Guida adempimenti PMI



La comunicazione Black List


Oltre ad indicare nel Modello UNICO i costi relativi alle operazioni intraprese con paesi Black List, lart. 1 D. MEF 30 marzo 2010 ha previsto un obbligo periodico di comunicazione delle operazioni effettuate nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio negli Stati o territori a regime fiscale privilegiato.

Tutti i soggetti passivi IVA sono quindi chiamati a comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle operazioni seguenti, effettuate nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio negli Stati o territori a fiscalità privilegiata:

a) cessioni di beni;

b) prestazioni di servizi rese;

c) acquisti di beni;

d) prestazioni di servizi ricevute.

L’obbligo di comunicazione non è previsto per i soggetti che si avvalgono del regime dei “contribuenti minimi”, in quanto l’adesione al regime semplificato di cui allart. 1, c. 96-116, L. 24 dicembre 2007, n. 244 comporta, sotto il profilo della semplificazione degli adempimenti IVA, l’esonero dalla registrazione delle fatture emesse, nonché dalla registrazione dei corrispettivi e degli acquisti. Allo stesso modo, sono esclusi dall’obbligo di comunicazione anche i soggetti che hanno optato per il regime fiscale agevolato per le nuove iniziative produttive di cui all’art. 13 L. 23 dicembre 2000, n. 388 e i soggetti che si avvalgono del nuovo regime forfetario.

L’adempimento in esame ha ad oggetto le operazioni registrate o soggette a registrazione, effettuate nei confronti di operatori economici localizzati in Paesi Black List, siano esse soggette (imponibili, non imponibili, esenti) o non soggette ad imposta sul valore aggiunto (in quest’ultimo caso si ritiene che l’adempimento interessi le sole operazioni rispetto alle quali risulti carente il requisito territoriale di applicazione del tributo).

Il momento rilevante per determinare il periodo in cui comprendere le operazioni da segnalare coincide, in generale, con la data di registrazione (nei registri IVA o nelle scritture contabili obbligatorie) delle operazioni realizzate con soggetti aventi sede, residenza o domicilio in Paesi a fiscalità privilegiata. Per le prestazioni di servizi rese non soggette ad IVA per carenza del requisito della territorialità il momento rilevante, ai fini della comunicazione, è quello della registrazione nelle scritture contabili obbligatorie o, in mancanza, quello del pagamento da parte dell’operatore economico.

Per determinare quali Paesi sono considerati a fiscalità privilegiata occorre far riferimento al D.M. 04/05/1999 e al D.M. 21/11/2001: tali elenchi vanno analizzati congiuntamente, senza tener conto della condizione soggettiva dell'operatore economico (non rilevano i limiti soggettivi e oggettivi previsti dagli artt. 2 e 3 del D.M. 21/11/2001). L'analisi congiunta delle liste comporta che sussiste l'obbligo della comunicazione anche quando un Paese è contemplato solo in uno dei due elenchi.

I D.M. 30/03/2015 e 18/11/2015 hanno eliminato Hong Kong, Singapore, Malaysia e Filippine dall'elenco previsto dal D.M. 21/11/2001, senza apportare modifiche al D.M. 04/05/1999: per questo motivo, tali Stati sono ancora inclusi nella comunicazione Black List in commento.

In merito invece alle transazioni intercorse dal 26/05/2015 con operatori di Angola, Giamaica, Kenya e Portorico, Paesi compresi solo nell'articolo 3 del D.M. 21/11/2001 (abrogato dal D.M. 30/03/2015), non inclusi nel D.M. 04/05/1999, si ritiene che la comunicazione non sia più necessaria.

Inoltre, sono esclusi dall'elenco Black List i seguenti Paesi: San Marino (D.M. 12/02/2014) e Lussemburgo (D.M. 16/12/2014), quest'ultimo per le sole operazioni effettuate dal 07/01/2015.

Si riporta l'elenco aggiornato dei Paesi Black List

Alderney

Andorra

Anguilla

Antigua

Antille Olandesi

Aruba

Bahamas

Bahrein

Barbados

Barbuda

Belize

Bermuda

Brunei

Costa Rica

Dominica

Ecuador

Emirati Arabi Uniti

Filippine

Gibilterra

Gibuti

Grenada

Guatemala

Guernsey

Herm

Hong Kong

Isola di Man

Isole Cayman

Isole Cook

Isole Marshall

Isole Turks e

Caicos

Isole Vergini Britanniche

Isole Vergini Statunitensi

Jersey

Kiribati

Libano

Liberia

Liechtenstein

Macao

Malaysia

Maldive

Mauritius

Monaco

Montserrat

Nauru

Niue

Nuova Caledonia

Oman

Panama

Polinesia francese

Saint Kitts e Nevis

Saint Lucia

Saint Vincent e Grenadine

Salomone

Samoa

Sant'Elena

Sark

Seychelles

Singapore

Svizzera

Taiwan

Tonga

Tuvalu

Uruguay

Vanuatu

 

