Guida adempimenti PMI


L'apertura della posizione contributiva e assistenziale


PARAGRAFO 1

L'iscrizione alla gestione INPS

Le domande di iscrizione di un’impresa con dipendenti presentate tramite la procedura telematica ComUnica vengono trasmesse all’INPS quando le Camere di Commercio hanno verificato le informazioni ricevute dall’azienda o dagli intermediari autorizzati.

Attraverso il sistema di Comunicazione Unica è possibile eseguire tutti i principali adempimenti verso la Camera di Commercio, l'INPS, l'INAIL, l'Agenzia delle Entrate e il SUAP (Sportello Unico Attività Produttive), organi regionali deputati alla tenuta dell’Albo delle Imprese Artigiane, previsti per l'avvio dell'attività d'impresa e per tutte le successive modificazioni e/o cessazioni.

Tale sistema interessa:

  • le imprese che hanno rapporti con lavoratori dipendenti;
  • le imprese agricole con lavoratori dipendenti;
  • i titolari, soci e collaboratori delle Imprese Artigiane ed esercenti attività commerciali.

Le domande di iscrizione di un’impresa con dipendenti presentate tramite la procedura telematica ComUnica vengono trasmesse all’INPS quando le Camere di commercio hanno verificato le informazioni ricevute dall’azienda o dagli intermediari autorizzati.

Al termine delle operazioni di validazione dei dati ricevuti, l’istanza di iscrizione viene trasmessa all’Istituto di Previdenza, che attribuisce il numero di matricola e associa tale matricola alla direzione INPS di riferimento. Viene quindi emessa una ricevuta di iscrizione che riporta le principali informazioni trasmesse, il protocollo di sede e il numero della pratica CUI (Comunicazione Unica d’Impresa), al quale occorre far riferimento per la consultazione degli allegati. La ricevuta viene trasmessa con posta elettronica certificata all’indirizzo PEC indicato nell’istanza ComUnica.

Si ricorda che l’utilizzo del sistema di comunicazione in oggetto è obbligatorio per tutte le notizie che hanno rilievo al fine di un aggiornamento delle informazioni contenute negli archivi del Registro delle imprese:

  • iscrizione e dichiarazione di inizio attività;
  • cessazione dell’impresa;
  • variazione dell’indirizzo dell’impresa;
  • variazione dell’indirizzo di residenza del titolare o del socio;
  • variazione dei dati anagrafici del titolare o del socio;
  • iscrizione della società con contestuale inizio attività del socio ai fini previdenziali;
  • cessazione della società;
  • cessazione dalla carica di socio;
  • variazione di forma giuridica;
  • variazione dell’attività svolta

Le richieste di variazione sono presenti nell’apposita funzione “Variazione da ComUnica”, le richieste di modifica dell’indirizzo della sede legale e/o operativa, le sospensioni, le riattivazioni e le cessazioni verranno automaticamente accolte e validate negli archivi centrali dell’INPS.

È, inoltre, possibile richiedere la sospensione della posizione aziendale per assenza temporanea di personale dipendente, nonché la successiva ripresa dei versamenti contributivi per effetto di nuove assunzioni.

Le norme in materia di ComUnica prevedono un termine massimo di sette giorni entro cui le Amministrazioni competenti debbono comunicare all’interessato e all’Ufficio del Registro delle Imprese, per via telematica, i dati definitivi relativi alle posizioni registrate. 

Iscrizione dell’imprenditore artigiano

Con l’iscrizione al Registro delle Imprese l’artigiano assolve anche all’obbligo di iscrizione all’INPS ai fini pensionistici. La decisione sull’iscrivibilità del titolare e dei familiari coadiutori dell’impresa artigiana spetta alla Commissione provinciale per l’artigianato istituita presso la Camera di Commercio, la quale provvede poi a trasmetterla all’INPS per l’inserimento nella gestione speciale artigiani. Tramite ComUnica l’artigiano si iscrive all’INPS compilando la modulistica informatica di competenza.

Iscrizione del commerciante

La comunicazione al Registro delle Imprese, come per l’imprenditore artigiano, anche per il commerciante ha effetto ai fini dell’iscrizione all’INPS e del pagamento dei contributi e premi dovuti ai sensi dell’art. 44 del D.L. 269/2003

Tramite ComUnica il commerciante si iscrive all’INPS compilando la modulistica informatica di competenza dell’ente previdenziale. La domanda si presenta sia per il titolare sia per gli eventuali coadiutori familiari. La Camera di commercio trasmette all’INPS i dati dei soggetti da iscrivere nella sezione speciale dei commercianti e l’ente notificherà agli interessati l’avvenuta iscrizione e richiederà il pagamento dei contributi dovuti.


PARAGRAFO 2

L'INPS per i commercianti

L'obbligo per i commercianti di assicurarsi all’INPS è sorto nel 1960, inizialmente contro la malattia, e dal 1965 è divenuto obbligatorio anche per la pensione. Dalla stessa data è stata quindi istituita, presso l'INPS, la gestione speciale per l'assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti.

Il commerciante e l’attività commerciale

L'imprenditore commerciale è il titolare di un'impresa che opera nel settore del commercio, terziario e turismo e che, a prescindere dal numero dei dipendenti, sia organizzata prevalentemente con lavoro proprio ed eventualmente dei componenti la famiglia.

Più precisamente l’art. 2195 cod.civ definisce l’imprenditore commerciale come colui che esercita professionalmente:

  • un’attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi;
  • un’attività intermediaria nella circolazione dei beni;
  • un’attività di trasporto per terra, per acqua o per aria;
  • un’attività bancaria;
  • altre attività ausiliarie alle precedenti.

Sono commercianti coloro che svolgono le seguenti attività: 

I commercianti devono partecipare personalmente al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza, avere la piena responsabilità dell'impresa con assunzione di rischi e oneri connessi alla gestione, requisito non richiesto per i familiari coadiutori preposti al punto di vendita e per i soci di società a responsabilità limitata.

L’attività deve essere prevalente rispetto alle altre attività lavorative esercitate contemporaneamente. La prevalenza sarà valutata in base al tempo dedicato personalmente a ciascuna attività (Circolare INPS n. 25/1997).

La riforma della disciplina relativa al settore del commercio ha previsto (Decreto Legislativo n. 114 del 31 marzo 1998, integrato e modificato dal D. Lgs 59/2010): 

- la liberalizzazione delle licenze;

- la semplificazione delle procedure burocratiche;

- la riduzione delle tabelle merceologiche in due settori: alimentari e non alimentari;

- il decentramento dei poteri burocratici alle Regioni e ai Comuni.

Iscrizione INPS

L'obbligo per i commercianti di assicurarsi all’INPS è sorto nel 1960, inizialmente contro la malattia, e dal 1965 è divenuto obbligatorio anche per la pensione. Dalla stessa data è stata quindi istituita, presso l'INPS, la gestione speciale per l'assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti.

