza degli immobili non si è ridotta rispetto alle risultanze dell'ultimo periodo di imposta di oltre il 40% per cessioni non effettuate nella norma gestione dell’attività esercitata; l’attività non si è cessata ne si è ridotta per effetto di cessioni di aziende o rami di aziende;
      • non risultino cedute, nell’anno precedente alla richiesta, azioni o quote della società per un ammontare superiore al 50% del capitale sociale;
      • versamenti previdenziali e assicurativi versati correttamente.

Resta comunque necessaria la presentazione delle garanzie per alcune tipologie di contribuenti:

  • soggetti passivi che esercitano attività d’impresa da meno di 2 anni, diversi dalle start-up innovative;
  • soggetti passivi che nei 2 anni precedenti la richiesta di rimborso, hanno ricevuto notifica di avvisi di accertamento o di rettifica da cui risulti, per ciascun anno, una differenza tra gli importi accertati e quelli dell'imposta dovuta o del credito dichiarato superiore
    • al 10% degli importi dichiarati se questi non superano 150.000 €;
    • al 5% degli importi dichiarati se questi sono compresi tra 150.000 € e 1.500.000 €;
    • al 1% degli importi dichiarati, se gli importi superano i 1.500.000 €.
  • soggetti che presentano la dichiarazione da cui emerge il credito priva del visto di conformità o della sottoscrizione alternativa, o non presentano la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà;
  • soggetti che chiedono il rimborso dell’eccedenza detraibile risultante all’atto della cessazione dell’attività.

La garanzia

La garanzia deve essere prestata per 3 anni dall’esecuzione del rimborso, o se inferiore, "al periodo mancante al termine di decadenza dell'accertamento, sotto forma di cauzione in titoli di Stato o garantiti dallo Stato, al valore di borsa, ovvero di fideiussione rilasciata da una banca o da una impresa commerciale che a giudizio dell'Amministrazione finanziaria offra adeguate garanzie di solvibilita' ovvero di polizza fideiussoria rilasciata da un'impresa di assicurazione".

Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate sono definite le ulteriori modalità e termini per l'esecuzione dei rimborsi inclusi quelli per la richiesta dei rimborsi relativi a periodi inferiori all'anno e per la loro esecuzione.

Nei confronti dei soggetti passivi che prestano la garanzia richiesta per il rimborso IVA è riconosciuta una somma a titolo di ristoro forfettario dei costi sostenuti per il rilascio della garanzia di ammontare pari allo 0,15% dell'importo garantito per ogni anno di durata della garanzia. Tale somma è versata alla scadenza del termine per  l'emissione dell'avviso di rettifica o di accertamento ovvero, in caso di emissione di tale avviso, quando sia stato definitivamente accertato che al contribuente spettava il rimborso dell'imposta. Inoltre, l’indennizzo è riconosciuto a decorrere dalle richieste di rimborso fatte con la dichiarazione annuale dell'IVA relativa all'anno 2017 e dalle istanze di rimborso infrannuale relative al primo trimestre dell'anno 2018 (art. 7 della L. n. 167/2017).

Rimborsi IVA in conto fiscale “centralizzati”

A decorrere dal 1° gennaio 2018, i rimborsi da conto fiscale sono pagati direttamente dalla “struttura di gestione” (art. 1, comma 4-bis, del D.L. n. 50/2017).

La competenza al pagamento dei rimborsi in conto fiscale, già attribuita all’Agenzia delle Entrate – Riscossione, è stata assegnata alla struttura di gestione avente il compito di attribuire agli enti destinatari le somme a ciascuno di essi spettanti, tenendo conto dell’eventuale compensazione eseguita dai contribuenti con il Modello F24.

Il D.M. 22 dicembre 2017 ha dettato le disposizioni attuative.

Fermo restando le nuove disposizioni si applicano ai rimborsi da conto fiscale pagati ai contribuenti a partire dal 1° gennaio 2018, a prescindere dal periodo d’imposta a cui si riferiscono, da tale data le contabilità speciali per l’effettuazione dei rimborsi da conto fiscale sono chiuse, restando temporaneamente aperte nel caso di pignoramenti in essere al 31 dicembre 2017 sino al completamento delle procedure esecutive.

Riguardo alla nuova procedura, la struttura di gestione, utilizzando le risorse finanziarie disponibili sulla contabilità speciale n. 1778 “Agenzia delle entrate - Fondi di bilancio”, effettua mediante accreditamento su conto il pagamento dei rimborsi da conto fiscale, sulla base delle informazioni messe a disposizione dagli uffici e dagli ambiti provinciali. In fase di predisposizione dell’accreditamento, la struttura di gestione aggiunge all’importo da rimborsare gli eventuali interessi di cui all’art. 78, comma 33, lett. a), della L. n. 413/1991, maturati successivamente alla trasmissione dei dati di cui all’art. 4, comma 1, e alle disposizioni dei rimborsi di cui all’art. 5 del D.M. 22 dicembre 2017.

La struttura di gestione comunica gli esiti dell’attività di accreditamento dei rimborsi agli ambiti provinciali e, nel caso di mancato accredito, l’ufficio o l’ambito provinciale, per le attività di rispettiva competenza, si attiva per l’eliminazione delle cause che hanno determinato il mancato accredito.

Eventuali variazioni delle generalità dei beneficiari, ivi comprese quelle derivanti da cessioni di credito, e dei codici IBAN dei conti sui quali accreditare i rimborsi, continuano ad essere comunicate dai beneficiari, secondo le vigenti disposizioni, esclusivamente agli ambiti provinciali e agli uffici territorialmente competenti in relazione al rimborso.

Il disegno di legge europea 2017, approvato dal Consiglio dei ministri, al fine di superare le censure della Commissione europea, esplicitate nella procedura di infrazione n. 2013/4080, ha previsto il riconoscimento, a favore dei soggetti passivi che chiedono il rimborso IVA, di un indennizzo forfetario pari allo 0,15% dell’importo garantito per ogni anno di durata della garanzia. Tale somma, versata alla scadenza dei termini per l’emissione dell’avviso di rettifica o di accertamento, ovvero – in caso di emissione del predetto avviso – quando sia stato definitivamente accertato che al contribuente spettava il rimborso dell’imposta:

  • intende porre rimedio al costo sostenuto dai contribuenti per prestare la garanzia finanziaria (es. fideiussione) richiesta ai fini dell’erogazione del rimborso;
  • si applica a decorrere dalle richieste di rimborso fatte con la dichiarazione relativa all’anno 2017 e dalle istanze di rimborso infrannuale relative al primo trimestre dell’anno 2018.
Stampato il 15/09/2019 alle 07.26
http://guide.directio.it/guide-interattive/guida-adempimenti-pmi/indice/adempimenti-periodici/08-gestione-adempimenti-fiscali/08_11-rimborso-del-credito-iva-infrannuale.aspx