Guida adempimenti PMI



Le start-up innovative


Un  regime speciale -  anche civilistico e fiscale - è abbinato alle c.d. start up innovative, introdotto nel nostro Paese dal D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 (Legge chiamata "Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese"), convertito con modifiche dalla L. 17 dicembre 2012 n. 221, ha proprio  per favorire la nascita e la crescita di nuove imprese innovative (le cosiddette “startup”).

Tali imprese godono ora di una disciplina di favore (detrazioni fiscali per chi investe, maggiore flessibilità nelle assunzioni, ecc..) nel caso soddisfino alcuni requisiti e si iscrivono alla sezione speciale del registro delle imprese. Possono essere startup innovative sia società nuove, sia società costituite da meno di 4 anni; quest’ultime sono chiamate all’iscrizione nell’apposita sezione del registro delle imprese entro 60 giorni dalla entrata in vigore della L. n. 221 del 2012, cioè entro il 17 febbraio 2013.

Quando una  start up è "innovativa”

Una «start-up innovativa» è la società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano ovvero una Societas Europaea, residente in Italia ai sensi dell'art. 73 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione.  La legge prevede poi una serie di requisiti particolari perché una società con questa forma giuridica possa qualificarsi come start-up innovativa:

  1. i soci, persone fisiche, detengono al momento della costituzione e per i successivi 24 mesi, la maggioranza delle quote o azioni rappresentative del capitale sociale e dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria dei soci;
  2. è costituita e svolge attività d'impresa da non più di quarantotto mesi;
  3. ha la sede principale dei propri affari e interessi in Italia;
  4. a partire dal secondo anno di attività della start-up innovativa, il totale del valore della produzione annua, così come risultante dall'ultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio, non è superiore a 5 milioni di euro;
  5. non distribuisce, e non ha distribuito, utili;
  6. ha, quale oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
  7. non è stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda.

Il riconoscimento di “start up innovativa” 

Per le società già costituite l’iscrizione alla sezione speciale del Registro imprese segue, nella sostanza,  le modalità previste dalla regolamentazione vigente:

  1. La domanda d’iscrizione si presenta in forma telematica con firma digitale tramite una Comunicazione Unica al Registro delle Imprese, all’Agenzia delle Entrate, all’INPS e all’INAIL;
  2. La totale esenzione dal pagamento dei diritti di segreteria e dell’imposta di bollo per gli adempimenti nel Registro delle Imprese opera dal momento dell’iscrizione nella sezione speciale e dura non oltre il quarto anno di iscrizione. L’esenzione vale anche per la presentazione della domanda d’iscrizione alla sezione speciale;
  3. L’iscrizione nella sezione speciale si aggiunge alla iscrizione già effettuata alla costituzione nella sezione ordinaria del registro delle imprese;
  4. l’iscrizione nella sezione speciale prevede anche il deposito dell’autodichiarazione sul possesso dei requisiti quale “start up innovativa”.

La domanda di iscrizione alla sezione speciale si produce utilizzando il modello informatico “S5”, indicando le informazioni richieste per la startup nel quadro dell’attività prevalente dell’impresa.

Per le nuove società l’iscrizione al registro segue le modalità previste per la costituzione delle società, integrate con le nuove previsioni per la sezione speciale; in questo caso l’impresa avvia l’attività contestualmente alla costituzione. Se l’impresa non comunica l’inizio attività contestualmente alla costituzione non può chiedere l’iscrizione nella sezione speciale e quindi si procede alla mera iscrizione dell’atto costitutivo nella sezione ordinaria, con imposta di bollo e diritti di segreteria. Anche per le nuove società nel Modello “S5” vanno inserite le informazioni previste per la startup, limitatamente a quanto possibile al momento della costituzione, indicando nel testo che descrive l’ ”attività prevalente”:

  • l'attività svolta, comprese l'attività e le spese in ricerca e sviluppo;
  • l'indicazione dei titoli di studio e delle esperienze professionali dei soci e del personale che lavora nella start-up innovativa, esclusi eventuali dati sensibili;
  • l'indicazione dell'esistenza di relazioni professionali, di collaborazione o commerciali con incubatori certificati, investitori istituzionali e professionali, università e centri di ricerca;
  • l'elenco dei diritti di privativa su proprietà industriale e intellettuale.

E’ previsto l’obbligo di aggiornare tali informazioni con cadenza non superiore a sei mesi. Inoltre l’impresa presenterà una nuova autodichiarazione contestualmente al deposito del bilancio.

“Start up innovative”: agevolazioni fiscali

Le agevolazioni fiscali previste per le start up innovative possono essere suddivise in tre gruppi: detassazione della remunerazione tramite strumenti finanziari, agevolazioni fiscali rivolte agli investimenti e deroga alla disciplina delle società di comodo.