Ai fini pensionistici, devono iscriversi alla gestione speciale le seguenti tipologie di soggetti:

  • i titolari e i contitolari delle imprese familiari, nonché i familiari coadiutori;
  • i soci di società di persone, ed in particolare:

- per le società in accomandita semplice i soci accomandatari, mentre gli accomandanti sono iscrivibili se esiste un rapporto di parentela ovvero di affinità entro il terzo grado con il socio accomandatario e se l’attività della Società viene svolta con carattere di abitualità e di prevalenza (Circolare INPS n.12/2008)

- per le società in nome collettivo solo i soci che partecipino al lavoro con carattere di abitualità e di prevalenza:

  • i soci di società a responsabilità limitata (l’obbligo per tali soggetti decorre dal 1° gennaio 1997, a condizione che partecipino al lavoro con carattere di abitualità e prevalenza: l'attività deve quindi essere organizzata con il lavoro dei soci ed eventualmente dei loro familiari);
  • i promotori finanziari (coloro che operano in veste di agenti o di mandatari). Anche per tali soggetti, a decorrere dal 1° gennaio 1997,  è stato introdotto l'obbligo assicurativo presso la gestione degli esercenti attività commerciali, con le seguenti decorrenze.

- dal 1° gennaio 1997 per coloro che erano, a tale data, iscritti all'albo CONSOB;

- dalla data di iscrizione all'albo per coloro che abbiano iniziato l'attività dopo il 1° gennaio 1997.

  • i soci di società semplici che gestiscono immobili, quando l’attività immobiliare comprenda, oltre alla gestione di immobili, anche l’attività di compravendita e/o costruzione (Circolare INPS n.171/2003);
  • gli agenti di spettacolo, la cui figura è caratterizzata dallo svolgimento di attività di rappresentanza, tutela ed assistenza e consulenza degli artisti tramite la stipula di clausole contrattuali, nella ricerca e selezione delle occasioni di lavoro nell’interesse dall’artista rappresentato (Circolare INPS n.171/2003);
  • i soggetti che svolgono attività di guida turistica in forma imprenditoriale, mentre se l’attività è professionale, i soggetti devono essere iscritti alla gestione separata INPS (Circolare INPS n.12/2008).

I familiari coadiutori - Tra i soggetti individuati precedentemente, rientrano anche i familiari coadiutori il cui obbligo all’iscrizione sorge quando lavorino abitualmente e prevalentemente nell'azienda ed abbiano compiuto il 15° anno di età.

A decorrere dal 1° gennaio 1997 devono essere assicurati tutti i parenti e gli affini entro il 3° grado che prestino la loro opera con carattere di abitualità e prevalenza nell’impresa commerciale (Circolare INPS n.171/2003).

Per coadiutori si intende:

  • il coniuge;
  • i figli legittimi, legittimati, adottivi ed affiliati;
  • i figli naturali legalmente e giudizialmente riconosciuti;
  • i figli nati da precedente matrimonio dell'altro coniuge;
  • i minori regolarmente affidati;
  • i nipoti in linea diretta e in linea collaterale (figli di fratelli e sorelle);
  • i fratelli e le sorelle;
  • gli ascendenti (genitori, nonni, bisnonni) e gli  equiparati ai genitori (adottanti, affilianti naturali  di figli legalmente riconosciuti, ecc.);
  • gli affini entro il 3° grado.

Condizioni per l’iscrizione 

I requisiti necessari ai fini dell’obbligo assicurativo, per le attività svolte sia in forma individuale che in forma societaria, per quanto riguarda i commercianti sono i seguenti:

  • titolarità o gestione in proprio di imprese che, indipendentemente dal numero dei dipendenti, siano organizzate e/o dirette prevalentemente con il lavoro proprio e con quello dei familiari coadiutori, nel caso in cui collaborino all’interno dell’impresa;
  • partecipazione personale al lavoro aziendale con abitualità e prevalenza;
  • partecipazione, in qualità di coadiutore, al lavoro aziendale (ex preposto al punto vendita);
  • piena responsabilità dell’impresa e assunzione di tutti gli oneri e dei relativi rischi di gestione (requisito non richiesto per familiari coadiutori e per i soci di società a responsabilità limitata);
  • possesso delle autorizzazioni o licenze eventualmente previste dalla legge per esercitare l’attività.

L’importo dei contributi dovuti si calcola applicando le aliquote vigenti sul reddito di impresa, denunciato ai fini delle imposte sul reddito, dell’anno al quale i contributi si riferiscono (art. 1, c. 1, Legge 233/1990).

Per reddito di impresa si intende la somma dei redditi di ogni categoria al netto delle perdite, al netto delle eventuali perdite dei periodi di imposta precedenti scomputate dal reddito dell’anno, conseguiti nell’anno di riferimento, derivanti dall’esercizio di imprese commerciali ammesse al regime di contabilità semplificata.

Non essendo possibile conoscere in anticipo i redditi effettivamente realizzati nel corso dell'anno, i contributi dovranno essere versati a titolo di acconto delle somme dovute sulla base dei redditi denunciati nella dichiarazione dei redditi relativa all'anno al quale i contributi si riferiscono (art. 3 bis D.L. n. 384/1992).

Le eventuali somme a saldo saranno versate in unica soluzione entro il termine previsto per il versamento delle imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi.

La contribuzione IVS a saldo deve essere:

-      calcolata sulla totalità dei redditi di impresa dichiarati ai fini delle imposte sui redditi;

-      rapportata ai redditi di impresa prodotti nello stesso anno al quale il contributo si riferisce.

A decorrere dal 1994 i commercianti sono tenuti ad indicare nella dichiarazione dei redditi dell’anno al quale il contributo previdenziale si riferisce:

-      i dati relativi alla base imponibile

-      i dati relativi al contributo dovuto

-      i versamenti effettuati a titolo di acconto e saldo

I contributi sono costituiti da una quota fissa e una quota calcolata come percentuale del reddito nei limiti di un minimale ed un massimale.

Le aliquote contributive variano in base alla tipologia di soggetti obbligati al versamento e all’entità del reddito di impresa.

I soggetti iscritti alla gestione commercianti saranno tenuti al pagamento dei contributi sui minimali di reddito per sé, per i coadiuvanti e coadiutori in quattro scadenze:

-      16 maggio

-      16 agosto

-      16 novembre

-      16 febbraio dell’anno successivo

 

 


PARAGRAFO 3

L'INPS per gli artigiani

L'assicurazione obbligatoria per gli artigiani è nata nel 1956 contro la malattia, e dal 1959 si è estesa ai fini pensionistici. Dalla stessa data è stata quindi istituita, presso l'INPS, la gestione speciale per l'assicurazione obbligatoria invalidità, vecchiaia e superstiti. Da ultimo, l’attività artigiana è stata regolamentata con l’approvazione della legge 443 del 1985 (legge-quadro per l’artigianato).

L’imprenditore artigiano

L’inquadrabilità di un' impresa tra quelle “artigiane” discende dalla verifica della sussistenza di taluni requisiti fissati dall’art. 2 della Legge 443/85. Tale norma delega alle Regioni, in base a quanto previsto dall’art. 117, primo comma, della Costituzione, l’emanazione di provvedimenti finalizzati alla tutela, sviluppo e valorizzazione delle produzioni artigiane, con particolare riferimento alle agevolazioni di accesso al credito, ricerca applicata e formazione professionale.

È considerato titolare di impresa artigiana colui che:

  • eserciti abitualmente e professionalmente l’impresa con piena responsabilità;
  • apporti in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo;
  • eserciti un’attività diretta alla produzione di beni e servizi con esclusione di quelle agricole e commerciali.

L’attività per essere considerata “artigiana” deve essere quindi anche manuale: non può limitarsi alla sola organizzazione del lavoro e all’amministrazione dell’impresa.

L’impresa artigiana

E’ considerata artigiana l’impresa, esercitata dall’imprenditore artigiano, avente per scopo prevalente la produzione di beni, anche semilavorati, o di servizi (art. 3, comma 1, Legge 443/85).

