Guida alla redazione del Business Plan



cosa non è il business plan


Simulare l’effetto di alcune decisioni d’impresa è attività che supporta la loro assunzione. Se simulare richiede di analizzare, prevedere, confrontare i dati a disposizione (sia che tali attività avvengano in modo intuitivo o sistematico), non sempre tale sforzo porta alla composizione di un business plan. Gli stessi Principi Generali di Redazione del BP recitano che: “La completezza sostanziale significa che l’analisi dell’evento di business non deve limitarsi agli elementi propri di questo – pur in riferimento a tutte le aree coinvolte e coinvolgibili, sia all’interno che all’esterno dell’azienda – ma anche identificare e, se possibile, studiare le interferenze significative con il sistema impresa nel suo complesso”.

È, quindi, necessario – ai fini del rispetto del principio di completezza – che il B.P.:

  • analizzi l’idea d’impresa con riferimento a tutte le aree aziendali proprie dell’evento di business, nessuna esclusa;
  • identifichi puntualmente le interferenze significative dell’evento di business con il resto dell’impresa in cui esso si sviluppa;
  • analizzi, ove possibile, tali interferenze in termini di causa-effetto con il sistema impresa nel suo complesso, valutandone la compatibilità.

La rappresentazione parziale di aree aziendali o di singole iniziative, senza l’identificazione delle interazioni tra le aree/iniziative simulate e quelle delle aree aziendali residue, non può essere considerata un B.P. completo, ma deve essere assimilata ad altri strumenti informativi, quali:

  • il capital budgeting;
  • la valutazione di fattibilità di investimenti;
  • le simulazioni dinamiche incrementali;
  • i piani di prodotto;
  • i piani di penetrazione commerciale.”

Immaginiamo che un ‘azienda voglia raddoppiare la propria linea di produzione: per la redazione del Business plan a supporto di tale decisione ai dati specifici dell’investimento (preventivo, degli impianti e delle opere, personale aggiuntivo, dati del processo di produzione) dovrà aggiungere:

  • la valutazione dell’impatto positivo possibile sulle condizioni di acquisto delle risorse;
  • la valutazione dell’impatto sul mercato (politiche commerciali da rivedere per distribuire le maggiori quantità, gestione degli stock,….);
  • la valutazione del nuovo punto di equilibrio tra costi diretti ed indiretti al processo produttivo.

Vediamo più nel dettaglio alcune riflessioni pratiche che evidenzino tale concetto.

L'ipotesi d'investimento certamente consente l'acquisizione di informazioni specifiche conseguenti la possibile realizzazione dello stesso. Alcune di queste informazioni sono, ad esempio:

a) il possibile costo d'acquisto, gli oneri accessori, i tempi e le forme di pagamento
b) i costi per gli eventuali corsi di formazione del personale addetto alla sua gestione
c) la produttività incrementale teorica, intesa come capacità di output (prodotti e/o servizi) data una certa disponibilità di risorse (tempo, materiali, persone)

Ma molte altre sono le informazioni che nell'ambito di una azienda esistente bisogna aggiungere ai "soli" dati di un nuovo investimento:

a) Le sinergie possibili nell'acquisizione e gestione delle risorse produttive (trattative nell'acquisto di maggiore quantità di materiale, migliore utilizzo/specializzazione del personale dipendente)
b) I diversi rapporti di imputazione dei costi indiretti (industriali e non industriali) sul costo del prodotto (direct e full cost)
c) L'impatto possibile sul mercato già presidiato e l'effetto sulle politiche commerciali (una maggiore offerta di prodotto da distribuire può non sempre trovare corrispondente domanda qualitativamente comparabile)
d) La gestione del capitale circolante necessaria e conseguente il nuovo investimento va ad inserirsi nella più ampia gestione finanziaria dell'azienda già esistente, con necessità di rivederne gli strumenti, gli equilibri ed i naturali effetti economici
e) Le interferenze fiscali che potrebbero derivare dalla scelta temporale o quantitativa di un investimento

Ecco quindi che la prima "naturale" intenzione dei redattori del piano di simulare la dinamica economica e finanziaria solo sulla base dei dati specifici e strettamente connessi con l'investimento, si infrange sulla mancanza di significatività delle risultanze possibili.

Questo spesso rileva anche a livello di investimento di Gruppo aziendale, qualora si presentino le seguenti caratteristiche:

  • l'investimento sia effettuato a mezzo di una newco;
  • la newco - in quanto priva di storia - non abbia consistenza patrimoniale per garantire gli eventuali finanziatori (se diversi dalla società controllante);
  • la newco evidenzi una marcata dipendenza finanziaria dal Gruppo;
  • le attività produttive della newco configurino un significativo contributo o interferenza ai risultati consolidati del Gruppo

Quanto sopra enunciato può essere spiegato meglio con un esempio (vedi slide esempio)

Stampato il 11/08/2020 alle 08.09
http://guide.directio.it/guide-interattive/guida-business-plan/indice/parte-i/aspetti-generali/cosa-non-è-il-business-plan.aspx