Tale adempimento ha subito diverse modifiche dalla sua introduzione ad oggi, riguardanti sia il modello utilizzato per la comunicazione dei dati che le scadenze di riferimento: in origine, il modello di comunicazione doveva essere  presentato all’Agenzia delle Entrate per via telematica entro l’ultimo giorno del mese successivo al periodo di riferimento, ossia:

  • con cadenza trimestrale, per i soggetti che realizzavano, nei quattro trimestri precedenti e per ciascuna categoria di operazioni, un ammontare totale trimestrale non superiore a 50.000 euro;
  • con cadenza mensile, per i soggetti che non si trovavano nelle condizioni di cui sopra.

In ogni caso, i soggetti che presentavano una comunicazione con periodicità trimestrale e che, nel corso di un trimestre, superavano la soglia di cui sopra, dovevano presentare la comunicazione con periodicità mensile a partire dal mese successivo a quello in cui tale soglia veniva superata. Il superamento della soglia per una singola categoria di operazioni determinava l’obbligo di presentazione mensile per l’intero elenco di operazioni; in altri termini, le singole categorie di operazioni non si sommavano tra loro, ma venivano considerate singolarmente ai fini della determinazione del raggiungimento della soglia.

Con il D.L.16/2012 è stata inoltre introdotta una prima semplificazione volta ad alleggerire gli adempimenti fiscali delle imprese nei casi in cui le operazioni svolte con paesi Black List fossero sporadiche e di modico valore. In particolare è stato introdotto un limite d’importo, pari ad euro 500 per ogni operazione effettuata, al di sotto del quale le operazioni effettuate con operatori stabiliti in Paesi a fiscalità agevolata non dovevano essere segnalate.

In origine l'adempimento richiedeva la compilazione del modello di Comunicazione Black list, da presentare secondo le periodicità sopra ricordate, nel quale venivano richiesti diversi elementi informativi (codice fiscale e partita IVA del soggetto passivo tenuto alla comunicazione, dati della controparte dell'operazione, periodo di riferimento della comunicazione, etc.). Con il Provvedimento del 2 agosto 2013, l'Agenzia delle entrate ha rinnovato il modello da utilizzare per la trasmissione dei dati: dal 2014, il modello da utilizzare per comunicare le operazioni effettuate nei confronti di soggetti avente sede, residenza, domicilio in un Paese a fiscalità privilegiata, diventa il quadro BL della Comunicazione Polivalente (c.d. spesometro), ereditando da quest'ultimo anche le scadenze per la trasmissione telematica dei dati (10 aprile se la liquidazione IVA del contribuente è mensile, 20 aprile negli altri casi). 

Nel quadro BL occorre esporre un minor numero di informazioni rispetto al modello preesistente, tra le quali ricordiamo:

  • BL001 - dati anagrafici (se persona fisica) o denominazione, Stato e indirizzo estero (se persona giuridica) per ciascuna controparte dell'operazione;
  • BL002 - codice identificativo IVA della controparte (campo non obbligatorio, considerando che alcuni Paesi potrebbero non avere questo dato);
  • importo complessivo delle operazioni effettuate nell'anno nei confronti della controparte, distinte tra operazioni attive (da BL003 a BL005) e operazioni passive (da BL006 a BL008), incluse le relative note di variazione;
  • le cessioni di beni devono essere indicate separatamente dalle prestazioni di servizi per le sole operazioni attive non soggette IVA. 

Le novità del Decreto Semplificazioni 

L’art. 21 del decreto Semplificazioni (DLgs 175/2014) ha modificato l’art.1 del Decreto Legge n. 40 del 25 marzo 2010, con il quale, per contrastare l’evasione fiscale attuata per mezzo delle cosiddette frodi carosello e società cartiere, venne introdotta la comunicazione delle operazioni intercorse con operatori economici avente sede, residenza o domicilio in Paesi a fiscalità privilegiata (c.d. Black List).

