Guida adempimenti PMI



Comunicazione delle fatture emesse e ricevute e delle liquidazioni IVA


Comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute

L’art. 4, comma 1, del D.L. n. 193/2016 ha modificato l’art. 21 del D.L. n. 78/2010, sostituendo il cd. “spesometro” con una nuova comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute avente periodicità trimestrale, anziché annuale.

Il nuovo adempimento ha efficacia a partire dal periodo d’imposta 2017, per cui per l’anno 2016 rimane immutato l’obbligo di presentare lo “spesometro” disciplinato dal previgente art. 21 del D.L. n. 78/2010 entro l’ordinaria scadenza del 10 o del 20 aprile 2017, a seconda della periodicità della liquidazione IVA dei contribuenti (mensile o trimestrale).

I contribuenti che non hanno esercitato l’opzione per la trasmissione telematica dei dati delle fatture emesse e ricevute di cui all’art. 1, comma 3, del DLgs. n. 127/2015 possono utilizzare il Sistema di Interscambio (SdI) per emettere o ricevere fatture elettroniche, nel qual caso i relativi dati sono acquisiti dall’Agenzia delle Entrate (circolare dell’Agenzia delle Entrate 7 febbraio 2017, n. 1, § 5).

Nell’ambito di Telefisco 2017 è stato chiarito che l’obbligo di comunicazione non sussiste in assenza di fattura. L’art. 21 del D.L. n. 78/2010, nella versione in vigore prima delle modifiche operate dal D.L. n. 193/2016, prevedeva l’obbligo di comunicazione telematica delle operazioni solo se di importo non inferiore ad euro 3.600, comprensivo di IVA. Tuttavia, il venire meno di tale previsione implica che nessun obbligo di trasmissione sia ora previsto per le operazioni attive e passive non documentate da fattura, qualunque ne sia l’importo.

Soggetti interessati

Sono tenuti ad adempiere al nuovo obbligo di comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute tutti i soggetti passivi IVA. Fanno eccezione:

  • i soggetti che si avvalgono del regime forfettario di cui all’art. 1, commi da 54 a 89, della L. 190/2014 (Legge di Stabilità 2015);
  • i contribuenti minimi di cui all’art. 27, commi 1 e 2, del D.L. n. 98/2011;
  • fino al 31.12.2017, i produttori agricoli in regime di esonero di cui all’art. 34, comma 6, del D.P.R. n. 633/1972, ove situati nelle zone montane di cui all’art. 9 del D.P.R. n. 601/1973, vale a dire:

- nei terreni situati ad una altitudine non inferiore a 700 metri sul livello del mare e di quelli rappresentati da particelle catastali che si trovano soltanto in parte alla predetta altitudine;

- nei terreni compresi nell'elenco dei territori montani compilato dalla commissione censuaria centrale;

- nei terreni facenti parte di comprensori di bonifica montana.

Lo svolgimento dell’attività agricola nei predetti terreni non deve essere esclusiva, per cui – come indicato dalla risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 105/2017 – rientrano nell’esonero i produttori agricoli che operano in terreni ubicati in misura maggiore al 50% in zone montane;

  • dall’1.1.2018, i produttori agricoli in regime di esonero di cui all’art. 34, comma 6, del D.P.R. n. 633/1972, indipendentemente dal luogo di svolgimento dell’attività agricola (art. 11, commi 2-ter e 2-quater, del D.L. n. 87/2018);
  • le Amministrazione pubbliche di cui all’art. 1, comma 2, della L. n. 196/2009 e le Amministrazioni autonome;
  • i soggetti che, ai sensi dell’art. 1, commi 3 e 2, comma 1, del DLgs. n. 127/2015, si avvalgono dell’opzione per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati delle fatture emesse e ricevute e/o dell’opzione per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi. Per tali contribuenti, l’art. 3 del DLgs. n. 127/2015 dispone, infatti, che viene meno l’obbligo di presentare la comunicazione di cui all’art. 21 del D.L. n. 78/2010, per cui, dal 2017, l’esonero deve intendersi riferito alla comunicazione trimestrale dei dati delle fatture emesse e ricevute;
  • i medici e gli altri soggetti di cui all’art. 3, comma 3, del DLgs. n. 175/2014, per i dati delle fatture che sono oggetto di trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria (avviso Agenzia delle Entrate 12 settembre 2017);
  • dal 2018, le Pubbliche amministrazioni (di cui all'art. 1 co. 2 del DLgs. 165/2001), limitatamente ai dati delle fatture emesse nei confronti dei consumatori finali.