Forme di impresa possibili

-      società, anche cooperativa, a  condizione che la maggioranza dei soci svolga prevalentemente lavoro personale, anche manuale, nel processo produttivo e che nell’impresa il lavoro prevalga sul capitale (art. 3, comma 2, Legge 443/85 modificato dall’art. 13, Legge 57/2001)

-      società a responsabilità limitata con unico socio a condizione che il socio abbia i requisiti dell’imprenditore artigiano e non sia unico socio di altra società a responsabilità liitata o socio di una società in accomandita semplice;

-      società in accomandita semplice, a condizione che ciascun socio accomandatario abbia i requisiti dell’imprenditore artigiano e non sia unico socio di una società a responsabilità limitata o socio di altra società in accomandita semplice.

L’imprenditore artigiano può essere titolare di una sola impresa artigiana.

L’attività dell’impresa può anche essere svolta con la prestazione d’opera di lavoratori dipendenti, diretti personalmente dall’imprenditore artigiano o dai soci, purché non vengano superati i limiti di seguito indicati (art. 4 Legge 443/85):

attività

Ai fini del rispetto dei limiti dimensionali si fa presente che:

NON SONO COMPUTATI

-      Per un periodo di due anni gli apprendisti che abbiano conseguito la qualifica e siano mantenuti in servizio dalla stessa impresa artigiana;

-      I lavoratori a domicilio, a condizione che non superino un terzo dei dipendenti non apprendisti occupati presso l’impresa artigiana;

-      I portatori di handicap.

SONO COMPUTATI

-      I familiari dell’imprenditore, sebbene partecipanti all’impresa familiare, a condizione che svolgano la loro attività lavorativa prevalentemente e professionalmente nell’ambito dell’impresa artigiana;

-      I soci, tranne uno, che svolgono il lavoro prevalentemente personale nell’impresa artigiana;

-      I lavoratori dipendenti qualunque sia la mansione svolta.

Forme di impresa escluse

-      società per azioni;

-      società in accomandita per azioni;

-      società che svolgano attività agricola, di intermediazione, di somministrazione, di alimenti e bevande, di prestazioni di servizi commerciali ed attività ausiliarie, a meno che non sano solo strumentali e accessorie all’esercizio dell’impresa.

Iscrizione INPS

L'assicurazione obbligatoria per gli artigiani è nata nel 1956, inizialmente contro la malattia, e dal 1959 si è estesa ai fini pensionistici. Dalla stessa data è stata quindi istituita, presso l'INPS, la gestione speciale per l'assicurazione obbligatoria invalidità, vecchiaia e superstiti (art. 3 Legge 463/59).

Devono iscriversi, ai fini pensionistici, alla gestione speciale, le seguenti tipologie di soggetti:

  • i titolari delle imprese artigiane;
  • i contitolari delle imprese familiari;
  • i familiari coadiuvanti;
  • i soci accomandatari di S.A.S. (Legge 20 maggio 1997 n.133);
  • il socio unico di società a responsabilità limitata (Legge 20 maggio 1997, n. 133);
  • i soci di società a responsabilità limitata che hanno richiesto l’iscrizione della società all’Albo delle Imprese Artigiane con l’apposita domanda presentata alla Commissione Provinciale per l’Artigianato. In questo caso la maggioranza dei soci svolge in forma prevalente lavoro personale, anche manuale, nel processo produttivo, e  la maggioranza dei soci prestatori d’opera detiene la maggioranza del capitale sociale e negli organi deliberanti (obbligo introdotto con la Legge 5 marzo 2001, n. 57).

Gli artigiani sono tenuti a pagare i contributi alle gestioni assicurative di categoria sul reddito d’impresa dichiarato ai fini delle imposte sui redditi, relativo all’anno precedente, determinato sommando i redditi di ogni categoria e sottraendo le perdite derivanti dall’esercizio di imprese commerciali ammesse al regime di contabilità semplificata.

Non essendo possibile conoscere anticipatamente i redditi conseguiti effettivamente nel corso dell’anno, i versamenti da effettuare saranno computati a titolo di acconto delle somme dovute sulla base dei redditi dichiarati nella dichiarazione relativa all’anno al quale i contributi si riferiscono. Le eventuali somme dovute a saldo saranno versate in unica soluzione entro il termine previsto per il versamento delle imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi.

La contribuzione IVS a saldo deve essere:

-      calcolata sulla totalità dei redditi di impresa dichiarati ai fini delle imposte sui redditi;

-      rapportata ai redditi di impresa prodotti nello stesso anno al quale il contributo si riferisce.

A decorrere dal 1994 i soggetti iscritti alla gestione speciale degli artigiani sono tenuti ad indicare nella dichiarazione dei redditi dell’anno al quale il contributo previdenziale si riferisce:

-      i dati relativi alla base imponibile

-      i dati relativi al contributo dovuto

-      i versamenti effettuati a titolo di acconto e saldo

I contributi sono costituiti da una quota fissa e una quota calcolata come percentuale del reddito nei limiti di un minimale ed un massimale.

Le modalità di determinazione della base imponibile per i periodi di iscrizione inferiori all’anno hanno formato oggetto di numerose disposizioni da parte dell’ente. A tale proposito è necessario distinguere tra:

a)       Soggetti con anzianità contributiva in una qualsiasi gestione pensionistica obbligatoria alla data del 31 dicembre 1995: ai sensi dell’art. 1, c. 7 della L. 233/1990, in caso di assicurazione per periodi inferiori all’anno solare, i contributi IVS debbono essere pagati solamente per i periodi di effettivo lavoro. Pertanto, ad esempio, nell’ipotesi di cessazione dell’attività nel corso dell’anno 2015, il saldo deve essere calcolato sulla somma totale dei redditi di impresa prodotti nel 2015, mentre il massimale imponibile da prendere a riferimento viene riproporzionato in base al periodo di svolgimento dell’attività d’impresa

b)      Soggetti privi di anzianità contributiva in una qualsiasi gestione pensionistica obbligatoria alla data del 31 dicembre 1995, iscritti a decorrere dal 1° gennaio 1996 o successivamente a tale data: per questi soggetti il massimale contributivo, di cui all’art.2, c. 18, della L. n. 335/1995, non è frazionabile a mese. Nei casi di attività svolta per una parte soltanto dell’anno vi è l’obbligo di far riferimento all’intero ammontare del reddito prodotto nei 12 mesi, applicando le previste aliquote sul reddito complessivamente considerato e sino al massimale annuo prestabilito. In ogni caso deve essere garantito il pagamento dei contributi calcolati sul minimale di reddito per i mesi di attività (Circolare INPS 12 giugno 2003, n. 102).

Le aliquote contributive variano in base alla tipologia di soggetti obbligati al versamento e all’entità del reddito di impresa.

Il titolare di impresa artigiana sarà tenuto al pagamento dei contributi sui minimali di reddito per sé, per i coadiuvanti e coadiutori in quattro scadenze:

-      16 maggio

-      16 agosto

-      16 novembre

-      16 febbraio dell’anno successivo

 


PARAGRAFO 4

Modalità di versamento dei contributi

L'importo dei contributi da versare, sia per gli iscritti alla gestione previdenziale dei commercianti che degli artigiani, si calcola in relazione alla totalità dei redditi di impresa dichiarati ai fini IRPEF, prodotti nello stesso anno al quale i contributi si riferiscono.

