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Il ravvedimento operoso dei versamenti omessi


Un’altra funzione del modello F24 è rappresentata dalla possibilità di essere utilizzato per sanare un omesso o irregolare pagamento effettuato dal contribuente attraverso l’istituto noto come “ravvedimento operoso”.

Tale meccanismo introdotto dall’art. 13 D.Lgs. 472/97, permette al contribuente di sanare spontaneamente le violazioni commesse nell’ambito tributario, mediante il pagamento di una sanzione ridotta (rispetto a quella ordinaria che ricordiamo è pari al 30% dell’importo omesso) ove effettui la regolarizzazione entro dei termini ben precisi.

La Legge di Stabilità 2015 (Legge 190/2014), pubblicata con GU n°300 del 29 dicembre 2014, ha apportato alcune modifiche all'art.13 della Legge 472/1997, in tema di ravvedimento operoso (istituto che consente al contribuente di regolarizzare la propria posizione fiscale, beneficiando di una riduzione delle sanzioni).

L'art.1 comma 637 della legge apporta, in particolare, due rilevanti novità in vigore dal 1°gennaio 2015.

Il ravvedimento è applicabile anche nel caso in cui l'Agenza delle entrate abbia già constatato e notificato al contribuente la violazione ovvero abbia già intrapreso accessi, ispezioni e verifiche.

Il ravvedimento rimane, comunque, inibito nel caso in cui il contribuente abbia ricevuto notifica di atti di liquidazione o di accertamento, tra cui:

  • le comunicazioni da controllo automatizzato (comunicazioni ai sensi dell'art.36-bis del DPR 600/1973);
  • le comunicazione da controllo formale (comunicazioni ai sensi dell'art.36-ter del DPR 600/1973).

In assenza delle inibizioni specificate sopra, il ravvedimento operoso è applicabile senza limiti temporali, mentre fino al 31 dicembre 2014 il contribuente poteva avvalersene solo entro il termine di un anno dalla data di omissione/violazione del versamento ovvero entro il termine massimo di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale era stata commessa la violazione.

Oltre all'imposta dovuta e agli interessi, in sede di ravvedimento il contribuente versa, dunque, la sanzione in misura ridotta. Tale riduzione è pari a (in grassetto le novità della Legge di Stabilità):

  • 1/10 nei casi di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito entro trenta giorni dalla data della sua omissione
  • 1/9 del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni avviene entro novanta giornidall'omissione (o dal termine di presentazione della dichiarazione, se prevista);
  • 1/8 del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni avviene entro un anno dall'omissione (o dal termine di presentazione della dichiarazione, se prevista);
  • (solo per i tributi amministrati dall'Agenzia delle entrate) 1/7 del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni avviene entro due anni dall'omissione ovvero entro il termine di presentazione della dichiarazione dell'anno successivo, se prevista;
  • (solo per i tributi amministrati dall'Agenzia delle entrate) 1/6 del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni avviene oltre due anni dall'omissione ovvero oltre il termine di presentazione della dichiarazione dell'anno successivo, se prevista;
  • 1/5 del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni avviene dopo la constatazione della violazione tramite processo verbale (art.24 della legge 4/1929), fatta esclusione per i casi di mancata emissione di ricevute fiscali, scontrini fiscali, documenti di trasporto o di omessa installazione degli apparecchi per l'emissione dello scontrino fiscale;
  • 1/10 del minimo di quella prevista per l'omissione della presentazione della dichiarazione, se il ritardo non supera i novanta giorni, oppure a 1/10 del minimo di quella prevista per l'omessa presentazione della dichiarazione periodica prescritta in materia di imposta sul valore aggiunto, se il ritardo non supera i trenta giorni.

La legge precisa che la regolarizzazione del versamento tramite ravvedimento non preclude l'inizio o la prosecuzione di accessi, ispezioni, verifiche o altre attività di controllo e accertamento.