È il caso di ricordare che la trasmissione telematica dei dati delle fatture emesse e ricevute, se effettuata attraverso il Sistema di Interscambio di cui all’art. 1, comma 211, della L. n. 244/2007 (Finanziaria 2008), soddisfa gli obblighi di conservazione sostitutiva previsti dall’art. 3 del D.M. 17 giugno 2014 per le fatture elettroniche e i documenti informatici.

Contenuto della comunicazione

I dati delle fatture emesse e ricevute dovranno essere inviati in forma analitica secondo le modalità previste con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

In ogni caso, le informazioni minime che dovranno essere trasmesse riguardano:

  • i dati identificativi dei soggetti coinvolti nelle operazioni;
  • la data e il numero della fattura;
  • la base imponibile;
  • l’aliquota applicata;
  • l’imposta;
  • la tipologia di operazione.

Dal 2018, previa comunque emanazione di apposito provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, la comunicazione sarà limitata ai soli dati relativi:

  • alla partita IVA del cedente o prestatore;
  • alla partita IVA del cessionario o committente (in alternativa, il codice fiscale, per i soggetti che non agiscono nell'esercizio di imprese, arti e professioni);
  • alla data e al numero della fattura (della bolletta doganale o della nota di variazione);
  • alla base imponibile IVA;
  • all'aliquota IVA applicata;
  • alla tipologia dell'operazione (nel caso in cui l'imposta non sia indicata in fattura).

La comunicazione, in particolare, ha per oggetto sia i dati delle fatture emesse, sia i dati delle fatture ricevute e registrate a norma dell’art. 25 del D.P.R. n. 633/1972 nel trimestre di riferimento, nonché i dati contenuti nelle variazioni emesse a norma dell’art. 26 del D.P.R. n. 633/1972.

Nel corso di Telefisco 2017, è stato chiarito che i dati delle fatture da trasmettere all’Agenzia delle Entrate ai fini della comunicazione opzionale di cui all’art. 1, comma 3, del DLgs. n. 127/2015 coincidono con quelli da trasmettere nell’ambito dell’obbligo di comunicazione stabilito dall’art. 21 del D.L. n. 78/2010.

Di conseguenza, in base al provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 182070 del 28 ottobre 2016, le informazioni da trasmettere sono relative alle:

  • fatture emesse, indipendentemente dalla loro registrazione (comprese quindi, per esempio, quelle annotate o da annotare nel registro dei corrispettivi, di cui all’art. 24 del D.P.R. n. 633/1972);
  • fatture ricevute e bollette doganali, registrate ai sensi dell’art. 25 del D.P.R. n. 633/1972, ivi comprese le fatture ricevute da soggetti che si avvalgono del regime forfetario o in regime di vantaggio;
  • note di variazione delle fatture emesse e ricevute.

Come chiarito dalla circolare n. 1/E/2017, dall’obbligo comunicativo sono esclusi i dati contenuti in altri documenti, come le schede carburante, gli scontrini e le ricevute fiscali.

L’Agenzia delle Entrate ha, inoltre, chiarito che l’obbligo di comunicazione sussiste anche per le bollette- fatture emesse dal Comune per la fornitura di acqua, depurazione e servizio di fognatura a favore di soggetti IVA. Le bollette-fatture emesse nei confronti dei consumatori finali beneficiano, invece, dell’esonero riconosciuto alle Pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del DLgs. n. 165/2001 (risoluzione n. 68 del 21 settembre 2018).

Modalità di compilazione del file dei “Dati fattura”

I dati da inserire nella comunicazione del file “Dati fattura” sono un sottoinsieme di quelli da riportare obbligatoriamente nelle singole fatture ai sensi dell’art. 21 del D.P.R. n. 633/1972.

Le regole di compilazione della comunicazione contenute nel provvedimento n. 182070/2016 consentono al contribuente (o al suo intermediario) di individuare le informazioni da trasmettere a seconda delle peculiarità del documento emesso o ricevuto.