I commercianti e gli artigiani sono tenuti a versare la contribuzione utile all'erogazione delle prestazioni pensionistiche e dei trattamenti di maternità.

É  possibile realizzare una copertura assicurativa ai fini pensionistici dei periodi di assenza dal lavoro o privi di attività per diversi motivi, mediante l'accredito di contribuzione  figurativa, il versamento di contribuzione volontaria e il riscatto contributivo. É infine prevista la ricongiunzione presso un solo ente dei periodi e delle posizioni assicurative  maturati presso enti o fondi di previdenza diversi.

L'importo dei contributi da versare, sia per gli iscritti alla gestione previdenziale dei commercianti che degli artigiani, si calcola in relazione alla totalità dei redditi di impresa dichiarati ai fini IRPEF, prodotti nello stesso anno al quale i contributi si riferiscono.

I contributi in argomento sono, dunque, dovuti non solo sul reddito derivante dall’attività che ha dato luogo all’iscrizione, ma anche su tutti gli ulteriori eventuali redditi d’impresa conseguiti dal contribuente nel periodo di riferimento (quali ad esempio, tra gli altri, i redditi da partecipazione).

In particolare, è opportuno precisare che costituiscono redditi d’impresa non solo quelli derivanti dall’esercizio, per professione abituale, delle attività di cui all’art.2195 cod.civ., ma anche quelli che derivano dall’esercizio di attività organizzate in forma di impresa dirette alla prestazione di servizi che non rientrano nell’ambito di cui all’art.2195 cod.civ. citato. I redditi delle società in nome collettivo ed in accomandita semplice, da qualsiasi fonte provengano e quale che sia l’oggetto sociale, sono considerati in ogni caso redditi di impresa e come tali attribuiti ai singoli soci in ragione della loro partecipazione agli utili. Anche l’attività di gestione, conduzione, locazione ed affitto di beni immobili produce redditi d’impresa se esercitata da società di persone o di capitali (S.r.l.).

A tale conclusione non può pervenirsi, invece, allorché detta attività costituisca l’oggetto sociale dell’attività svolta da una società semplice (in tal senso si esprime l’INPS nella Circolare 12 giugno 2003, n. 102).

La base imponibile

In relazione ai soci di società a responsabilità limitata, la base imponibile è costituita dalla quota parte del reddito d’impresa dichiarato dalla società ai fini fiscali ed  attribuita al socio in ragione della quota di partecipazione agli utili, prescindendo dagli eventuali accantonamenti a riserva o dalla effettiva distribuzione degli utili stessi. La base imponibile rileva, comunque, non oltre il limite del massimale contributivo.

L’INPS richiede in ogni caso il versamento dei cosiddetti “contributi fissi (o minimi)”  conteggiati su un limite minimo di imponibile ai fini contributivi, variabile di anno in anno.

Cassetto previdenziale

L'INPS con messaggio n. 801 del 15 gennaio 2014 ha ricordato agli iscritti in corso d’anno alla gestione artigiani e commercianti che non sono più inviate:

  • lettere, in modalità cartacea, di avviso dei contributi in scadenza;
  • avvertenze per la compilazione del modello F24.

Pertanto è possibile reperire la lettera informativa contenente i dati relativi agli importi da pagare accedendo via internet al Cassetto nella sezione comunicazione bidirezionale.

I contribuenti sono, dunque, chiamati ad abilitarsi all’applicazione “Cassetto previdenziale artigiani e commercianti” dal sito dell’INPS attraverso un codice PIN che può essere ottenuto sostanzialmente in due distinti modi:

  • recandosi all’ufficio INPS competente con documento di riconoscimento e chiedendo il proprio PIN che verrà rilasciato seduta stante;
  • richiedendo il proprio codice PIN direttamente dal sito dell’Ente, cliccando su “il pin online” e poi su “richiedi Pin”; una volta predisposta la richiesta on-line il sistema invierà all’indirizzo mail indicato la prima parte del codice, mentre la seconda parte verrà spedita via posta all’indirizzo di residenza indicato.

Ottenuto il codice PIN ogni contribuente potrà accedere alla propria posizione (cassetto previdenziale) e visualizzare la propria posizione contributiva, ed i relativi versamenti dovuti, attraverso il sito www.INPS.it.

I contributi dovuti sulla base della quota di reddito d'impresa superiore al minimale devono essere versati, a titolo di saldo per l’anno precedente e a titolo di primo e secondo acconto in relazione all’anno in corso, entro i termini previsti per il pagamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche.

Qualora il reddito dell’anno precedente sia di ammontare superiore al minimale, è necessario pertanto versare – entro i termini previsti per il pagamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche – i contributi dovuti a titolo di saldo e primo acconto (a giugno), nonché il secondo acconto (a novembre).

Il reddito da prendere in considerazione, ai fini del versamento degli acconti, è ovviamente quello dell’anno precedente.

Il versamento sul minimale di reddito sarà considerato come acconto della somma da corrispondere in base alla totalità dei redditi d’impresa effettivamente prodotti nell’anno in corso.

Nel caso in cui il titolare si avvalga anche dell’attività di familiari collaboratori, i contributi eccedenti il minimale vanno determinati nella seguente maniera:

  • imprese familiari legalmente costituite: sia i contributi per il titolare, sia quelli per i collaboratori devono essere calcolati tenendo conto della quota di reddito denunciata da ciascuno ai fini fiscali;
  • aziende non costituite in imprese familiari: il titolare può attribuire a ciascun collaboratore una quota del reddito denunciato ai fini fiscali. In nessun caso il totale dei redditi attribuiti ai collaboratori può superare il 49% del reddito globale di impresa.

Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti: nuove funzionalità nell’ottica della bidirezionalità

L'INPS con messaggio n. 4211 del 18 aprile 2014 informa che il Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti è stato integrato con le seguenti funzionalità:

  • Alert per segnalare la necessità di inserire i propri recapiti (e-mail, ovvero PEC) al fine di consentire all'Istituto di potenziare al massimo le possibilità di fruizione di tutti i servizitelematici presenti nel Cassetto.
  • Visualizzazione dell'esito delle istanze presentate attraverso il canale dei ServiziOnline (c.d. istanze telematizzate): esito domande telematizzate
  • Possibilità di riprodurre le informazioni inserite in fase di presentazione delle istanze telematizzate: Domande telematizzate - esito lavorazioni - dettaglio
  • Possibilità di effettuare il download della ricevuta in formato pdf delle istanzetelematizzate presentate
  • Visualizzazione in anagrafica aziendale, dei periodi di attività legati ad ogni singolaposizione previdenziale intestata al codice fiscale del titolare, al fine di fornire unprimo e immediato dato indicativo e sintetico dei propri periodi contributivi imposti: Anagrafica aziendale - Periodi di attività
  • Possibilità di inviare, visualizzare e scaricare le ricevute di versamento (delega modello F24 quietanzate) in formato pdf: Comunicazione bidirezionale – Inviocomunicazioni, Lista comunicazioni
  • Consultazione delle c.d. “News”, ossia di tutte le segnalazioni di carattere esclusivamente tecnico – applicativo di cui si intende fornire un’immediata visibilità: Comunicazione bidirezionale - News e archivio news.
  • Consultazione delle Circolari e dei Messaggi di diretta competenza dell’area Artigiani e Commercianti e aventi rilevanza esterna: Comunicazione bidirezionale –Circolari e Messaggi

F24 precompilati sul sito dell'INPS

A partire dal 24 aprile 2014 artigiani e commercianti hanno a disposizione sul sito dell'Istituto il prospetto e i modelli F24 precompilati per il versamento dei contributi dovuti per l’anno 2014.

