Guida adempimenti PMI



Le importazioni


Le merci che provengono da Paesi extra Unione Europea per essere immesse in consumo all’interno del territorio dell’Unione doganale europea devono essere importate.

Le regole che disciplinano le operazioni che vengono realizzate tra l’Unione Europea (UE) e i Paesi terzi sono stabilite, in modo uniforme, su tutto il territorio comunitario dai Regolamenti 2913/92/CEE (recante il “codice doganale Comunitario”) e 2454/93/CE (recante le disposizioni di attuazione del codice), sostituti – dal 1° maggio 2016 – dai Regolamenti 952/2013/UE (Codice doganale dell’Unione), 2446/2015/UE (Regolamento delegato) e 2447/2015/UE (Regolamento di esecuzione).

L’importazione di un bene comporta, da una parte, la presentazione della merce in dogana e dall’altra il pagamento dei diritti di confine e dell’imposta sul valore aggiunto. Si definiscono pertanto “importazioni” i beni introdotti in Italia, da qualunque soggetto (imprenditore, privato, professionista ecc...) e provenienti da Paesi o Territori extra Unione Europea. L’introduzione nel territorio nazionale di questi beni costituisce una operazione imponibile in Italia, secondo le regole applicabili alle operazioni imponibili interne; tali beni dopo essere stati importati vengono detti “nazionalizzati”.

Dal punto di vista operativo, in linea generale, l’operatore che intende importare un bene deve presentare alla dogana una dichiarazione su apposito modello denominato DAU (Documento Amministrativo Unico).

Al DAU di regola bisogna allegare:

  • la fattura commerciale (che indica la natura, la qualità e la quantità della merce che si vuole importare, nonché il corrispettivo dovuto dal compratore);
  • i documenti di trasporto;
  • le eventuali licenze, garanzie e autorizzazioni;
  • i documenti o i certificati speciali richiesti da apposite legislazioni.

    Dal punto di vista operativo, occorre:
  • presentare in dogana la dichiarazione doganale di importazione, unitamente alla documentazione relativa ai beni da importare;
  • pagare i diritti doganali, compresa l’IVA, in modo che sia rilasciata la bolletta doganale di importazione intestata al dichiarante;
  • pagare i diritti doganali, compresa l’IVA, in modo che sia rilasciata la bolletta doganale di importazione intestata al dichiarante;
  • annotare la bolletta doganale di importazione nel registro degli acquisti;
  • registrare la fattura emessa dal fornitore estero in contabilità generale;
  • annotare la fattura dello spedizioniere italiano nel registro degli acquisti e in contabilità generale. Normalmente, le spese di sdoganamento, che comprendono i dazi e l’IVA, vengono anticipate dallo spedizioniere in nome e per conto dell’importatore per essere successivamente riaddebitate a quest’ultimo, come voce esclusa dalla base imponibile, nella fattura relativa al trasporto, il cui corrispettivo è non imponibile IVA se è già stato assoggettato ad imposta in dogana.

Tra le operazioni che costituiscono importazioni si annoverano:

  • le operazioni di immissione in libera pratica,pratica, con sospensione del pagamento dell’IVA qualora i beni introdotti in Italia siano destinati ad essere trasferiti in altro Stato membro in esecuzione di una cessione intracomunitaria o di un trasferimento per esigenze della propria impresa, eventualmente dopo l’esecuzione di manipolazioni usuali;
  • le operazioni di perfezionamento attivo;
  • le operazioni di ammissione temporanea su suolo nazionale, di beni indicati nel codice doganale dell'Unione, destinati ad essere riesportati senza aver subito alcuna modifica;
  • le operazioni di reimportazione di beni a scarico di un'esportazione temporanea di merci comunitarie;
  • le operazioni di immissione in consumo dei beni provenienti da Monte Athos, dalle Isole Canarie e dai Dipartimenti francesi d'oltremare;
  • le operazioni di reintroduzione di beni esportati in precedenza fuori dall'Unione Europea.

Non sono, tuttavia, soggette ad imposta, tra le altre:

  • le importazioni di beni da parte degli esportatori abituali. Dal 25 maggio 2015, gli operatori sono dispensati dalla consegna in dogana della copia cartacea della dichiarazione d’intento e della relativa ricevuta di presentazione ed è consentito l’utilizzo della dichiarazione d’intento valida per più operazioni doganali;
  • le importazioni di navi e aeromobili, nonché di apparati motori e loro componenti e parti di ricambio e dotazione di bordo;
  • le importazioni di campioni gratuiti di modico valore, appositamente contrassegnati;
  • ogni altra importazione definitiva di beni la cui cessione è esente da imposta o non vi è soggetta;
  • la reintroduzione di beni nello stato originario, da parte dello stesso soggetto che li aveva esportati, sempreché ricorrano le condizioni per la “franchigia doganale”;
  • le importazioni di beni donati ad enti pubblici ovvero ad associazioni riconosciute o fondazioni aventi esclusivamente finalità di assistenza, beneficenza, educazione, istruzione, studio o ricerca scientifica, nonché le importazioni di beni donati a favore delle popolazioni colpite da calamità naturali o catastrofi;
  • le importazioni di specifichi prodotti alimentari (es. paste alimentari, pane e latte fresco);
  • le importazioni di gas mediante sistemi di gas naturale e le importazioni di energia elettrica mediante sistemi di energia elettrica.
Stampato il 22/07/2019 alle 20.05
http://guide.directio.it/guide-interattive/guida-adempimenti-pmi/indice/adempimenti-periodici/09-operazioni-con-estero/09_04-importazioni.aspx