Con la risoluzione n. 87 del 5 luglio 2017, l’Agenzia delle Entrate ha ulteriormente chiarito che:

  • è consentito l'invio di una comunicazione con cui integrare o rettificare quella trasmessa anche oltre il quindicesimo giorno dal termine di adempimento, al fine di ravvedere l'omesso o errato adempimento comunicativo. Si applicano, in tal caso, le disposizioni sul ravvedimento operoso (di cui all'art. 13 del DLgs. n. 472/1997);
  • la comunicazione dei dati riferiti alle "fatture emesse" deve contenere le informazioni riferite alle fatture con data coerente con il periodo di riferimento. A titolo di esempio, la comunicazione "dati fattura" riferita al primo semestre dell'anno 2017 dovrà contenere le informazioni relative alle fatture emesse che riportano la data rientrante nel predetto semestre (dal 1° gennaio 2017 al 30 giugno 2017). In relazione ai dati delle "fatture ricevute", la "competenza" sarà riferita al valore della data di registrazione del documento;
  • nel caso in cui il contribuente, appartenente alla categoria degli autotrasportatori, si avvalga della facoltà di differire la registrazione al trimestre successivo a quello di emissione, la comunicazione dei dati di tali fatture farà riferimento alla data di registrazione. I dati delle fatture in questione saranno acquisiti e al mittente - per motivi meramente tecnici - sarà segnalata l'incompatibilità della data di emissione con il periodo (trimestre o semestre) di riferimento, ma tale segnalazione automatica non avrà - nel caso specifico - conseguenze sulle elaborazioni future;
  • con riferimento alla comunicazione dei dati delle fatture ricevute, tra cui anche le bollette doganali, i campi "Identificativo Paese" e "Identificativo Fiscale" del cedente/prestatore sono obbligatori e non è possibile renderli facoltativi. In particolare, nel caso in cui l'elemento informativo "Identificativo Paese" viene valorizzato con un codice Paese extracomunitario, il sistema non effettua controlli sul valore riportato nell'elemento informativo "Identificativo Fiscale" che, quindi, può essere valorizzato liberamente. Al fine di non creare aggravi per i contribuenti che dispongono di software contabili ad oggi non adeguati a rilevare i suddetti dati, si consente - solo con riferimento alle comunicazioni del periodo d'imposta 2017 - di valorizzare, all'interno della sezione "CedentePrestatoreDTR", l'elemento informativo "IdFiscaleIVA"\"IdPaese" con la stringa "OO" e l'elemento "IdFiscaleIVA"\"IdCodice" con una sequenza di undici "9";
  • nel caso in cui lo stesso documento fattura presenti dati riferiti sia a cessioni di beni che a prestazioni di servizi, l'elemento informativo "Tipo Documento" va valorizzato utilizzando un criterio di "prevalenza" legato all'importo delle cessioni e delle prestazioni. Pertanto, se il valore delle cessioni di beni è maggiore di quello delle prestazioni di servizi, si valorizzerà l'elemento informativo con il valore "TD10 - Fattura per acquisto intracomunitario beni" e viceversa. In relazione alla comunicazione delle "note di credito" riferite ad acquisti intracomunitari, si valorizzerà l'elemento con il valore "TD04";
  • non è plausibile l'emissione di una fattura "cointestata" verso cessionario/committente soggetto passivo IVA. Nel caso di una fattura emessa nei confronti di un cessionario/committente non soggetto passivo, la compilazione della sezione "Identificativi Fiscali" andrà effettuata riportando i dati di uno solo dei soggetti;
  • i dati delle fatture ricevute da contribuenti che si avvalgono del regime fiscale di vantaggio e del regime forfetario vanno compilati indicando il codice natura "N2".

Dato relativo alla “natura” dell’operazione

Riguardo alle “Fatture emesse”, il dato “Natura” dell’operazione deve essere inserito nel tracciato solo nel caso in cui il cedente/prestatore non abbia indicato l’imposta in fattura in quanto ha inserito, in luogo della stessa, una specifica annotazione. Per tali operazioni non deve essere valorizzato il campo “Imposta” mentre il campo “Natura”, che corrisponde all’annotazione, è valorizzato inserendo la corretta codifica relativa alle diverse tipologie di operazioni.

Operazioni Sigla
Operazioni escluse (fatture relative alle operazioni escluse da IVA ai sensi dell’art. 15 del D.P.R. n. 633/1972) N1 – escluse ex art. 15
Operazioni non soggette (fatture relative alle operazioni non soggette a IVA, solitamente per mancanza di uno o più requisiti dell’imposta, come nel caso di una prestazione di servizi extra-UE, oppure per espressa disposizione) N2 – non soggette
Operazioni non imponibili (fatture relative alle operazioni non imponibili, come nel caso di una esportazione ovvero una cessione di beni intra-UE) N3 – non imponibile
Operazioni esenti (fatture relative alle operazioni esenti, come nel caso di una prestazione sanitaria) N4 – esente
Operazioni soggette al regime del margine/IVA non esposta in fattura (fatture relative alle operazioni per le quali si applica il regime speciale dei beni usati, come ad esempio una cessione di un’autovettura usata, o quello dell’editoria, nonché fatture emesse senza separata indicazione dell’imposta, come nel caso dalle agenzie di viaggio e turismo) N5 – regime del margine/IVA non esposta in fattura
Operazioni soggette a inversione contabile/reverse charge (fatture relative alle operazioni per le quali si applica l’inversione contabile/reverse charge, come nel caso di una cessione di rottami) N6 – inversione contabile (reverse charge)
Operazioni soggette a modalità speciali di determinazione/assolvimento dell’IVA (fatture relative alle operazioni di vendite a distanza e alle prestazioni di servizi di telecomunicazioni, di teleradiodiffusione ed elettronici) N7 – IVA assolta in altro Stato UE