Gli F24 sono accessibili dal Cassetto Previdenziale degli Artigiani e dei Commercianti nella sezione Posizione assicurativa – Dati del modello F24. Per accedere al Cassetto Previdenziale è necessario dotarsi di PIN rilasciato dall’Istituto.  

Successivamente viene resa disponibile anche la lettera in formato PDF nella sezione Comunicazione bidirezionale – Modelli F24. Contestualmente è inviata una email di alert agli iscritti e ai loro delegati di cui risulta l’indirizzo di posta elettronica. 

E’ comunque possibile delegare una persona di propria fiducia, o una associazione di categoria, per accedere al Cassetto e per presentare eventuali domande relative alla propria posizione. La delega può essere effettuata tramite il Cassetto Previdenziale degli artigiani e commercianti, accedendo alla funzionalità “gestione deleghe”.


PARAGRAFO 5

Le aliquote contributive del 2015

Le aliquote contributive, così come i minimali e i massimali di reddito, variano annualmente e si differenziano in base ai seguenti caratteri distintivi: artigiani/commercianti, titolari/soci/coadiuvanti di età superiore a 21 anni, coadiuvanti con età inferiore o pari a 21 anni, anzianità di iscrizione nella gestione, fasce di reddito d’impresa.

Dal 1° gennaio 2012, le aliquote contributive pensionistiche di finanziamento e di computo delle gestioni pensionistiche dei lavoratori artigiani e commercianti iscritti alle gestioni autonome dell’Inps, sono incrementate di 1,3 punti percentuali e successivamente di 0,45 punti percentuali ogni anno fino a raggiungere il livello del 24% (art. 24, co. 22 DL n. 201/2011).

Le aliquote contributive, così come i minimali e i massimali di reddito, variano annualmente e si differenziano in base ai seguenti caratteri distintivi:

  • artigiani/commercianti;
  • titolari/soci/coadiuvanti di età superiore a 21 anni;
  • coadiuvanti con età inferiore o pari a 21 anni;
  • anzianità di iscrizione nella gestione;
  • fasce di reddito d’impresa.

L'INPS con Circolare n. 26 del 4 febbraio 2015 ha fornito indicazioni riguardanti la contribuzione per l'anno 2015 per artigiani ed esercenti attività commerciali

Le aliquote contributive per il finanziamento delle gestioni pensionistiche dei lavoratori artigiani e commercianti, per l’anno 2015, sono pari alla misura del 22,65%. Continuano ad applicarsi, anche per l’anno 2015, le disposizioni relative alla riduzione del 50% dei contributi dovuti dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali con più di sessantacinque anni di età, già pensionati presso le gestioni dell’Istituto.

Contribuzione IVS sul minimale di reddito

Per l'anno 2015, il reddito minimo annuo da prendere in considerazione ai fini del calcolo del contributo IVS dovuto dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali è pari ad Euro 15.548,00. Pertanto le aliquote per il corrente anno risultano come segue:

  • Titolari di qualunque età e coadiuvanti/ coadiutori di età superiore a 21 anni: artigiani (22,65%) ecommercianti (22,74%);
  • coadiuvanti / coadiutori di età non superiore ai 21 anni: artigiani (19,65%) e commercianti (19,74%);

In conseguenza di quanto sopra, il contributo calcolato sul reddito “minimale” risulta così suddiviso:

minimale

Per i periodi inferiori all'anno solare, il contributo sul “minimale” rapportato a mese risulta pari a:

minimale raportato

Si precisa che il minimale di reddito ed il relativo contributo annuo devono essere riferiti al reddito attribuito ad ogni singolo soggetto operante nell'impresa.

Massimale imponibile di reddito annuo

Per l'anno 2015 il massimale di reddito annuo entro il quale sono dovuti i contributi IVS è pari ad Euro 76.872,00. Per quanto precede, il contributo previdenziale massimo dovuto per l’IVS risulta come segue:

 massimali

Contribuzione a saldo

Il contributo IVS dovuto da artigiani e commercianti è calcolato sulla totalità dei redditi d'impresa denunciati ai fini IRPEF ed è rapportato ai redditi d'impresa prodotti nello stesso anno al quale il contributo si riferisce (quindi, per i contributi dell'anno 2015, ai redditi 2015, da denunciare al fisco nel 2016).

Qualora la somma dei contributi sul minimale e di quelli a conguaglio versati alle previste scadenze sia inferiore a quanto dovuto sulla totalità dei redditi d'impresa realizzati nel 2015, è dovuto un ulteriore contributo a saldo da corrispondere entro i termini di pagamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche.

Termini e modalità di versamento

I contributi devono essere versati  tramite i modelli di pagamento unificato F24 alle scadenze che seguono:

  • 16 maggio, 22 agosto, 16 novembre e 16 febbraio dell’anno successivo per il versamento delle quattro rate dei contributi dovuti sul minimale di reddito;
  • entro i termini previsti per il pagamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche in riferimento ai contributi dovuti sulla quota di reddito eccedente il minimale, a titolo di saldo, primo e secondo acconto.

PARAGRAFO 6

Esercizio di più attività

I commercianti e gli artigiani che esercitino contemporaneamente, anche in un’unica impresa, più attività assoggettabili a diverse forme di assicurazione obbligatoria (IVS) devono essere iscritti nell’assicurazione che, a giudizio dell’INPS, corrisponda all’attività alla quale dedicano personalmente la loro intera opera in misura prevalente (art.1, co.208, L.662/1996).

I commercianti e gli artigiani che esercitino contemporaneamente, anche in un’unica impresa, più attività assoggettabili a diverse forme di assicurazione obbligatoria (IVS) devono essere iscritti nell’assicurazione che, a giudizio dell’INPS, corrisponda all’attività alla quale dedicano personalmente la loro intera opera in misura prevalente (art.1, co.208, L.662/1996).

Tale principio, tuttavia, è applicabile alle attività autonome esercitate in forma di impresa dai commercianti, dagli artigiani e dai coltivatori diretti, i quali vengono iscritti in una delle corrispondenti gestioni INPS. Restano, invece, esclusi dall’applicazione di detto principio i rapporti di lavoro per i quali è obbligatoriamente prevista l’iscrizione alla Gestione Separata INPS (art.2, c.26, L.335/1995; art.12, c.11, DL 78/2010 conv. In L.122/2010).

Pertanto, in caso di esercizio di attività in forma di impresa ad opera di commercianti o artigiani  contemporaneamente all’esercizio di attività autonoma per la quale è obbligatoriamente prevista l’iscrizione alla Gestione Separata, non opera l’unificazione della contribuzione sulla base del parametro dell’attività prevalente, ma il lavoratore è tenuto alla doppia contribuzione come esemplifica la tabella che segue:

tabella artigiani


PARAGRAFO 7

Apertura posizione INAIL

Iscrizione e premi inail

ISCRIZIONE INAIL

Contestualmente all’inizio dell’attività il datore di lavoro è tenuto a darne comunicazione all’Inail. In caso di lavori di particolare natura o da avviare con urgenza, puoi farlo, motivando il ritardo, entro i cinque giorni dall’inizio delle attività.