Le sanzioni che sono sempre indicate separatamente con l’uso dei seguenti codici tributo:

Sanzione pecuniaria IRPEF 8901
Sanzione pecuniaria addizionale regioanle all'IRPEF   8902
Sanzione pecuniaria IVA 8904
Sanzione pecuniaria IRES 8918
Sanzione pecuniaria sostituti d'imposta 8906
Sanzione pecuniaria IRAP 8907


Il versamento degli interessi deve essere eseguito contestualmente al pagamento del tributo e delle sanzioni, ma separatamente utilizzando i seguenti codici tributo:

Interessi sul ravvedimento IRPEF 1989
Interessi sul ravvedimento IRES 1990
Interessi sul ravvedimento IVA 1991
Interessi sul ravvedimento - imposte sostitutive 1992
Interessi sul ravvedimento IRAP 1993
Interessi sul ravvedimento addizionale Regionale all'IRPEF   1994
Interessi sul ravvedimento addizionale Comunale all'IRPEF   1995


Per la compilazione dei modelli F24 i contribuenti dovranno:

  • indicare i codici tributo 1989, 1990, 1991 e 1992 nella sezione “erario”;
  • indicare i codici tributo 1993 e 1994 nella sezione “regioni”;
  • indicare il codice tributo 1995 nella sezione “IMU ed altri tributi locali”.

In tutti i casi nel campo anno di riferimento deve essere evidenziato l’anno d’imposta cui si riferisce il ravvedimento espresso nella forma AAAA.

Ravvedimento Sprint

Con le novità introdotte dal DL 6 luglio 2011 n.98, convertito nella L.111/2011, art.23, comma 31, è stata introdotta un’ulteriore agevolazione per i contribuenti ai quali, attraverso il nuovo “ravvedimento sprint”, è concessa un’ulteriore riduzione graduale delle sanzioni dovute ove i pagamenti avvengano con un ritardo non superiore ai 14 giorni dalla scadenza originaria. Il ravvedimento “sprint” è consentito a tutti i contribuenti titolari e non di partita IVA,  ma per poterne usufruire è necessario che:

  • la violazione non sia già stata constatata e notificata a chi l'ha commessa;
  • non siano iniziati accessi, ispezioni e verifiche;
  • non siano iniziate altre attività di accertamento (notifica di inviti a comparire, richiesta di esibizione di documenti, invio di questionari).

Questa nuova forma di ravvedimento operoso consiste nella possibilità di avvalersi di una ulteriore, e più vantaggiosa, forma di ravvedimento se attivata entro i 14 giorni successivi alla scadenza dei termini di versamento di imposte e ritenute. 

Cosa cambia per il 2016?

La Legge di Stabilità 2016 (Legge 208/2015) ha anticipato al 01/01/2016 le riduzioni delle sanzioni per omessi versamenti per i contribuenti, previste dall’art.15 del Decreto Legislativo 158/2015. Ai sensi di tale articolo, per i versamenti effettuati entro 90 giorni dalla scadenza, la sanzione è ridotta del 50%.

A partire dal 01/01/2016 l’importo del tributo dovrà essere aumentato di:

  • 0,1% se il pagamento avviene entro 14 giorni;
  • 1,5% (1/10 del 15%) dell’imposta non versata se il versamento avviene tra il 15° ed il 30° giorno;
  • 1,67% (1/9 del 15%) dell’imposta non versata se il versamento avviene entro il 90° giorno;
  • 3,75% (1/8 del 30%) dell’imposta non versata se il versamento entro 1 anno;
  • 4,29% (1/7 del 30%) dell’imposta non versata, se il ravvedimento avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo;
  • 5% (1/6 del 30%) dell’imposta non versata se il ravvedimento avviene oltre due anni.

Si ricorda che:

per il calcolo degli interessi di mora, il nuovo saggio di interessi da applicare per il 2016 è lo 0,2%. Ricordiamo che la formula da utilizzare per il calcolo degli interessi è:

saggio di interessi (0,2%) x importo del tributo x giorni della violazione

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Stampato il 24/02/2017 alle 04:52
http://guide.directio.it/guide-interattive/guida-adempimenti-pmi/indice/adempimenti-periodici/10-versamento-delle-imposte/10_04-ravvedimento-operoso.aspx