Relativamente alle “Fatture ricevute”, il campo “Natura” può essere valorizzato con le medesime codifiche indicate per le fatture emesse con l’unica differenza che, nel caso in cui la fattura ricevuta riporti l’annotazione “inversione contabile (reverse charge)”, oltre a riportare nel campo “Natura” la codifica N6 vanno anche obbligatoriamente valorizzati i campi “Imposta” e “Aliquota”.

Dato relativo al “numero” del documento

Relativamente alle “Fatture emesse”, poiché l’art. 21, comma 2, lett. b) del D.P.R. n. 633/1972 dispone che ogni fattura deve riportare un numero progressivo che la identifichi in modo univoco, nella comunicazione deve essere sempre valorizzato il campo “Numero” riportando al suo interno esattamente il valore presente nel documento.

Riguardo, invece, alle “Fatture ricevute”, tenuto conto che il numero riportato nella fattura che si è ricevuta non deve essere obbligatoriamente annotato nel registro degli acquisti di cui all’art. 25 del D.P.R. n. 633/1972, il contribuente che non avesse a disposizione il dato deve, in luogo di esso, valorizzare il campo del tracciato con il valore “0”.

Dati relativi ai campi “detraibile” e “deducibile”

Uno dei dati che può essere fornito è quello relativo alla percentuale di detraibilità o, in alternativa, alla deducibilità del costo riportato in fattura. Tale dato, la cui indicazione è facoltativa, è riferito all’eventuale deducibilità o detraibilità del costo ai fini delle imposte sui redditi in capo al cessionario o committente persona fisica che non opera nell’esercizio d’impresa, arte o professione. Se, per esempio, la fattura è emessa da un’impresa edile nei confronti di un cliente privato per lavori di ristrutturazione edilizia, il 50% del costo riportato nel documento potrebbe essere portato in detrazione dei redditi del cliente: in tal caso, l’informazione - se disponibile - potrebbe essere riportata nell’apposito campo della comunicazione.

Si precisa, al riguardo, che la compilazione di uno dei due campi in oggetto esclude la compilazione dell’altro.

Dati relativi ai campi “Stabile organizzazione” e “Rappresentante fiscale”

I dati relativi alla stabile organizzazione o al rappresentante fiscale devono essere inseriti nel solo caso in cui siano presenti e, quindi, riportati in fattura. In questi casi vanno obbligatoriamente compilati i campi:

  • stabile organizzazione: Indirizzo, CAP, Comune e Nazione, oppure
  • rappresentante fiscale: IdPaese, IdCodice.

La compilazione di tutti gli altri campi è, invece, facoltativa.

Dati relativi alle importazioni

Nel caso in cui non siano presenti nella bolletta doganale i dati del cedente, si devono indicare i dati dell’Ufficio doganale presso il quale è stata emessa la bolletta.

Documento riepilogativo delle fatture di acquisto/vendita - Indicazione dei dati analitici delle singole fatture

Fino al 31 dicembre 2017, considerato che le informazioni da trasmettere riguardano le singole fatture emesse e ricevute, questa regola riguarda anche le fatture attive e/o passive di importo inferiore a euro 300,00, per le quali l’art. 6, commi 1 e 6, del D.P.R. n. 695/1996 prevede la facoltà di registrazione attraverso un documento riepilogativo. Di conseguenza, anche per tali tipologie di fatture, indipendentemente dalla modalità di registrazione, è obbligatorio comunicare i dati relativi ad ogni singola fattura.

Dal 2018, è possibile trasmettere i dati del documento riepilogativo delle fatture emesse e ricevute di importo inferiore a 300,00 euro, nel qual caso vanno comunicati:

  • per il documento riepilogativo delle fatture emesse, la partita IVA del cedente o del prestatore;
  • per il documento riepilogativo delle fatture passive, la partita IVA del cessionario o del committente;
  • la data e il numero del documento riepilogativo;
  • l'ammontare imponibile complessivo, nonché l'ammontare dell'imposta complessiva, distinti secondo l'aliquota applicata.