La mancata o tardiva denuncia di avvio attività all’Inail può comportare l’applicazione di sanzioni civili.
L’obbligo di denuncia è assolto dal datore di lavoro imprenditore tramite la Comunicazione Unica (ComUnica), il servizio telematico che permette di registrare una nuova attività al Registro delle imprese in modo da  trasmettere i dati a Camere di Commercio, Inps, Inail e Agenzia delle Entrate con una procedura unica di iscrizione.

L’utilizzo della Comunicazione Unica non è previsto per i soggetti che non sono imprese e per i soggetti con polizze speciali. In tali casi è necessario effettuare la denuncia di iscrizione con modalità telematica (dal 1° luglio 2013). Gli intermediari devono utilizzare la denuncia di iscrizione telematica nella sezione dei Servizi online disponibili sul sito Inail. 

Per ogni richiesta di apertura di una posizione assicurativa l’Inail rilascerà un certificato d'iscrizione che contiene le seguenti informazioni:

• l’attribuzione del Codice ditta, il numero di Posizione assicurativa territoriale ed il codice Pin utile per l’accesso ai servizi Inail, telematici e telefonici;

• tutti gli elementi utili al calcolo del premio, derivante dalle specifiche attività denunciate, dai soggetti assicurati (es. artigiani) e dalle retribuzioni indicate;

  • l’importo del premio dovuto e la relativa data di scadenza

PREMIO INAIL ARTIGIANI E COMMERCIANTI

L’assicurazione inail è obbligatoria per gli artigiani mentre per i commercianti limitatamente a coloro che operano in società, agli associati in partecipazione e ai collaboratori dell’impresa familiare.

Per i lavoratori autonomi artigiani si applica una speciale tariffa dei premi composta da nove classi di rischio. Le voci di tariffa sono le stesse applicabili anche ai lavoratori dipendenti all’interno del settore “artigianato”.

Gli importi dei premi sono determinati su una retribuzione minima annuale e, per ogni incremento retributivo deve essere versata un’aliquota aggiuntiva predeterminata. 

artcom

Il premio speciale unitario per l’assicurazione dei lavoratori autonomi artigiani varia in funzione della forma assicurativa, base retributiva annua prescelta e lavorazione svolta. Esso è indicato nelle basi di calcolo dei premi, inviate ogni anno dall'INAIL. Per ogni voce di tariffa relativa alla lavorazione svolta dal singolo soggetto autonomo artigiano è indicata la quota di premio corrispondente. Pertanto, nel caso in cui l’attività svolta dall’artigiano sia classificata a più voci di tariffa, il premio speciale unitario è dato dalla somma delle quote di premio corrispondenti a ciascuna voce.

Il premio di autoliquidazione è dato dalla somma dei singoli premi speciali unitari, ciascuno maggiorato dell'addizionale ex ANMIL dell’1% (art. 181 T.U., DPR n. 1124/1965). 

aut 1

Riduzione premio artigiani - (art. 1, c. 780-781, legge n. 296/2006; DetPres n. 287/2014)

Con effetto dal 1° gennaio 2008, è prevista in favore delle imprese iscritte alla gestione Artigianato una riduzione del premio, da determinarsi con decreti ministeriali. La riduzione si applica solo al premio dovuto a titolo di regolazione.


riduzione artigiani

SOCI E FAMILIARI NON ARTIGIANI

Per i soci e i familiari non artigiani il calcolo del premio viene effettuato applicando i tassi alle retribuzioni convenzionali che si riportano qui di seguito.

 retr.conv.soci

AUTOLIQUIDAZIONE INAIL E PAGAMENTO DEI PREMI

Con la pubblicazione in GU n. 51 del 03 marzo 2015 del Decreto del 09 febbraio 2015 si approva la determina del Presidente dell'INAIL n. 330 del 05 novembre 2014 la quale fissa al 28 febbraio di ciascun anno (29 in caso di anno bisestile) il nuovo termine di presentazione delle denunce retributive annuali di cui all'art. 28, comma 4, del D.P.R. 30 giugno 1965 n. 1124.

Attenzione: Il termine per il pagamento dei premi non cambia

Resta fermo il termine previsto per il pagamento dei premi di assicurazione, fissato al 16 febbraio di ciascun anno per il pagamento in unica soluzione.

Per il pagamento rateale si ricordano le scadenze: 

rate inail 

REGISTRO INFORTUNI

Tutti i datori di lavoro sono tenuti ad istituire il registro infortuni. In tale registro vanno annotati cronologicamente tutti gli infortuni che comportano l’assenza dal lavoro di almeno un giorno (escluso quello dell’evento).

Prima di essere utilizzato il registro deve essere vidimato dall’ASL competente per territorio. Le singole Regioni possono abolire l’obbligo di vidimazione:

Regione Piemonte – abolizione vidimazione registro infortuni

Dal 27 marzo 2015 non sarà più obbligatorio vidimare il registro infortuni presso l'Asl competente. Lo ha previsto la Regione Piemonte nella Legge Regionale n. 3 del 11 marzo 2015:

"Art. 50. (Abolizione dell'obbligo di vidimazione del registro infortuni)

1. Il registro infortuni, di cui al decreto del Ministero del lavoro e della previdenza sociale del 12 settembre 1958, non è soggetto a vidimazione da parte dell'organo di vigilanza territorialmente competente.
2. L'abolizione dell'obbligo di vidimazione del registro infortuni non comporta l'eliminazione degli obblighi connessi alla sua tenuta."

Il Registro deve essere tenuto a disposizione degli ispettori del lavoro sul luogo di lavoro e deve essere costantemente aggiornato senza spazi bianchi e le scritturazioni devono essere fatte con inchiostro indelebile.

Non sono consentite abrasioni ma eventuali rettifiche e correzioni devono eseguirsi in modo che il testo da sostituire sia leggibile.

Il registro deve essere conservato per almeno quattro anni dall’ultima registrazione e, se non usato, dalla data della sua vidimazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


PARAGRAFO 8

Il Durc

Il Durc

Così come previsto dall’art. 1 del D.M. 24 ottobre 2007, per poter fruire dei benefici normativi e contributivi in materia di lavoro e legislazione sociale previsti dall’ordinamento, nonché dei benefici normativi e sovvenzioni previsti dalla disciplina comunitaria per la realizzazione di investimenti, le imprese di tutti i settori devono essere in possesso del Documento Unico di regolarità Contributiva (DURC).

Il DURC è richiesto anche ai datori di lavoro ed ai lavoratori autonomi per l'assegnazione di appalti pubblici o per l'abilitazione (permesso di costruire, DIA, SCIA) all’esecuzione di appalti privati nel settore dell'edilizia, nonché ai fini dell’attestazione SOA, per l'iscrizione all'Albo Fornitori e per tutti gli altri casi specificatamente indicati dalla normativa nazionale o regionale. 

Il DURC attesta la regolarità dei versamenti dovuti agli Istituti previdenziali e assicurativi e, per i datori di lavoro dell’edilizia, anche la regolarità dei versamenti dovuti alle Casse edili.

A decorrere dal 1° gennaio 2008, trova piena applicazione la normativa del cd. "DURC INTERNO" (art. 1, commi 1175 e 1176, della L. 27 dicembre 2006, n. 296) nei confronti delle imprese di tutti i settori e di tutti i datori di lavoro.