Detassazione della remunerazione tramite strumenti finanziari

Le agevolazioni ex art. 27 del D.L. n. 179/2012 consistono in una defiscalizzazione, fiscale e contributiva, degli emolumenti riconosciuti sotto forma di piani di stock option ai propri amministratori, ai propri dipendenti anche se a tempo determinato o part-time, ai collaboratori continuativi compresi i lavoratori a progetto il cui reddito viene qualificato come reddito assimilato a quello di lavoro dipendente: in particolare le somme corrisposte sotto forma di strumenti finanziari o diritti di opzione nell’ambito di piani di incentivazione non concorrono alla formazione del reddito imponibile dei soggetti beneficiari sia ai fini fiscali, sia ai fini contributivi.

Si tratta di emolumenti premiali (di cui la relazione illustrativa precisa la necessità al fine di fidelizzare il management) tra cui devono essere ricompresi tutti gli incentivi attribuiti mediante assegnazione a titolo gratuito o oneroso di azioni, quote, strumenti finanziari partecipativi emessi o diritti assegnati dalle start-up innovative inclusi i piani di incentivazione.

L’esenzione in oggetto trova applicazione con riferimento a azioni, quote, strumenti finanziari partecipativi o diritti emessi dalla start up innovativa in cui gli amministratori, i dipendenti e i collaboratori prestano la propria attività , nonché a quelli emessi da società che direttamente sono controllate da start up innovative o da incubatori certificati.

L’esenzione opera con riferimento ai soli strumenti finanziari e diritti attribuiti e assegnati ovvero ai diritti di opzione attribuiti e esercitati dopo l’entrata in vigore della L. del 17 dicembre 2012, n. 221.

Inoltre per favorire l’accesso da parte delle start up a servizi di consulenza altamente qualificati compresi quelli professionali, è stato previsto che le azioni, le quote e gli strumenti finanziari partecipativi emessi a fronte dell’apporto di opere e servizi resi in favore di start up innovative o di incubatori certificati non concorrono alla formazione del reddito complessivo del soggetto che effettua l’apporto al momento della loro emissione. In sostanza si tratta di un regime di non imponibilità degli apporti di opere e servizi.

Agevolazioni fiscali rivolte agli investimenti

Le agevolazioni di cui all’art. 29 del D.L. n. 179/2012 previste per incoraggiare gli investimenti in start up da parte di privati e aziende. Le agevolazioni sono diverse a seconda che gli investitori siano:

  • persone fisiche
  • soggetti IRES

e sono riconosciute limitatamente per gli anni 2013, 2014 e 2015.

Per le persone fisiche è prevista una detrazione IRPEF del 19% (25% se l’investimento è in imprese start up in ambito sociale e in quelle che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico) sulla somma investita nel capitale sociale di una o più start up innovative; l’investimento può avvenire direttamente o per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio o altre società che investono prevalentemente in start up innovative.

L’investimento massimo agevolato è pari a 500.000 euro per periodo di imposta e deve essere mantenuto per almeno due anni. La detrazione non fruita nel corso dell’anno può essere, invece, fruita nei tre anni successivi

Per i soggetti IRES, sempre che siano diverse da start up innovative, è possibile dedurre dal proprio reddito imponibile il 20% (27% se l’investimento è in imprese start up a vocazione sociale e in quelle che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico) delle somme investite nel capitale sociale di una o più start up innovative. L’investimento massimo agevolato è di 1.800.000 milioni di euro per ciascun periodo di imposta e deve essere mantenuto per almeno due anni.

Anche per questo tipo di agevolazioni è stato previsto che non trovino applicazione nei confronti delle imprese start up innovative, né degli organismi di investimento collettivo del risparmio o di altre società che investano prevalentemente in imprese start up innovative; in sintesi le start up innovative possono solo essere destinatarie di fondi ma non possono beneficiare dell’agevolazione quali società investitrici.

Sia per le persone fisiche che per i soggetti IRES, in caso di decadenza dal beneficio, le somme detratte o dedotte, maggiorate degli interessi legali, devono essere recuperate a tassazione.

Deroga alla disciplina delle società di comodo e perdita sistemica

Ai sensi dell’art. 26 comma 6 del D.L. n. 179/2012 per le start up innovative è prevista la disapplicazione della disciplina in materia di:

  • società di comodo
  • società in perdita sistematica

“Start up innovative”: rapporti di lavoro

L’art. 28 del D.L. 179/2012, come modificato in sede di conversione nella L. 221/2012, prevede alcune semplificazioni in ordine alla possibilità di ricorrere a contratti di lavoro subordinato, o di somministrazione,  a tempo determinato, nonché alla gestione di tali rapporti.