Dati relativi alle operazioni soggette a inversione contabile

Ai fini della comunicazione, per le operazioni soggette ad inversione contabile, sia se intracomunitarie che interne, i dati delle relative fatture devono essere riportati una sola volta nella specifica sezione dei documenti ricevuti, valorizzando l’elemento “Natura” con il codice N6 - inversione contabile (reverse charge) e compilando sia il campo “imposta” che il campo “aliquota”.

Tale codice deve essere riportato in relazione a tutte le fatture che riportano la dicitura “inversione contabile”, comprese quelle aventi per oggetto le cessioni di beni e le prestazioni di servizi nei confronti di un soggetto passivo che è debitore dell’imposta nello Stato membro in cui l’operazione si considera effettuata (risposta Agenzia delle Entrate del 2 ottobre 2017).

Dati relativi ad operazioni extracomunitarie

In caso di cessione di beni a soggetto extra-UE, trattandosi di una esportazione, l’operazione è non imponibile IVA e, pertanto, va compilato il campo “Natura” con la codifica N3.

Qualora si tratti, invece, di prestazione di servizi, non soggette ad IVA per mancanza del requisito di territorialità, disciplinato dall’art. 7-ter del D.P.R. n. 633/1972 (es. servizio prestato ad un soggetto canadese), il campo “Natura” va compilato con la codifica N2.

Periodicità e termini di presentazione

La comunicazione dei dati delle operazioni poste in essere deve essere effettuata entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre, fatta eccezione per la comunicazione del secondo trimestre, che deve essere tramessa entro il 16 settembre, anziché entro il 31 agosto di ciascun anno.

Dal 2018, è tuttavia prevista la facoltà di trasmettere i dati con periodicità semestrale, nel qual caso i termini di presentazione della comunicazione sono il 01.10.2018 (in quanto il 30.9.2018 cade di domenica) per i dati del primo semestre e il 28.2.2019 per i dati del secondo semestre. Per coloro che non si avvalgono di questa facoltà, l’art. 11 del D.L. n. 87/2018 ha previsto il differimento al 28.2.2019 del termine, inizialmente fissato al 30.11.2018, per la comunicazione dei dati delle fatture relative al terzo trimestre 2018, con la conseguenza che entro il termine del 28.2.2019 dovranno essere trasmessi i dati del terzo e quarto trimestre 2018.

Per l’anno 2017, l’invio dei dati delle fatture emesse e ricevute relative alle operazioni effettuate aveva periodicità semestrale e doveva essere eseguito:

• entro il 18.9.2017, per il primo semestre;
• entro il 28.2.2018, per il secondo semestre.

Notifiche di scarto e di segnalazione

Nelle risposte alle FAQ pubblicate dall’Agenzia delle Entrate l’8 settembre 2017, è stato chiarito che i file possono essere trasmessi singolarmente oppure con un unico invio, nel qual caso il Sistema ricevente dell’Agenzia produrrà una notifica per ciascun file e, in caso di scarto, dovranno essere corretti e trasmessi nuovamente solo i dati dei file scartati. La notifica di scarto contiene l’elenco degli errori rilevati e, per ciascuno di essi, sono riportati il codice e la descrizione, comprensiva della posizione all’interno del file.

Lo scarto è quindi relativo all’intero file, che dovrà essere firmato nuovamente e trasmesso una volta corretti gli errori segnalati nella notifica. Per questa ragione, qualora la gestione delle notifiche di scarto di file molto voluminosi risulti complessa e/o si voglia evitare di trasmettere più volte una grande quantità di dati, viene suggerito di costruire file di dimensioni ridotte (per esempio, contenenti le fatture ricevute da un unico fornitore o le fatture emesse nei confronti dello stesso cliente). In ogni caso, non è possibile trasmettere nello stesso flusso fatture nuove insieme alle rettifiche di precedenti fatture inviate.

Se nel file inviato non sono presenti tutte le fatture del periodo è preferibile inviare i soli dati delle fatture non ancora trasmessi.