È operativa, dal 2 febbraio 2015, la piattaforma Asse.Co. che permette ai consulenti del lavoro di "asseverare" la regolarità contributiva e retributiva delle imprese nella gestione dei rapporti di lavoro, semplificando gli adempimenti e promuovendo al tempo stesso la cultura della legalità (Circolare della Fondazione Studi CDL del 3 febbraio 2015, n. 3).

La regolarità è attestata laddove i versamenti coincidano con gli importi dichiarati e non vi siano inadempienze. Essa inoltre sussiste laddove vi siano rateizzazioni  in atto, sospensioni dei pagamenti a seguito di disposizioni legislative e istanze di compensazione con credito comprovato.

L’accertamento della regolarità contributiva è riferito alla data indicata nella richiesta e, ove questa manchi, alla data in cui si effettua la verifica, purché nei termini stabiliti per il rilascio del certificato o per la formazione del silenzio assenso.

Il rilascio del DURC vale ad attestare la regolarità della contribuzione, per il periodo di validità del documento stesso, con riguardo alla correttezza delle denunce periodiche e dei relativi versamenti.

Il controllo della posizione contributiva, oltre quella dei lavoratori dipendenti e dei collaboratori iscritti alla gestione separata, va esteso alla gestione previdenziale in cui è iscritto il titolare ed eventuali suoi coadiutori.

Ai fini del rilascio del DURC, l’interessato è tenuto ad autocertificare l’inesistenza a suo carico di provvedimenti, amministrativi o giurisdizionali, definitivi in ordine alla commissione delle violazioni (Allegato A, D.M. 24 ottobre 2007) ovvero il decorso del periodo indicato, relativo a ciascun illecito.

Le violazioni in materia di tutela delle condizioni di lavoro ostative al rilascio del DURC sono comprese nell’Allegato A, Decreto ministeriale 24 ottobre 2007 e, a decorrere dal 15 maggio 2008, rilevano le violazioni di cui al Decreto Legislativo n. 81/2008.

L’ambito di efficacia delle cause ostative connesse alla violazione della disciplina in materia di tutela delle condizioni di lavoro si ritiene limitato al DURC finalizzato alla fruizione dei benefici normativi e contributivi (art. 1, co. 1175, L. n. 296/2006; Ministero del lavoro, circolare 30 gennaio 2008, n. 5) e non anche al DURC rilasciato in occasione di appalti pubblici e privati.

Il DURC è richiesto obbligatoriamente con le modalità telematiche:

- dalle Amministrazioni pubbliche o dai soggetti privati a rilevanza pubblica appaltanti e dalle Società di Attestazione e Qualificazione delle Aziende (SOA);

- dai consulenti del lavoro;

- da coloro che siano iscritti negli albi degli avvocati e procuratori legali, dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali (art. 1, L. 11 gennaio 1979, n. 12).

Il DURC deve contenere (art. 4, D.M. 24 ottobre 2007):

- la denominazione o ragione sociale, la sede legale e unità operativa, il codice fiscale del datore di lavoro;

- l’iscrizione agli Istituti previdenziali e, ove previsto, alle Casse edili.

- la dichiarazione di regolarità ovvero non regolarità contributiva con indicazione della motivazione o della specifica scopertura;

- la data di effettuazione della verifica di regolarità contributiva;

- la data di rilascia del documento;

- il nominativo del responsabile del procedimento.

 Nell’ambito delle procedure di acquisizione in economia di beni, servizi e lavori previste e disciplinate dal Codice dei contratti pubblici relativi ai lavori, servizi e forniture (D.Lgs. n. 163/2006; D.P.R. n. 207/2010), il DURC deve essere richiesto, senza alcuna eccezione, per ogni contratto pubblico e, dunque, anche nel caso degli acquisti in economia o di modesta entità.

Il DURC ha l’obiettivo di garantire la trasparenza degli affidamenti, nonché di verificare che le imprese che operano con il settore pubblico rispettino la normativa previdenziale, a prescindere dall’importo del contratto e dalla procedura di selezione adottata (Ministero del lavoro, interpello 20 febbraio 2009, n. 10).

Gli Istituti previdenziali rilasciavano il DURC entro il termine massimo previsto per la formazione del silenzio assenso relativo alla certificazione di regolarità contributiva rilasciata dagli stessi Istituti, fissato in 30 giorni dai rispettivi atti regolamentari, mentre le Casse Edili e gli Enti Bilaterali rilasciano il DURC nei termini previsti dalla convenzione (art. 6, D.M. 24 ottobre 2007). 

Come cambia il DURC:  Durc on line

In seguito all’entrata in vigore del Decreto interministeriale 30 gennaio 2015, la verifica della regolarità contributiva nei confronti dell’INPS, dell’INAIL e delle Casse Edili, avviene con modalità esclusivamente telematiche ed in tempo reale indicando esclusivamente il codice fiscale del soggetto da verificare. 

Con la circolare n. 19 dell’8 giugno 2015, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha provveduto ad illustrare i contenuti del Decreto e a fornire i primi chiarimenti di carattere interpretativo necessari alla sua corretta applicazione. Nel rinviare integralmente ai contenuti della predetta circolare, L’inps, con la circolare 126 fornisce le opportune indicazioni operative a seguito della realizzazione da parte dell’INPS e dell’INAIL del nuovo servizio “DURC On Line”. Il servizio, che presenta uguali funzionalità nei portali dei due Istituti (www.inps.it e www.inail.it) è operativo dal 1° luglio 2015.

L’art. 3, comma 1, del DM, come espressamente già indicato dall’art. 4, comma 2, lettera a) del d.l. n.34/2014, provvede a definire l’ambito oggettivo della verifica costituito dai pagamenti scaduti sino all’ultimo giorno del secondo mese  antecedente a quello in cui la medesima verifica è effettuata, a condizione che sia scaduto anche il termine di presentazione delle relative denunce retributive

La verifica automatizzata interesserà gli archivi delle seguenti Gestioni INPS: Datori di lavoro con dipendenti; Committenti di co.co.co e co.co.pro.; Datori di lavoro agricolo con dipendenti; Lavoratori autonomi artigiani e commercianti; Lavoratori autonomi agricoli; Lavoratori dello spettacolo e dello sport professionistico.

La procedura fornirà un esito di regolarità laddove non siano rilevate evidenze di esposizioni debitorie per contributi e/o sanzioni civili. In caso contrario, ove l’esito di regolarità non sia possibile, la procedura fornirà a video l’informazione che sono in corso verifiche e che la disponibilità dell’esito sarà comunicata all’indirizzo PEC registrato dal richiedente nel sistema nella fase di accesso alla Procedura DURC On Line. L'invito a regolarizzare riporta l’indicazione analitica delle cause che hanno determinato l'irregolarità che l'interessato, entro un termine non superiore a 15 giorni dalla notifica dell'invito, deve regolarizzare provvedendo al versamento delle somme indicate o alla sistemazione delle omissioni contestate. Qualora la regolarizzazione avvenga oltre tale termine ma comunque prima della definizione dell’esito della verifica, gli Istituti non potranno dichiarare l’irregolarità tenuto conto che a quel momento, ove venisse attestata l’irregolarità a seguito della regolarizzazione tardiva, l’esito sarebbe riferito ad una situazione di omissione non corrispondente alla realtà.

In ogni caso l’intero procedimento di regolarizzazione dovrà concludersi prima di 30 giorni dalla richiesta che ha determinato l’esito di irregolarità.