L’articolo in commento ha introdotto le seguenti novità:

  • sostituisce il precedente termine di invio fissato con cadenza mensile o trimestrale (disposto dall'art. 2 del DM del 30/03/2010) con un termine più ampio, introducendo una scadenza unica e annuale della comunicazione Black List;
  • interviene sulla soglia al di sotto della quale si è esonerati dalla presentazione della comunicazione, alzando l’asticella da 500 euro per operazione (soglia introdotta dall’art. 2, comma 8, D.L. 16/2012), a 10.000 euro, da riferire all’ammontare complessivo annuale delle operazioni.

Il testo del D.Lgs 175/2014 prevedeva l'introduzione delle novità dell'art. 21 con riferimento alle operazioni poste in essere nell'anno solare in corso alla data di entrata in vigore del provvedimento (13/12/2014), ossia con decorrenza dal 1' gennaio 2014.

Una tale formulazione retroattiva della norma creò qualche perplessità iniziale circa il termine di trasmissione delle comunicazioni “pendenti” mensili o trimestrali di fine anno e, soprattutto, instillò dubbi sul trattamento delle violazioni eventualmente già commesse dai contribuenti, per dati trasmessi incompleti o mancanti nelle comunicazioni relative ai primi periodi del 2014 per le quali, seguendo la normativa previgente erano previste delle sanzioni ma, secondo la nuova disposizione, erano da ricomprendere nel monitoraggio con cadenza annuale.

Il Comunicato stampa 19 dicembre 2014 dell'Agenzia delle entrate chiarì che, fino al 31 dicembre 2014, i contribuenti potevano continuare ad adottare la previgente prassi in materia, ossia effettuare la comunicazione con periodicità mensile o trimestrale, fermo restando la validità delle comunicazioni trasmesse secondo le nuove disposizioni. 

Inoltre, con la Circolare n.31/E del 30 dicembre 2014, l’Agenzia delle entrate ha fornito un ulteriore serie di chiarimenti in merito alle novità introdotte dal D.Lgs 175/2014: in particolare, al punto 12 tale documento di prassi chiarisce che il nuovo limite di esclusione dalla comunicazione Black List, di ammontare pari a 10.000 euro, si riferisce all’importo totale annuo delle cessioni di beni e prestazioni di servizi ricevute ed effettuate nei confronti di operatori economici residenti nei Paesi Black List.

La stessa Circolare ha ribadito inoltre la decorrenza delle nuove regole: come anticipato nel comunicato stampa del 19 dicembre 2014, le semplificazioni introdotte dall’art. 21 del D.Lgs 175/2014 sono entrate in vigore retroattivamente dal 1° gennaio 2014, creando un periodo di monitoraggio riferito agli ultimi mesi dell’anno che ricade nel passaggio tra vecchie regole (invio trimestrale/mensile) e nuove (invio annuale). A tal proposito, l’Agenzia delle entrate ha concesso la possibilità d’invio della comunicazione per l’ultima parte dell’anno, nel rispetto della precedente formulazione, lasciando al contribuente la discrezionalità della scelta: pertanto, entrambe le modalità di invio sono state ritenute valide. D'altro canto, la soglia di esclusione applicata dal contribuente per la comunicazione relativa all’ultimo trimestre/mese del 2014, doveva essere coerente alla disciplina seguita.

Nella medesima direzione verte anche l’ultima precisazione circa l’aspetto sanzionatorio: eventuali violazioni commesse in vigenza della normativa preesistente, non punibili secondo quanto disciplinato della nuova norma, non saranno sanzionate nel rispetto dell’art. 3, comma 3, del D.Lgs 18 dicembre 1997, n. 472 (principio di legalità), salvo i casi in cui il provvedimento di irrogazione della sanzione fosse già stato reso definitivo.

Infine, con il provvedimento Prot. 45144/2016 del 25 marzo 2016, l'Agenzia delle entrate ha prorogato la scadenza dell'invio della comunicazione annuale Black List (compilazione e trasmissione del quadro BL dello spesometro), per le operazioni riferite all'anno 2015: la scadenza, a regime coincidente con la scadenza dello spesometro (10 aprile dell'anno successivo al periodo di riferimento per i soggetti con liquidazione IVA mensile oppure 20 aprile per gli altri), è stata prorogata al 20 settembre 2016 per consentire ai contribuenti di transitare più agevolmente alla nuova modalità di comunicazione su base annuale.

Con la conversione del D.L. 193/2016, sono state apportate diverse novità in materia di semplificazione fiscale, oltre all'introduzione di alcuni nuovi adempimenti (si pensi allo spesometro con cadenza trimestrale): in tale contesto è stata abrogata, con decorrenza dal periodo d'imposta 2016, la comunicazione delle operazioni intercorse con operatori economici avente sede, residenza o domicilio in Paesi Black List.

Stampato il 24/04/2019 alle 19.49
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