I motivi di scarto dei file possono riguardare, ad esempio, la nomenclatura e l’unicità del file trasmesso, la dimensione del file, se superiore a quella ammessa per il rispettivo canale di trasmissione, l’integrità del documento, se il documento ricevuto non corrisponde a quello sul quale è stata apposta la firma, e il contenuto degli elementi informativi per come previsto dalle regole tecniche. Non si ha, invece, scarto del file, ma solo segnalazione al soggetto trasmittente, nei casi in cui la partita IVA del fornitore, del cliente o del rappresentante fiscale sia cessata in Anagrafe Tributaria, oppure la data delle fatture emesse o della registrazione delle fatture passive sia incompatibile con il periodo di riferimento della comunicazione.

Regime sanzionatorio

In base alla formulazione originaria del nuovo comma 2-bis dell’art. 11 del DLgs. n. 471/1997, introdotto dall’art. 4, comma 3, del D.L. n. 193/2016, per l’omessa o errata trasmissione dei dati di ciascuna fattura era prevista l’applicazione della sanzione pari a 25,00 euro, che può essere aumentata fino ad un massimo di 25.000,00 euro. Non opera, in tale ipotesi, l’istituto del cumulo giuridico di cui all’art. 12 del DLgs. n. 472/1997.

In sede di conversione del D.L. n. 193/2016, il predetto regime sanzionatorio è stato rivisto, stabilendo che nel caso di omessa o errata trasmissione dei dati di ogni fattura si applica la sanzione di 2,00 euro per ciascuna fattura, con un massimo di 1.000,00 euro per ciascun trimestre. La sanzione è ridotta alla metà se la regolarizzazione avviene entro 15 giorni ed è stato, inoltre, confermato che non si applica l’istituto del cumulo giuridico.

Non sono, tuttavia, applicate sanzioni se la comunicazione dei dati relativi al primo semestre 2017 è effettuata entro il 28.2.2018, da intendere rinviato al 6 aprile 2018 per effetto del Provvedimento n. 29190/2018 (art. 1-ter del DL 148/2017).

Come precisato dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 104/2017, sempreché non siano stati notificati atti di accertamento, le violazioni commesse possono essere corrette avvalendosi del ravvedimento operoso, in tal caso beneficiando delle riduzioni previste dall’art. 13, comma 1, lett. a-bis) e ss., del DLgs. n. 472/1997, a seconda del momento in cui interviene il versamento.

Norma di riferimento

Termine di regolarizzazione

Riduzione della sanzione

Lett. a-bis)

Entro 90 giorni dalla violazione

1/9 del minimo

Lett. b)

Entro il termine della dichiarazione relativa all’anno in cui è commessa la violazione

1/8 del minimo

Lett. b-bis)

Entro il termine della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello in cui è commessa la violazione

1/7 del minimo

Lett. b-ter)

Oltre il termine della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello in cui è commessa la violazione

1/6 del minimo

Lett. b-quater)

Se la regolarizzazione avviene dopo la constatazione della violazione nel PVC

1/5 del minimo

 

Comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA

Con effetto a partire dal periodo d’imposta 2017, l’art. 4, comma 3, del D.L. n. 193/2016 ha introdotto il nuovo art. 21-bis del D.L. n. 78/2010, che disciplina la comunicazione dei dati delle liquidazioni IVA periodiche, anch’essa avente periodicità trimestrale. Al pari della comunicazione dei dati delle fatture, di cui all’art 21 del D.L. n. 78/2010, il nuovo obbligo comunicativo non modifica le scadenze e le modalità di versamento dell’IVA. Tale adempimento prescinde dalla posizione IVA emergente dalla liquidazione periodica, dovendo essere osservato anche in caso di liquidazione con eccedenza detraibile o a saldo “zero”.

Soggetti interessati

Come per la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute, anche l’obbligo in esame riguarda tutti i soggetti passivi IVA a prescindere dalla periodicità delle liquidazioni IVA.

Dall’obbligo di comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche sono, tuttavia, esclusi, oltre a chi non è tenuto ad effettuare le liquidazioni periodiche, anche coloro che sono esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione annuale. Si tratta, per esempio, dei soggetti che si avvalgono del regime forfettario di cui all’art. 1, commi da 54 a 89, della L. 190/2014 (Legge di Stabilità 2015) e dei contribuenti minimi di cui all’art. 27, commi 1 e 2, del D.L. n. 98/2011, nonché dei soggetti passivi che effettuano esclusivamente operazioni esenti e degli enti associativi che hanno optato per il regime di determinazione del reddito e dell’IVA secondo i criteri forfetari di cui alla L. n. 398/1991.

Periodicità e termini di presentazione

La comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche ha carattere trimestrale e deve essere effettuata entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre, fatta eccezione per la comunicazione del secondo trimestre, da inviare entro il 16 settembre. Per la comunicazione del primo trimestre 2017 è stato previsto il differimento, dal 31 maggio 2017 al 12 giugno 2017, del termine di invio (D.P.C.M. 22 maggio 2017).