Ipotesi di esclusione del DURC On Line

Il Decreto ministeriale ha stabilito che, in via transitoria e comunque non oltre il 1° gennaio 2017, restano assoggettate alle previgenti modalità di rilascio del DURC alcune tipologie di richieste, per le quali non è possibile effettuare le verifiche con modalità automatizzate.

Nelle ipotesi di seguito riportate, pertanto, la richiesta di regolarità continuerà ad avvenire attraverso il servizio dello Sportello Unico Previdenziale (www.sportellounicoprevidenziale.it):

- DURC in presenza di certificazione dei crediti rilasciati ai sensi dell’art. 13-bis, comma 5, d.l. 52/2012 convertito, con modificazioni, dalla legge 94/2012;

- DURC per pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione maturati al 31 dicembre 2012;

- DURC richiesti ai sensi dell’art. 5, comma 2, lettera a) del DM 29.8.2012;

- DURC in applicazione dell’art. 10 del DPCM 4 febbraio 2013;

Flusso Operativo della “procedura DURC On Line”

1. L’utente in possesso delle credenziali accede al portale INPS o al portale INAIL e seleziona il servizio “DURC On Line”;

2. L’utente può scegliere una delle seguenti funzionalità:

-Consultazione Regolarità

-Lista Richieste

-Richiesta Regolarità

3. L’utente seleziona “Consultazione regolarità”, inserisce il codice fiscale del soggetto di cui deve verificare la regolarità contributiva e seleziona il bottone “Consulta regolarità”; Se è presente un documento di regolarità in corso di validità, il sistema propone all’utente il documento e la possibilità di visualizzarlo e scaricarlo in formato pdf. In caso contrario il sistema segnala per il codice fiscale indicato non è disponibile un DURC On Line in corso di validità e che la richiesta deve essere effettuata tramite la funzione "Richiesta Regolarità";

4. L’utente seleziona la funzione “Richiesta Regolarità” e inserisce il codice fiscale da sottoporre a verifica e la casella PEC alla quale sarà comunicato l’esito della verifica stessa;

5. Il sistema verifica se è già pervenuta una richiesta di verifica della regolarità ed in tal caso fornisce il numero di protocollo ad essa già attribuito che nella struttura indica il portale “owner” della richiesta, altrimenti prende in carico la richiesta e attribuisce ad essa il relativo numero di protocollo;

6. A questo punto i sistemi sono allineati e attivano i controlli per la verifica di regolarità;

7. Il sistema comunica all'utente che l'elaborazione della richiesta è in corso e che durante questa fase è possibile rimanere in attesa oppure controllare successivamente lo stato della richiesta inoltrata utilizzando le funzioni di Ricerca ‘Lista Richieste’. La richiesta rimane in elaborazione per un massimo di 6 ore, scadute le quali, se i sistemi non si sono allineati viene annullata per cause tecniche e deve essere riproposta;

8. Se è possibile attestare subito la regolarità, il sistema consente la visualizzazione del Documento in formato pdf non modificabile, altrimenti comunica con un messaggio che l’interrogazione non ha fornito un esito automatico e che è stata attivata la verifica da parte degli Enti. Con una PEC spedita all’indirizzo indicato al momento dell’accesso dal richiedente sarà data comunicazione che l'esito può essere visualizzato ed acquisito;

9. Per acquisire l’esito della richiesta, l’utente deve selezionare la funzione “Lista Richieste” che può essere:

a. Regolare

b. In verifica

c. Non Regolare

d. Elaborazione in corso

10. Una volta acquisiti gli esiti da ciascun ente il portale “owner” definisce l’esito della richiesta.

In caso di esito Regolare crea il Documento in formato pdf non modificabile denominato "DURC On Line”.

In caso di esito Non Regolare crea un Documento con le stesse caratteristiche del precedente denominato "verifica di regolarità contributiva".

L’utente riceve tramite PEC l’avviso che è disponibile l’esito della verifica della regolarità contributiva per il Codice Fiscale per il quale è stata effettuata la richiesta che riporta i dati relativi al codice fiscale, alla denominazione del datore di lavoro/lavoratore autonomo e al numero di protocollo nel seguente formato OWNER_Numeroprotocollo.

DURC on line - Requisiti per la regolarità

La verifica della regolarità riguarda i pagamenti dovuti dall'impresa in relazione a tutte le tipologie di lavoratori subordinati e a quelli impiegati con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, operanti nell'impresa stessa nonché, i pagamenti dovuti dai lavoratori autonomi, scaduti sino all'ultimo giorno del secondo mese antecedente a quello in cui la verifica è effettuata, a condizione che sia scaduto anche il termine di presentazione delle relative denunce retributive.

 In ogni caso, la regolarità sussiste in caso di:

a) rateizzazioni concesse dall'Inps, dall'Inail, dalle Casse edili ovvero dagli Agenti della riscossione;

b) sospensione dei pagamenti in forza di disposizioni legislative;

c) crediti in fase amministrativa oggetto di compensazione per la quale sia stato verificato il credito dagli Enti preposti alla verifica e che sia stata accettata dai medesimi Enti;

d) crediti in fase amministrativa in pendenza di contenzioso amministrativo sino alla decisione che respinge il ricorso;

e) crediti in fase amministrativa in pendenza di contenzioso giudiziario sino al passaggio in giudicato della sentenza, salva l'ipotesi di iscrizione a ruolo eseguita in presenza di provvedimento esecutivo del giudice;

f) crediti affidati per il recupero agli Agenti della riscossione per i quali sia stata disposta la sospensione della cartella di pagamento o dell'avviso di addebito a seguito di ricorso giudiziario.

La regolarità sussiste, inoltre, in presenza di uno scostamento non grave tra le somme dovute e quelle versate, con riferimento a ciascun Istituto previdenziale ed a ciascuna Cassa edile. Non si considera grave lo scostamento tra le somme dovute e quelle versate con riferimento a ciascuna Gestione nella quale l'omissione si è determinata che risulti pari o inferiore ad Euro 150,00, comprensivi di eventuali accessori di legge (art. 3, D.M. 30 gennaio 2015).

Il documento generato dall'esito positivo della verifica, in formato "pdf" non modificabile, sostituisce ad ogni effetto il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) previsto:

- per l'erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari e vantaggi economici, di qualunque genere, compresi i benefici e le sovvenzioni comunitarie per la realizzazione di investimenti (art. 1, co. 553, L. n. 266/2005);

- nell'ambito delle procedure di appalto di opere, servizi e forniture pubblici;

- nei lavori privati dell'edilizia;

- per il rilascio dell'attestazione SOA.

Il Documento ha i seguenti contenuti minimi:

- la denominazione o ragione sociale, la sede legale e il codice fiscale del soggetto nei cui confronti è effettuata la verifica;

- l'iscrizione all'Inps, all'Inail e, ove previsto, alle Casse edili;

- la dichiarazione di regolarità;

- il numero identificativo, la data di effettuazione della verifica e quella di scadenza di validità del Documento.

Il Documento ha validità di 120 giorni dalla data effettuazione della verifica ed è liberamente consultabile tramite le applicazioni predisposte dall'Inps, dall'Inail e dalla Commissione Nazionale Paritetica per le Casse Edili (CNCE) nei rispettivi siti internet.

 

 


Stampato il 22/07/2019 alle 20.04
http://guide.directio.it/guide-interattive/guida-adempimenti-pmi/indice/le-prime-scelte/04-apertura-posizione-contributiva-e-assistenziale.aspx