Guida adempimenti PMI


Gli altri adempimenti continui


PARAGRAFO 1

Pagamenti e limiti all'uso del contante

Per procedere all’adeguamento alle normative adottate in ambito comunitario, sulla prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, il decreto legge n. 201/2011 ha abbassato la soglia massima per l’utilizzo del denaro contante e dei titoli al portatore, riducendola da 2.500 a 999,99 euro (tale limite era di 12.500 euro fino a maggio 2010 e quindi era poi già stato ridotto prima a 5.000 euro e quindi a 2.500 euro dal 13 agosto 2011).

Anche se non si tratta di un obbligo strettamente fiscale (rientra nella cosiddetta normativa “antiriciclaggio”) riteniamo utile fare alcuni accenni, data la notevole rilevanza pratica della norma,  alle disposizioni che regolano i pagamenti in contanti delle spese.   

Infatti, per procedere all’adeguamento alle normative adottate in ambito comunitario, sulla prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, il DL n. 201/2011 ha abbassato la soglia massima per l’utilizzo del denaro contante e dei titoli al portatore, riducendola da 2.500 a 999,99 euro (tale limite era di 12.500 euro fino a maggio 2010 e quindi era poi già stato ridotto prima a 5.000 euro e quindi a 2.500 euro dal 13 agosto 2011).

Con il DL 16/2012 è stato poi stabilito che, in deroga alle norme sulla limitazione all’uso del contante, è possibile, per alcune tipologie di operatori, vendere beni e servizi a cittadini stranieri non residenti in Italia, a condizione che l’impresa invii apposita comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate (art. 3, co.2 del D.L. 16/2012) secondo le modalità e i termini stabiliti con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 23 marzo 2012.

L’Agenzia delle Entrate, con provvedimento del 2 luglio 2012, ha quindi in parte integrato la comunicazione di cui sopra prevedendo l’inserimento nel modello di un’apposita sezione destinata all’indicazione delle coordinate del conto corrente bancario o postale, intestato al cedente o al prestatore, che lo stesso intende utilizzare per il versamento del denaro contante incassato.

Tale comunicazione può quindi essere presentata, al fine di avvalersi della deroga al divieto di trasferimento di denaro contante:

  • dai soggetti che effettuano operazioni di commercio al minuto ed assimilate, indicate nellart. 22 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, per le quali non v’è obbligo d’emissione della fattura, se non richiesta dal cliente all’effettuazione dell’operazione, tra cui, a titolo di esempio, le operazioni di commercio al minuto autorizzato in locali aperti al pubblico, le prestazioni alberghiere, la somministrazione di alimenti e bevande in pubblici esercizi, le prestazioni di trasporto di persone, le prestazioni di servizi rese nell’esercizio di imprese in locali aperti al pubblico
  • dalle agenzie di viaggio e di turismo, che effettuano le operazioni per la organizzazione di pacchetti turistici costituiti da viaggi, vacanze e connessi servizi, di cui all’art. 74-ter del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633.

L’agevolazione è concessa se l’acquirente è una persona fisica, che non ha cittadinanza italiana né quella di uno dei paesi dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo (Liechtenstein, Islanda, e Norvegia) e risiede al di fuori del territorio dello Stato. Per usufruire di questa deroga l’operatore economico, all’atto dell’acquisto, deve:

-   acquisire fotocopia del passaporto del cliente;
-   ottenere una "autocertificazione" dal cliente in cui si attesta che non possiede la cittadinanza italiana né di uno dei paesi della Ue o dello Spazio Economico Europeo e che non è residente in Italia.

In seguito, entro il primo giorno feriale successivo a quello dell’operazione, è necessario versare il denaro contante incassato sul proprio conto corrente e consegnare all’operatore finanziario fotocopia del documento di riconoscimento del cliente e copia della fattura (o della ricevuta o dello scontrino fiscale) emessa.

In deroga alle norme sulla limitazione all’uso del contante, è possibile per gli operatori del settore del commercio al minuto e agenzie di viaggio e turismo vendere beni e servizi a cittadini stranieri non residenti in Italia, entro il limite di 15.000 euro, a condizione che inviino apposita comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate, ( art. 3, co.2 del D.L. 16/2012) secondo le modalità e i termini stabiliti con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 23/3/2012 e nella quale occorre indicare il conto che il cedente del bene o il prestatore del servizio intende utilizzare.


PARAGRAFO 2

Effettuazione e versamento delle ritenute d'acconto

I soggetti d’impresa che corrispondono compensi a lavoratori autonomi (es. architetti, commercialisti, notai) e ad agenti, devono ottemperare all’obbligo di effettuazione e versamento di una ritenuta d’acconto calcolata in misura percentuale sul compenso liquidato; in pratica, devono provvedere a versare direttamente all’Erario, anziché al professionista o agente, una parte del corrispettivo evidenziato in fattura.

I soggetti d’impresa che corrispondono compensi a lavoratori autonomi (es. architetti, commercialisti, notai) e ad agenti, devono ottemperare all’obbligo di effettuazione e versamento di una ritenuta d’acconto calcolata in misura percentuale sul compenso liquidato; in pratica, devono provvedere a versare direttamente all’Erario, anziché al professionista o agente, una parte del corrispettivo evidenziato in fattura.

Esempio: la fattura di un professionista evidenzia un compenso di 600,00 + IVA (22%) 132,00= 732,00; l’imprenditore dovrà effettuare e versare all’Erario  una ritenuta pari, in questo caso, al 20% di 600,00, cioè 120,00, e pagare al professionista 732,00 – 120,00 = 612,00

I lavoratori autonomi e gli agenti potranno scomputare in sede di dichiarazione dei redditi le ritenute d’acconto subite, che rappresentano imposte versate in anticipo dai propri committenti.

I soggetti d’impresa assumono quindi nei confronti dei professionisti e degli agenti la qualifica di sostituti di imposta così come per i lavoratori dipendenti.

In particolare i sostituti d’imposta devono:

  • versare le ritenute d’acconto entro il giorno 16 del mese successivo a quello del pagamento del compenso;
  • provvedere alla predisposizione ed all’invio di una certificazione annuale (entro la fine del mese di febbraio dell’anno successivo a quello di pagamento del compenso) con la quale viene attestata l’effettuazione del versamento delle ritenute sui compensi corrisposti nel corso dell’anno precedente ad ogni singolo percipiente;
  • provvedere alla compilazione del Modello 770  semplificato sostituti d’imposta.

 


Stampato il 15/09/2019 alle 08.03
http://guide.directio.it/guide-interattive/guida-adempimenti-pmi/indice/adempimenti-periodici/11-gli-altri-adempimenti-continui.aspx