Tenuto conto che i termini della comunicazione in esame sono gli stessi di quelli previsti per i dati delle fatture, relativamente al 2018 occorre tenere conto dei termini espressamente previsti per tale ultima comunicazione. Di conseguenza, per il secondo trimestre 2018 il termine di invio dovrebbe essere differito all’1.10.2018, in linea con il termine previsto per la comunicazione dati delle fatture relativa allo stesso periodo.

Modello di comunicazione

Il provv. Agenzia delle Entrate 27 marzo 2017, n. 58793 ha approvato il modello di comunicazione, composto da frontespizio e modulo, costituito dal quadro VP, unitamente alle istruzioni e alle caratteristiche tecniche per la stampa. Con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 62214 del 21 marzo 2018, è stata approvata la nuova versione del modello di comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA, da utilizzare a decorrere dalle comunicazioni relative al primo trimestre 2018, in scadenza il 31 maggio 2018.

Il quadro VP, che contiene i dati relativi alla liquidazione del trimestre, deve essere compilato per ciascuna liquidazione periodica, per cui i contribuenti che effettuano esclusivamente liquidazioni mensili devono compilare un modulo per ciascun mese del trimestre, mentre i contribuenti che effettuano esclusivamente liquidazioni trimestrali devono compilare un solo modulo per il trimestre. I contribuenti in regime di contabilità separata che effettuano liquidazioni sia mensili che trimestrali devono, invece, compilare un modulo per ciascun mese e un modulo per il trimestre.

La comunicazione non deve essere inviata in assenza di dati da indicare, per il trimestre, nel quadro VP (ad esempio, contribuenti che nel periodo di riferimento non hanno effettuato alcuna operazione, né attiva né passiva). L’obbligo, invece, sussiste nell'ipotesi in cui occorra dare evidenza del riporto di un credito proveniente dal trimestre precedente (risposta Agenzia delle Entrate alle FAQ pubblicate il 26 maggio 2017).

Controlli dell’Amministrazione finanziaria

L’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione dei soggetti passivi o dei loro intermediari sia gli esiti del raffronto fra i dati delle fatture e i dati delle liquidazioni comunicati trimestralmente, sia gli esiti del raffronto fra i versamenti effettuati dal contribuente e i dati riepilogati nella comunicazione trimestrale delle liquidazioni. Qualora dai controlli eseguiti dovesse emergere un risultato diverso rispetto a quello indicato nelle comunicazioni del contribuente, quest’ultimo è informato dall’Agenzia delle Entrate (cd. “alert”); in tal caso, il contribuente potrà fornire chiarimenti, segnalare eventuali dati o elementi non considerati o valutati erroneamente, ovvero potrà versare quanto dovuto avvalendosi del ravvedimento operoso.

Nello specifico, l’Agenzia delle Entrate invia un’apposita comunicazione ai soggetti passivi IVA che non hanno trasmesso la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA per il trimestre di riferimento, pur avendo emesso fatture nel periodo considerato (provv. Agenzia delle Entrate 28.11.2017 n. 275294).

In tal caso, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione del contribuente le informazioni derivanti dal confronto fra i dati comunicati dal contribuente e dai suoi clienti, soggetti passivi IVA, in sede di comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute (art. 21 del DL 78/2010) e i dati presenti nella comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA (art. 21-bis del DL 78/2010).

I dati resi disponibili al contribuente sono:

  • codice fiscale, denominazione, cognome e nome del contribuente;
  • numero identificativo della comunicazione di anomalia, anno d’imposta e trimestre di riferimento;
  • codice atto;
  • modalità attraverso le quali consultare gli elementi informativi di dettaglio relativi all'anomalia riscontrata.

L'Agenzia delle Entrate trasmette una comunicazione, contenente le informazioni sopra elencate, agli indirizzi di posta elettronica certificata (PEC) attivati dai contribuenti, fermo restando che la predetta comunicazione e le relative informazioni di dettaglio possono essere consultate dal contribuente nell'area riservata “La mia scrivania” del portale informatico dell'Agenzia delle Entrate.

Il contribuente, anche avvalendosi degli intermediari incaricati della trasmissione delle dichiarazioni può richiedere informazioni e segnalare all'Agenzia delle Entrate eventuali elementi, fatti e circostanze non conosciuti dalla stessa.