In termini operativi, la disposizione in commento agevola l’utilizzo di rapporti di lavoro a termine (anche in somministrazione) da parte della start-up innovativa. Il comma 2 dell’art. 28 prevede infatti che in relazione ai contratti a termine stipulati « per lo svolgimento di attività inerenti o strumentali all’oggetto sociale » le motivazioni di cui all’art. 1, comma 1, D. Lgs. 368/2001, (il c.d. “causalone” previsto per il contratto di lavoro subordinato a tempo determinato), ovvero quelle di cui all’art. 20, comma 4, D.Lgs. 276/2003 (previste per la somministrazione a tempo determinato), devono ritenersi sussistenti ex lege.

In tema di successione di contratti a termine, rileviamo la seconda importante agevolazione disposta per le start-up, consistente nel venir meno dell’obbligo di rispettare il c.d. periodo di “stacco” tra un contratto a termine ed il successivo.

Per ciò che attiene alla retribuzione dei lavoratori (a tempo determinato o indeterminato), il comma 7 dell’art. 28 prevede che questa sia composta da una quota fissa ed una variabile:

  • la quota fissa non può essere inferiore al minimo tabellare previsto dal contratto collettivo di lavoro di riferimento per il livello specifico di inquadramento
  • la quota variabile deve invece essere collegata ad obiettivi di efficienza e di incremento della produttività (dell’impresa, del lavoratore o del gruppo di lavoro) ovvero ad altri parametri di rendimento concordati tra le parti.

“Start up innovative”: altre agevolazioni

L’art. 26 del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 (Deroga al diritto societario e riduzione degli oneri per l'avvio) prevede una serie di agevolazioni in deroga alla disciplina civilistica per le start up innovative, e gli incubatori d’impresa certificati, costituite in forma di società a responsabilità limitata.

Copertura delle perdite

In virtù della peculiare natura e rischiosità dell’attività esercitata, l’art. 26 del decreto introduce una serie di deroghe al regime civilistico delle perdite (prescindendo dalla forma societaria) disciplinando l’estensione di dodici mesi del periodo di c.d. “rinvio a nuovo” delle perdite, ovvero dalla chiusura dell’esercizio successivo alla chiusura del secondo esercizio successivo così da consentire alla impresa start-up innovativa di completare l’avvio e di rientrare fisiologicamente dalle perdite maturate nelle primissime fasi. Nello specifico:

  • Perdite minori di 1/3

Qualora le perdite non siano tali da ridurre il capitale al di sotto del minimo legale, viene disposto un allungamento dei tempi, posticipando la convocazione dell’assemblea per la conseguente riduzione del capitale (in caso non vengano ripianate) al secondo esercizio successivo.

  • Perdite maggiori di 1/3

Qualora, invece, le perdite comportino una riduzione del capitale al di sotto del minimo legale, viene disposto che l’assemblea possa rinviare la riduzione del capitale ed il contemporaneo aumento al minimo legale alla data di chiusura dell’esercizio successivo (altrimenti convocata senza indugio, ex artt. 2446 cod.civ., comma secondo, e 2482-bis cod.civ, comma quarto).

Quote sociali

Alla start-up innovativa è consentito, a seguito dell’apporto da parte di soci o di terzi anche di opera o servizi, anche l'istituto (ammesso nelle S.p.A.) dell’emissione di strumenti finanziari partecipativi non imputabili a capitale, forniti di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi, escluso il voto nelle decisioni dei soci, ex artt. 2479 e 2479-bis cod.civ.:

  • diritti partecipativi differenti
  • quote senza diritto di voto
  • quote con diritto di voto non proporzionale

Si opera una deroga al divieto assoluto di operazioni sulle proprie partecipazioni (art. 2474 cod.civ.), consentendo l’attuazione di piani di incentivazione che prevedano l’assegnazione di quote a dipendenti, collaboratori, amministratori o prestatori di opere e servizi, includendovi anche i professionisti. E' una deroga temporanea, in considerazione del limite massimo di 4 anni per l’applicazione del regime delle start-up operative: ne deriverebbe che la società non dovrà più essere proprietaria di proprie quote.

Oneri costitutivi

Esonero per le start up e, ugualmente, per gli incubatori d’impresa dal versamento dei diritti di bollo e di segreteria dovuti agli adempimenti per l’iscrizione al Registro delle Imprese.

Esonero stabilito, inoltre, dal pagamento del diritto annuale dovuto in favore delle Camere di commercio. 

 

Stampato il 15/09/2019 alle 07.47
http://guide.directio.it/guide-interattive/guida-adempimenti-pmi/indice/le-prime-scelte/02-scelta-forma-impresa/02_11-start-up-innovative.aspx