Il contribuente, in ogni caso, può regolarizzare gli errori o le omissioni eventualmente commessi beneficiando della riduzione delle sanzioni amministrative previste dall'istituto del ravvedimento operoso (art. 13 del DLgs. 472/97).

Regime sanzionatorio

In base alla formulazione originaria del nuovo comma 2-bis dell’art. 11 del DLgs. n. 471/1997, introdotto dall’art. 4, comma 3, del D.L. n. 193/2016, per l’omessa, incompleta o infedele comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA era prevista l’applicazione della sanzione da 5.000,00 a 50.000,00 euro.

In sede di conversione del D.L. n. 193/2016, il predetto regime sanzionatorio è stato rivisto, stabilendo che nel caso di omessa, incompleta o infedele comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA si applica la sanzione da 500,00 a 2.000,00 euro, ridotta alla metà se la regolarizzazione avviene entro 15 giorni.

Credito d’imposta

L’art. 4, comma 2, del D.L. n. 193/2016 ha introdotto l’art. 21-ter del D.L. n. 78/2010, in base al quale ai soggetti in attività nel 2017 è attribuito una sola volta, per l’adeguamento tecnologico necessario per adempiere agli obblighi di comunicazione trimestrale dei dati delle fatture e delle liquidazioni periodiche IVA, un credito d’imposta di 100,00 euro. Il credito d’imposta è riconosciuto agli operatori che, nell’anno precedente a quello in cui il costo per l’adeguamento tecnologico è stato sostenuto, hanno realizzato un volume d’affari non superiore a 50.000,00 euro.

Il suddetto credito d’imposta:

  • non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini IRAP;
  • è utilizzabile esclusivamente in compensazione “orizzontale”, a decorrere dal 1° gennaio 2018;
  • deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui è stato sostenuto il costo per l’adeguamento tecnologico e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi fino a quello nel quale se ne conclude l’utilizzo.

In sede di conversione del D.L. n. 193/2016 è stato previsto che il credito d’imposta di 100,00 euro sarà riconosciuto anche nei confronti dei soggetti che opteranno, dal 1° gennaio 2017, per la trasmissione telematica dei dati delle fatture ai sensi dell’art. 1, comma 3, del DLgs. n. 127/2015.

A favore dei soggetti che inviano i dati delle fatture secondo le modalità di cui all’art. 21 del D.L. n. 78/2010 è riconosciuto un ulteriore credito d’imposta di 50,00 euro se, sussistendone i presupposti, esercitano l’opzione per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi ai sensi dell’art. 2, comma 1, del DLgs. n. 127/2015. Anche il predetto credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini IRAP e, inoltre, deve essere indicato in dichiarazione ed utilizzato secondo le modalità precedentemente descritte.

Adempimenti soppressi

In base alla formulazione originaria dell’art. 4, comma 4, del D.L. n. 193/2016, era previsto che, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2017, è abolita la comunicazione delle operazioni di importo complessivo annuo superiore a 10.000,00 euro con controparti aventi sede, residenza o domicilio nei Paesi “black-list”, di cui all’art. 1, commi 1-3, del D.L. n. 40/2010. Tuttavia, in sede di conversione del D.L. n. 193/2016, l’abolizione dell’adempimento è stato anticipato all’anno d’imposta 2016, per cui non dovrà più essere effettuata la comunicazione, per le operazioni poste in essere nel 2016, entro il 10 aprile o entro il 20 aprile 2017, a seconda che l’operatore fosse soggetto alle liquidazioni periodiche IVA con periodicità mensile o trimestrale.

Con effetto dal 1° gennaio 2017, è invece soppressa:

  • la presentazione degli elenchi riepilogativi degli acquisti intracomunitari di beni (modelli INTRA 2-bis e INTRA 2-ter) e delle prestazioni di servizi ricevute da soggetti di altri Paesi UE (modelli INTRA 2-quater e INTRA 2-quinquies);
  • la presentazione della comunicazione dei dati relativi ai contratti stipulati dalle società di leasing e dagli operatori commerciali che svolgono attività di locazione e di noleggio, di cui all’art. 7, comma 12, del D.P.R. n. 605/1973;
  • la comunicazione degli acquisti di beni presso operatori sammarinesi documentati con autofattura, di cui all’art. 16, lett. c), del D.M. 24 dicembre 1993.
Stampato il 22/07/2019 alle 21.08
http://guide.directio.it/guide-interattive/guida-adempimenti-pmi/indice/adempimenti-periodici/08-gestione-adempimenti-fiscali/08_15-comunicazione-fatture-emesse-ricevute.aspx